lunedì 9 aprile 2012

FORA DI BAL E UNO: IL TROTA LASCIA IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA

E' UFFICIALE IL TROTA SI DIMETTE DAL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA. LA PROSSIMA A DARE IL BUON ESEMPIO SIA ROSY MAURO.   FORA DI BALL....


Il Trota

Renzo Bossi si dimette dal consiglio regionale lombardo

Renzo Bossi si dimette dal consiglio regionale lombardo
Il figlio del Senatùr fa un passo indietro. In un'intervista a Tgcom24: “Do il buon esempio e lascio il consiglio, anche se non sono indagato"
Il figlio del Senatùr fa un passo indietro. In un'intervista a Tgcom24: “Do il buon esempio e lascio il consiglio, anche se non sono indagato"
Renzo Bossi lascia il consiglio regionale.
A dichiararlo è lo stesso Renzo, ai microfoni di Tgcom24, annunciando di voler dare il buon esempio “e anche se non sono indagato mi dimetto dalla carica di consigliere”.
Il giovane figlio del Senatùr, eletto nel 2010 nel collegio di Brescia con oltre dodicimila preferenze, si è anche detto sicuro che la magistratura farà luce sul suo caso e sulla sua innocenza. “Sono sereno perché so quello che ho fatto e soprattutto quello che non ho fatto”.
“È un momento di difficoltà ed è giusto farsi indietro – dice ancora – in questo momento in Lombardia ci sono molti indagati, ma io non sono uno di quelli”.

domenica 8 aprile 2012

IN ARRIVO AVVISI DI GARANZIA ALLA FAMIGLIA BOSSI E A ROSY MAURO

da affaritaliani.it
IL LEGA GATE PASSO PER PASSO IN ARRIVO GLI AVVISI DI GARANZIA ALLA FAMIGLIA BOSSI E ALLA VICE PRESIDENTE DEL SENATO ROSY MAURO


Scandalo Lega/ In arrivo altri avvisi di garanzia. Rosy Mauro a Belsito: "Francé fammi l'operazione urgente"

Domenica, 8 aprile 2012 - 10:20:00
pier ape

Il terremoto che ha colpito il Carroccio non si arresta, nuove scosse sono previste nei prossimi giorni, sia sul piano giudiziario che su quello politico. L'inchiesta si divide in tre filoni rivela il Corriere. I prossimi controlli sulle spese della famiglia del Senatur saranno effettuati dai pubblici ministeri di Milano. I colleghi napoletani si concentreranno sugli appalti ottenuti dall'imprenditore Stefano Bonet con un'attenzione particolare alle commesse ottenute dal Vaticano, ma anche alle operazioni estere per le quali è già stata contestata l'accusa di riciclaggio. Reggio Calabria invece si concentrerà sui legami con la 'ndrangheta'.

l fulcro è certamente Francesco Belsito, 41 anni, tesoriere della Lega dal 2010 e sottosegretario alla Semplificazione nel governo Berlusconi. A Milano è accusato di truffa aggravata per aver falsificato i dati relativi ai rimborsi elettorali e appropriazione indebita per aver utilizzato a fini personali quei fondi. La legge sul finanziamento ai partiti consente infatti l'uso del denaro pubblico esclusivamente a fini politici e invece Belsito con quei soldi avrebbe pagato le spese della famiglia di Umberto Bossi e ideato spericolate operazioni finanziarie in Italia e all'estero.

