venerdì 16 marzo 2012

RIPARTE LA BATTAGLIA PER LE LIBERE SPIAGGE PER CANI

Quest’anno vogliamo partire presto con lo scopo di arrivare quest’estate ad ottenere dei veri risultati: cioè ad avere delle spiagge libere in buona parte delle località marittime italiane attrezzate per ospitare i bagnanti con i cani. Partiamo da uno zoccolo duro di oltre 15.400 firme gia raccolte un poco alla chetichella in questi mesi e vogliamo seriamente arrivare a 50.000 firme per far pressione su chi di dovere (dal governo agli assessori comunali) per poter arrivare ad avere le spiagge libere attrezzate per ospitare i bagnanti con i propri animali e più nel dettaglio i propri cani. Sono tre anni che ci battiamo per questo obiettivo, abbiamo ottenuto delle vittorie parziali, abbiamo subito delle sconfitte, qualche presa in giro da parte di chi aveva promesso dall’alto del suo incarico di fare le spiagge per i cani il 10 di agosto inviando una circolare ai sindaci nell’estate del 2010 senza peraltro ottenere dei risultati apprezzabili. Ora dopo la battaglia dei botti di capodanno, che ha avuto un riscontro importante e per il quale inizio a preannunciarvi che a breve ci sarà una proposta di legge depositata in parlamento proprio per vietarli (e per la quale però abbiamo pagato lo scotto di aver iniziato tardi), iniziamo con largo anticipo a parlare di spiagge libere per i cani. Quest’anno vogliamo arrivare a cinquantamila firme, vogliamo superare questo numero per contare davvero, ma per riuscirci dobbiamo partire ora con davanti tutta la primavera. Lo so gli impegni sono tanti, ma noi non possiamo rinunciare a una battaglia che si ripresenterà tra qualche mese, firmare costa poco, costa un click e una condivisione, come al solito se saremo davvero tanti tanti la stampa inizierà ad occuparsene e noi tutti insieme a giugno, e non oltre giugno dovremo essere talmente forti da poter chiedere ed ottenere per luglio e agosto (con un mese per la messa a norma delle spiagge) spiagge libere attrezzate per i bagnanti e per i cani. Quindi senza troppi problemi forza all’attacco. Iniziamo a firmare e a condividere sarà una battaglia lunga quotidiana ed estenuante ma non possiamo tirarci indietro anche perché partiamo non da zero ma da oltre 15.000 firme.
PER FIRMARE

martedì 6 marzo 2012

GRILLO ESPELLE IL PRIMO AMMUTINATO DEL MOVIMENTO 5 STELLE


riprendiamo dal sito paperblog

Beppe Grillo espelle il primo ammutinato del M5S

Creato il 06 marzo 2012 da Dagored
Beppe Grillo espelle il primo ammutinato del M5S
Con la rapidità delle organizzazioni che non hanno strutture burocratiche che ne rallentino l'azione è subito arrivata l'espulsione del primo degli ammutinati del movimento 5 stelle, la creatura politica di Beppe Grilloe Gianroberto Casaleggio: la "vittima" è Valentino Tavolazzi, consigliere comunale di Ferrara e organizzatore del congresso nazionale di Rimini, di cui avevo parlato ieri.

In realtà si dovrebbe parlare di una non espulsione, perché se si fa parte di una non associazione fondata sulle norme di un non statuto è evidente che nessuno possa essere espulso. Un concetto che dovrebbe essere chiaro, se si riesce a comprendere la vera natura del movimento creato da Grillo, cosa che molti non hanno ancora fatto o semplicemente non vogliono fare.

Non è chiaramente un caso se mentre la stampa nazionale quasi ignora la notizia, relegandola in qualche trafiletto nelle pagine interne, questa viene invece messa in evidenza e commentata su su giornali come l'Unità e il Fatto Quotidiano, che con Grillo e il suo movimento qualche legame ce l'hanno: il primo perché già in passato ha polemizzato col comico genovese ha proposito dei fondi pubblici al giornale, che attraversa l'ennesima crisi e rischia la chiusura, il secondo perché era una volta molto vicino al movimento dei grillini, fino a quando improvvisamente si arrivò ad una rottura tra Grillo e Travaglio, che interruppe la collaborazione tra i due.

Secondo l'Unità ormai la maggioranza dei suoi seguaci sono pronti ad abbandonare Grillo, considerato un dittatore alla stregua di Hitler, mentre  i commentatori del Fatto Quotidiano, mettono in dubbio le dinamiche democratiche all'interno del M5S, paragonando però Grillo non a Hitler ma a Stalin, dimostrando ancora una volta di non aver capito, o non voler capire, che questi non è un partito, ma un'organizzazione spontanea raccolta attorno a degli obiettivi da realizzare, con poche ma chiare regole interne da rispettare.

Beppe Grillo espelle il primo ammutinato del M5S
Appare del tutto evidente, a chiunque analizzi la cosa con onestà intellettuale, che chi come Tavolazzi decide di andare oltre lo spontaneismo da "comitato permanente", come l'ho definito ieri, e creare una struttura direttiva gerarchica e piramidale, tanto che pare che aRimini si sia discussa la candidatura a premier dello stesso Tavolazzi alle prossime elezioni politiche, si pone automaticamente al di fuori del movimento. Nemmeno si può pertanto parlare di espulsione, quanto un invito a non usare i simboli e la denominazione del movimento per la sua attività politica, ne tanto meno il nome di Beppe Grillo.

Tavolazzi può quindi continuare la sua lotta politica con la lista civica con la quale è stato eletto a Ferrara e dare vita ad un nuovo soggetto politico con i 150 intervenuti al congresso di Rimini e con tutti i grillini che vorranno appoggiarlo, pure come candidato premier, ma è evidente