Il fulcro è Francesco Belsito, 41 anni, tesoriere della Lega dal 2010 e sottosegretario alla Semplificazione nel governo Berlusconi. A Milano è accusato di truffa aggravata per aver falsificato i dati relativi ai rimborsi elettorali e appropriazione indebita per aver utilizzato a fini personali quei fondi. La legge sul finanziamento ai partiti consente infatti l'uso del denaro pubblico esclusivamente a fini politici e invece Belsito con quei soldi avrebbe pagato le spese della famiglia di Umberto Bossi e ideato spericolate operazioni finanziarie in Italia e all'estero. Il suo referente per questi investimenti risulta essere Stefano Bonet, 46 anni. I magistrati stanno cercando di capire fino a dove si siano spinti gli affari illeciti di Belsito. Ma anche per capire se, oltre a Umberto Bossi, ai suoi familiari (i figli Renzo, Riccardo e Sirio oltre alla moglie Manuela), a Rosi Mauro, altre persone — in particolare politici e parlamentari — abbiano ottenuto soldi dalle casse della Lega.
ALTRI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO - La gestione finanziaria illecita è stata confermata dalla stessa segretaria di Bossi, Daniela Cantamessa che ha aggiunto che il Senatur sapeva dell'utilizzo dei rimborsi elettorali. Se il quadro disegnato dai testimoni troverà conferma, scrive il Corriere, altre persone rischiano di finire nel registro degli indagati per appropriazione indebita. E in cima alla lista ci sono proprio Umberto Bossi, i suoi figli, sua moglie e Rosi Mauro.
BOSSI A MARONI, PULIZIA E' GIA' IN ATTO - "La pulizia e' gia' in atto e c'e' gia' chi la deve fare". Questa la risposta dell'ex numero uno della Lega, Umberto Bossi, alle parole di Roberto Maroni. Il 'senatur' affida la sua replica al quotidiano del Carroccio 'la Padania', che apre con il titolo: 'Contro l'attacco che mira a dividere. Bossi: tutti uniti'. La pulizia e' gia' in atto e c'e' gia' chi la deve fare'. L'ex ministro dell'Interno sabato era intervenuto sia con una intervista al giornale della Lega sia sulla sua pagina Facebook, per chiedere 'pulizia' all'interno del partito, dopo il terremoto giudiziario che ha scosso il Carroccio e ha portato alle dimissioni di Bossi.
ROSY MAURO A BELSITO "FRANCE' FAMMI L'OPERAZIONE URGENTE". LE INTERCETTAZIONI - Gli investimento in Tanzania firmati Lega Nord sono ormai sulla bocca di tutti. La bufera è vicina. Il 7 febbraio, la segretaria amministrativa Nadia Dagrada e il tesoriere leghista Francesco Belsito sono convinti che se scoppia lo scandalo sui conti leghisti, la "Nera", sarà coinvolta in pieno, scrive Repubblica. "Eh si, voglio vedere lei se si dimette, perché non si dimette? È del Sinpa lei, perché non porta i conti del sindacato?". Nadia: "Facciamo una bella proposta che tu appoggi in consiglio federale dove i bilanci di tutti vengono fuori compreso quello del Sindacato Padano.... eh perché voglio vedere gli estratti conto del sindacato, cosa succede". Per Belsito, a lei "viene un infarto". "Ah beh - concorda la Dagrada - per forza, non sono usati per il sindacato, quindi...".
"STA MANOVRANDO TUTTO" - Dagrada: "Lei (Rosy Mauro, ndr) è convinta che gli vada evidentemente sempre tutto bene, ma non è per nulla così". Belsito: "La traditrice è lei". Dagrada: "Eccome, è lei che sta manovrando tutto, la cosa pazzesca è che lei... a questo punto, a questa stregua, morti per morti, la rovini con quello che prende, ribadisco a questo punto che esca fuori quello che viene dato al Sinpa". Dagrada: "Ti ripeto, Francesco, con tutto quello che c'hai in mano tu, non capisco come possa ridere, Rosy Mauro, francamente... non pensavo che fosse cattiva, lei Rosy, sta rovinando il capo".
"QUEL BONIFICO NON SARÀ SCOPERTO"
"Comunque Francè, se adesso puoi ricordati di fare quella cosa che ti ho detto a voce... Succinta, così da fare in questo momento. Perché dopo non potrai più, perché se no addio", dice Rosy Mauro a Belsito. Sono le 19.15 del 22 gennaio, sulla stampa sta montando il "caso Tanzania" promosso dal tesoriere del Carroccio. "No.. no.. ma lo faccio diversamente adesso", risponde Belsito. E la senatrice: "No ma... purtroppo è urgente". Così il tesoriere la rassicura: "Sì, sì tranquilla".
"Quella cosa lì urgente", annotano i carabinieri, altro non è che un'operazione finanziaria fatta da Belsito a favore di Rosy Mauro attraverso la filiale del Banco di Napoli di Montecitorio, scrive Repubblica. Si riferiscono al prelievo bancario di 29.150 franchi svizzeri a favore di Rosy Mauro cui si fa riferimento negli atti dell'inchiesta. Qualche giorno dopo, l'8 febbraio, la vice presidente del Senato telefona nuovamente a Belsito. E il tesoriere le dice che "l'operazione", secondo gli investigatori "un bonifico", è avvenuta attraverso il Banco di Napoli "in modo che non se ne accorgano - rilevano i carabinieri - perché ora sono interessati alla Banca Aletti, che è quella utilizzata per l'operazione della Tanzania".

ROSY MAURO SI DIFENDE - "Non sono una traditrice, sono una persona anzi fin troppo diretta": così Rosi Mauro si difende dall'accusa di aver usato per lei e il suo amante i soldi della Lega. Per la vicepresidente del Senato, l'ex tesoriere del Carroccio "è stato un pò superficiale". Ma i guai per lei non sembrano finire. Tra i tanti beneficiari delle elargizioni di Belsito, infatti, ci sarebbe anche Piero Moscagiuro, poliziotto in aspettativa finito a lavorare con un contratto alla Vicepresidenza del Senato (in foto). Nel verbale dell'interrogatorio Nadia Dagrada, segretaria amministrativa della Lega, rivela che al poliziotto sarebbero arrivati circo 130 mila euro per pagarsi diploma e laurea in Svizzera.

E' la stessa Dagrada a definirlo "amante" di Rosy Mauro. Ma Piero, nome d'arte Pier Mosca, ha inciso anche una canzone insieme a Enzo Iacchetti: "Kooly Noody", oltre che ad aver cantato davanti ai dirigenti leghisti. Non è un caso che una sua "opera" sia stata scelta proprio come inno di quel sindacato padano guidato da Rosy Mauro. A questo punto c'è chi chiede le sue dimissioni da vicepresidente del Senato. Guarda i video e ascolta le canzoni
ART.21-POPOLO VIOLA, APPELLO PER DIMISSIONI ROSY MAURO - "Rosi Mauro, vicepresidente del Senato, sarebbe la figura chiave del sodalizio affaristico che coinvolge la Lega Nord. Al di la' delle eventuali responsabilita' civili o penali, su cui fara' luce la magistratura, ci chiediamo: e' moralmente ammissibile che chi ricopre la seconda carica del Senato sia protagonista di questi fatti? Noi diciamo no. Diciamo che e' un'offesa al decoro delle istituzioni e un oltraggio nei confronti dei cittadini onesti che in questi mesi vengono chiamati a fare sacrifici. Per questo chiediamo le dimissioni immediate di Rosi Mauro da vicepresidente del Senato. Se non dovesse o volesse farlo chiediamo alle senatrici e ai senatori di non partecipare piu' alle sedute da lei presiedute". Cosi' Stefano Corradino, direttore di Articolo21, e Franz Mannino, del Popolo Viola, che lanciano un appello sul web e invitano i cittadini a sottoscriverlo. "L'inchiesta sulla Lega, dopo quella sulla Margherita, rivela una grave sofferenza del sistema dei partiti, sempre piu' esposti a fenomeni di corruzione e strumento delle oligarchie che li usano spesso per fini privati, familistici o clientelari o di sopravvivenza dei gruppi dirigenti. I partiti devono essere profondamente rinnovati, trasparenti come una casa di vetro. Urge una legge contro la corruzione e per la trasparenza dei bilanci. I partiti devono tornare a essere strumento di partecipazione politica, se non vogliamo che vengano liquidati dalla crescente ondata di antipolitica che attraversa il Paese".
GALLI, DIMISSIONI RENZO BOSSI? TUTTO DA VALUTARE
"
È una valutazione che dovrà essere fatta": lo ha detto Stefano Galli, capogruppo della Lega al Pirellone e membro del Consiglio federale, alla domanda sulle voci di possibili dimissioni di Renzo Bossi da consigliere regionale in seguito alle inchieste giudiziarie sui conti della Lega. Galli ha comunque chiarito di parlare a titolo personale. "Dovrà essere fatta quella chiarezza chiesta dal Consiglio federale - ha risposto - e se dovessero emergere fatti oggettivi va da sè che bisognerà fare una valutazione oggettiva di questa opportunità. Ma è valutazione che spetta al partito". Il gruppo del Carroccio in Consiglio regionale, a quanto si è appreso, non ha comunque ancora affrontato la questione. Renzo Bossi è consigliere dal 2010.

LEGA: IN VIA BELLERIO SPUNTA CARTELLO CONTRO ROSI MAURO, RIMOSSO 
E' stato affisso anche un cartello contro Rosi Mauro all'esterno della sede della Lega in via
Bellerio. "Belsito, Mauro, Woodcock: tre nomi, stessa m... Fuori dalla Lega i traditori". Quando e' stato fatto notare a uno dei militanti sul luogo che la Mauro veniva definita traditrice, il sostenitore ha strappato il cartello affermando che era stato sicuramente portato da qualcuno che non era della Lega.
LE CARTE - Ci sono anche il diploma e la laurea, pare conseguiti in Svizzera, di Rosi Mauro e del suo compagno, tra i 'benefit' pagati dalla Lega che, tramite l'ex tesoriere indagato Francesco Belsito, avrebbe sborsato 120 mila euro di soldi pubblici per gli studi del vicepresidente del Senato e di Pier Moscagiuro. A fare i conti di questa ennesima uscita dalle casse del partito, definita dalla senatrice una delle «porcherie della stampa», è stata Nadia Dagrada, il dirigente amministrativo di via Bellerio sentita l'altro ieri dai pm di Milano e Napoli che insieme ai colleghi di Reggio Calabria stanno coordinando le indagini che hanno provocato un terremoto nel Carroccio fino alle dimissioni da segretario di Umberto Bossi. Nadia Dagrada, all'indomani delle perquisizioni della Gdf e dei Carabinieri del Noe negli uffici milanesi del quartier generale 'lumbard', davanti ai magistrati ha ripercorso il lungo elenco, emerso dalle intercettazioni, delle spese del partito per le esigenze personali del 'Capò, dei suoi figli, della moglie Manuela Marrone, di Roberto Calderoli e di Rosi Mauro con tanto di fidanzato.

Riguardo al capitolo «3 lauree pagate con i soldi della Lega», la dirigente amministrativa ha raccontato: «Belsito mi ha riferito che sono stati dati soldi in contanti a Pier Moscagiuro, compagno di Rosi Mauro» per i costi delle «rate (...) della scuola privata per conseguire il diploma, la laurea, credo ottenuti entrambi in Svizzera. Inoltre mi ha detto anche di aver pagato le rate per il diploma e poi la laurea della stessa Rosy Mauro», sembra conseguiti anche da lei oltreconfine. Titoli di studio che a dire della Dagrada «sono costati circa 120mila euro, prelevati dalle casse della Lega» e che si aggiungono ai 130 mila euro sborsati dal Carroccio per il 'Trotà Renzo Bossi il quale «dal 2010 sta prendendo una laurea all'Università privata di Londra».


E riguardo a questo 'benefit' e, tra gli altri, ai «200-300 mila euro dati ogni anno» al Sinpa, il Sindacato Padano, il vice presidente del Senato, ha respinto ogni addebito: "Non sono solita commentare le notizie di stampa che spesso riguardano la mia persona - ha replicato con un comunicato - Ma mi trovo costretta a ribattere alle 'porcherie' che i giornali si stanno inventando, per salvaguardare il bene più prezioso, il Sindacato, che ho creato con enormi sacrifici». Ma dalle intercettazioni agli atti dell'indagine, Belsito, lo scorso 7 febbraio al telefono con la Dagrada, supponendo che Rosi Mauro «stia tramando col 'capò (Bossi) per mandarlo via», dice: «sai quanto gli ho dato l'altro giorno alla nera? (Rosi Mauro) (...) 29.142 in franchi... vuoi che ti dica tutti gli altri di prima?». E più avanti ancora Nadia Degrada: «ma secondo me lei (Rosi Mauro) è convinta che tu non parlerai mai, lei è convinta di quello, lei è convinta di averti, finora, allora se tu ci pensi a questa qui effettivamente, contro non ci sono andati in molti (...) Invece se tu le fai capire - sono i consigli della dirigente amministrativa -, ciccia, ma sei sicura di volere andare allo scontro con me? Perchè se apro bocca io, il capo salta e se salta il capo tu sei morta. Perchè se lei non c'ha il capo a difenderla, lei domani è in mezzo ad una strada e non è detto con le gambe intere». E Belsito: «lei c'ha il sindacato (Sinpa) che la difende».

Di nuovo la Dagrada: «è tutto lei, è tutto lei (Rosi Mauro)» Belisto replica: «io pensavo che fosse scesa, ma col cazzo. Questa è sempre in auge, Diobono, è sempre in auge». Dagrada gli spiega: «questa fa le notti là». Poi l'ex tesoriere aggiunge: «lei... quell'altro lo blindano, lo blindano, ma io l'ho visto Reguzzoni, nel corridoio, ch'era tutto altezzoso, era moscio la settimana scorsa, poi è tornato di nuovo galletto, capisci?». La Dagrada ancora: «e ma adesso gli arriverà l'altra lezione, non c'è niente da fare se pensano di continuare così, hanno sbagliato a capire (...) No, ma secondo me guarda, vabbè, sicuramente con il capo (Bossi, ndr) c'è da parlare (...) tu gli devi dire, capo, io so queste cose, e con me tu stai tranquillo, ricordati di una cosa, finchè io sono qui, io non ti tradirò mai, ma ricordati cosa c'è in ballo, perchè c'è, questo, questo, questo, questo e quest'altro, e se viene fuori queste cose qui, lo capisci cosa può succedere, altro che barbari sognanti». 

Sindaco tocca il sedere all'assessore donna durante un discorso

Post n°32 pubblicato il 05 Aprile 2012 da liopez
Una bella scenetta quella che si vede durante una manifestazione pubblica che ha come protagonista Percy Fernandez, sindaco Boliviano di Santa Cruz de la Sierra, e l'assessore donna Desiree Bravo.
L'assessore della città Desiree Bravo, stava tenendo un discorso ad un evento pubblico, durante il discorso il sindaco,che era seduto vicino a lei, tenta ripetutamente di accarezzarle il sedereLa donna, visibilmente a disagio, prova a scansare la mano del sindaco , ma quest'ultimo continua divertito. La scena è stata trasmessa dalla tv locale e poi  dalla Cnn.  Si sono scatenati moltissimi icommenti negativi all'indirizzo del sindaco anche da parte di esponenti politici. Il sindaco si è scusato con l'assessore dicendo: " è una collega che conosco da oltre vent'anni", poi si è scusato con tutte le altre donne che in qualche modo si sono sentite offese.
Scusate, ma che vuol dire che è una collega che conosce da oltre venti anni? forse in Bolivia a tutte le colleghe ventennali è permesso il palpeggiamento al sedere?

CRISI, GRAVISSIMA NOTIZIA: I BAMBINI GRECI HANNO FAME

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO

I bambini greci hanno fame

bambino_greco.jpg
"Grecia: 439.000 bambini vivono in povertà. Secondo l'UNICEF, travolta un'intera generazione. Il 23% dei bambini è povero rispetto alla media UE (20,5%), i minorenni che vivono sotto la soglia di povertà sono 439.000. E c'è pure un altro record negativo: quello dei bambini sotto peso tra i Paesi dell'OCSE. "Atene, 6/4/2012 - La crisi sta travolgendo un'intera generazione di bambini. Nella culla della civiltà occidentale le condizioni dell'infanzia hanno subito un'incredibile retromarcia secondo il comitato greco dell'UNICEF che all'Università di Artene ha presentato il rapporto “La condizione dell’Infanzia in Grecia 2012”. Il rapporto analizza il grado di efficacia della legislazione greca e delle politiche relative al miglioramento delle condizioni di sostentamento dei bambini come previsto dalla Convenzione sui diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Su una popolazione totale di 11 milioni, i minorenni sono poco meno di 2 milioni." 

UOVA VERE E UOVA TAROCCATE. ECCO COME RICONOSCERLI


Sai riconoscere le uova vere da quelle false? 

Sembra che sul mercato si possano trovare le uva finte che si sospetta vengono prodotte, tanto per cambiare, in Cina. Finora queste uova sono state trovate ovviamente in Cina, in Malesia, a Taiwan e in Thailandia quindi se andate in questi luoghi in vacanza, fate molta attenzione.
Di fronte al dilagante fenomeno della contraffazione delle uova, il Borneo Post ha pubblicato per i suoi lettori sette regole per distinguere le uva vere da quelle false:
1 – all’apertura dell’uovo falso, il rosso e il bianco si mescolano velocemente;
2 – le uova false hanno il guscio leggermente più lucido rispetto a quelle vere;
3 – il guscio di quelle false tende a essere un po’ più ruvido;
4 – a scuotere l’uovo falso, si sente come un gorgoglio provocato del contenuto che si sposta;
5 – le uova vere odorano di carne cruda;
6 – a picchiettarlo con il dito, l’uovo vero genera un rumore più secco;
7 – durante la frittura di un uovo contraffatto, il rosso si allarga senza essere toccato.
Il giornale informa inoltre che i gusci delle contraffazioni sono fatti di carbonato di calcio, gesso e paraffina, mentre l’ingrediente base del contenuto è l’alginato di sodio – lo stesso del gel per i capelli – condito con colorante artificiale.
Ma di cosa possiamo essere sicuri di mangiare di questo passo?
Closed 

sabato 7 aprile 2012

TROTA E FRATELLI: BRACCIA RUBATE ALL'AGRICOLTURA...


dal sito lettera43. ora spunta la magia nera.....

Trota e fratelli: braccia rubate all'agricoltura

Dalle dimissioni di Bossi da segretario della Lega Nord allo scontro Fornero-Marcegaglia.

di Nico Arse
editoriale
>
«Mi avete preso per il culo. Ma la cazzata più grande l'ho fatta io, tutta da solo: non avrei dovuto far entrare i ragazzi in politica» (Corriere della Sera).
Nel giorno delle dimissioni da segretario della Lega Nord, Bossiconfida il suo vero cruccio, aver candidato quel simpaticone del Trota: «Qualcuno me lo aveva anche detto: 'Umberto, devi scegliere tra la Lega e i figli'. Lo sapevo anch'io, avrei dovuto scegliere la Lega. I figli potevano fare qualcosa d'altro».
In un bell’allevamento, di quelli che splafonano le quote latte, il Trota ce lo vedremmo benissimo.
CALDEROLI, DA BELSITO AL TRIUMVIRATO
Altro che «Roma ladrona»: qui si parla di «consegne in contanti, assegni e pagamenti di decine di fatture per le spese di famiglia, ristrutturazioni, auto, cellulari, schede telefoniche, dentista, diplomi di scuola...». Perfino «i conti della clinica del 2004» del «capo», precisa perfida la Dagrada (La Stampa).
Prima di un incontro con Bossi, Belsito vuole vedere Roberto Calderoli, l’unico di cui si fida, «anche perché lui sa». Destinatario, secondo il tesoriere, di un bel po’ di denaro che adesso non sa come giustificare. «Calderoli, arriva... il casino l’ha fatto lui... dice che ('sembra dire vuole', annotano i carabinieri, ndr) i soldi in Tanzania».
Calderoli, quello del triumvirato? Sì lui.
BRANDINA MAGICA
In una telefonata tra la segretaria Degrada e Belsito dopo il cerchio magico spunta una mansarda magica (Il Fatto Quotidiano).
«D: Ascolta, eh ma tu sei stato a casa di lei? A casa a Gemonio, no?
B: Sì.
D: Ma tu sei andato a vedere dove dorme lei? Tu lo sai che su c’è una mansarda?
B: Ma tu parli della moglie (Manuela Marrone) o dell’altra (Rosy Mauro)?
D: No, no a Gemonio.
B: Della moglie?
D: Eh.
B: Io sto nel salotto o in cucina.
D: Ok, se tu vai sopra in mansarda.
B: Mai stato.
D: C’è una brandina, ma non sto scherzando, ci sono le foto, c’è una brandina di quelle che sembrano per bambini.
B: Eh.
D: Un comodino e una lampada. Per terra piena piena che prende tutta la stanza libri di magia nera, cartomanzia, astrologia, tutti eh!, ma ce ne saranno, almeno un centinaio, tutti per terra, non su una scrivania, niente, lei vive lì, quando è in casa è lì, con quei libri.
B: E che cazzo fa? Eh allora non ho via d’uscita, non so né cartomante né mago».
IL NERO DEI NORDISTI
«Anche perché o lui, (cioè Bossi, annotano i carabinieri) ti passa come c'era una volta, tutto in nero, o altrimenti come cazzo fai tu?». Per gli investigatori «il significato del nero è riconducibile alla provenienza del denaro contante che può avere varie origini, dalle tangenti, alle corruzioni o ad altre forme di provenienza illecita e non tracciabile. Denaro che poi veniva elargito senza lasciare traccia a Bossi e ai suoi familiari. La verità di Borgogni. Di quelle tangenti, annotano gli investigatori, ha parlato lungamente quel Borgogni che fino a pochi mesi fa era il braccio destro del presidente Pierfrancesco Guarguaglini». (Il Messaggero).
Però non è chiaro: Bossi avrebbe preso soldi in nero, li avrebbe girati a Belsito per poi farseli ridare?
IL LAVORO DI FORNERO
Alesina e Ichino (Andrea) stroncano il disegno di legge sul lavoro che stravolge la bozza iniziale del ministro Fornero: «Ci sono riforme che, se vengono annacquate, è meglio non toccare. Quella del lavoro è una di queste».
Con la modifichetta all’articolo 18 «le imprese in crisi approfitteranno immediatamente di ogni spiraglio nella diga per liberarsi dei lavoratori improduttivi. Ma quelle che potrebbero espandersi non assumeranno perché non avranno sufficienti garanzie di poter ridurre in futuro l'occupazione se e quando questa eventualità si rendesse necessaria. Il peggio dei due sistemi quindi: licenziamenti senza assunzioni; nessuna migliore combinazione di forza lavoro e capitale; retribuzioni che rimangono basse, perché gli impieghi più produttivi continuano a essere vacanti». (Corriere della Sera).
ELSA VS EMMA
Fornero non gradisce le critiche di Marcegaglia e La Stampa della Fiat, uscita da Confindustria, le fa volentieri da sparring partner: «Per anni hanno biasimato il 'teatrino della politica' e ora ci tocca assistere al 'teatrino delle parti sociali': sono sconcertata da questi cambi di fronte e dal fatto che sia sempre necessario demonizzare qualcuno, è davvero un segno di immaturità del Paese. La verità è che abbiamo modificato lievissimamente la riforma dell’articolo 18, abbiamo solo inserito la norma secondo cui in caso di manifesta insussistenza il giudice può stabilire il reintegro, il resto è rimasto uguale». E Monti risponde duro anche lui a Confindustria: «Una riforma così se la sognavano».
Venerdì, 06 Aprile 2012

UMBERTO BOSSI E LUISA CORNA STORIA O LEGGENDA??? (CON LE FOTO DEL CALENDARIO DELLA CORNA)


dal blog 100cosecosi

Una leggenda ostinatissima,tenace:la Love Story di Umberto Bossi e Luisa Corna,di come lui venne "Travolto da irrefrenabile passione" finisce al pronto soccorso!





Siamo al Park Motel di Castellone in provincia di Cremona. Un vero e propriomotel (anche se a quattro stelle), tanto che il suo slogan è "lusso e discrezione", e per occupare una delle venti suites elegantemente arredate si paga ad ore.
Qui, la sera di Mercoledì 10 Marzo 2004 alcuni testimoni oculari segnalano la presenza di Luisa Corna e di alcuni politici. La cosa non è affatto strana, da tempo si sostiene infatti che la soubrette sia molto vicina al carroccio.
Luisa Corna è una bellissima donna di 39 anni che dopo la rottura di un lungo fidanzamento con il calciatore Aldo Serena ha intrapreso la carriera di showgirl e ha da poco raggiunto l'apice del successo, presentandosi in coppia con Fausto Leali al Festival di Sanremo del 2002, venendo classificata quarta.
Alcuni sostengono che tra gli esponenti politici presenti quella sera ci fosse anche Umberto Bossi.
Il sessantatreenne deputato e Ministro delle Riforme occuperà le prime pagine dei quotidiani del giorno seguente per il suo ricovero urgente all'ospedale di Varese a causa di un improvviso un attacco cardiaco manifestatosi a Cittiglio (VA).
Ma torniamo al Park Motel di Castellone.
La sera del 10 Marzo dopo la partecipazione ad un convegno tra il bresciano e il cremonese il Ministro cena con alcuni suoi colleghi e poi si sposta nel vicino motel dove viene visto in compagnia di Luisa Corna.
A questo punto le informazioni si confondono e le supposizioni sfumano in quella che viene chiamataleggenda metropolitana. Umberto Bossi si apparta con la showgirl in una delle camere, prendendo Viagra e sniffando cocaina. A causa dei farmaci e della droga, il Ministro delle Riforme si sente male al punto manifestare un principio di emorragia cerebrale. Il leader della Lega è soggetto a tali disturbi tanto che è già stato colto da questo tipo di malore nel Dicembre del 1991 e nell'Ottobre del 1996. Il Ministro deve essere ricoverato immediatamente.
Tuttavia, per paura che l'imbarazzante vicenda finisca sulla stampa, Luisa Corna non chiama subito un'ambulanza, ma avverte alcuni leghisti molto vicini a Bossi che le suggeriscono di attendere il loro arrivo per gestire la situazione. Solo dopo alcune ore, Bossi, ormai grave, è trasportato all'ospedale. Ma invece di portarlo all'ospedale di Crema (a 10 Km), di Brescia (a 60 km), di Cremona (a 40 Km), il Ministro viene portato a Varese (a 120 Km). Il ritardo nei soccorsi provoca il peggioramento dell'emorragia che si evolve in un vero e proprio ictus.
La riabilitazione costringerà l'ex Ministro e deputato (Bossi rinuncerà a queste cariche nel mese di Luglio) ad una lunga degenza ospedaliera in Svizzera e ad una faticosa convalescenza, e conseguentemente ad una lunga interruzione dell'attività politica. Oggi Bossi ha la parte sinistra del corpo semi-paralizzata.

Luisa Corna e Bossi: «Non sono la sua pupa»

«La pupa del Bossi? Ma se neanche lo conosco!». In un' intervista esclusiva sul numero di Novella 2000 da oggi in edicola (nella foto, la copertina), Luisa Corna smentisce le voci che la vogliono molto «vicina» al leader della Lega Umberto Bossi, definendole «chiacchiere imbarazzanti che mi hanno molto ferita». La 39enne showgirl bresciana poi parla di vacanze, «le farò con mamma e amiche» e del suo futuro tv, «"Domenica in" mi aspetta». Ma su Novella 2000 di oggi parla anche Valeria Marini che rivela: «Vorrei un figlio prima di sposarmi». Il settimanale diretto da Luciano Regolo offre anche un servizio fotografico sul primo provino pubblicitario fatto da Grace Kelly nel 1948.

COMMENTO: " Efficacissima smentita concessa ad una testata equiparabile alla sacra Bibbia  nel mondo della stampa italiana ! "

CALENDARI DA LEGGENDA: LUISA CORNA PER PANORAMA (2003)

Luisa Corna è nata a Palazzolo sull'Oglio il 2 dicembre 1965. Le sue misure sono 92-63-92. Ha iniziato la carriera sfilando per Dolce & Gabbana, Mariella Burani e Missoni e posando per alcuni fotografi. Incomincia a cantare a 18 anni con la Tequila Band e nel 1992 ha partecipato al Festival di Castrocaro arrivando seconda con il brano Dove vanno a finire gli amoriscritta da Depsa. Nel 1997 ha partecipato al film Nirvana di Salvatores ed è diventata corista fissa nel coro di Domenica In. Nel 1998 ha affiancato Giampiero Ingrassia nella conduzione di Tira e molla. Dal 1999 al 2002 è valletta a Controcampo. Come cantante ha partecipato al Festival di Sanremo nel 2002 in coppia con Fausto Leali con la canzone Ora che ho bisogno di te arrivando al quarto posto. Famoso il suo calendario 2003 per Panorama che vi ripresentiamo a grande richiesta.
corna03-01.jpg
corna03-02.jpg
corna03-03.jpg
corna03-04.jpg
corna03-05.jpg
corna03-06.jpg
corna03-07.jpg
corna03-08.jpg
corna03-09.jpg
corna03-10.jpg
corna03-11.jpg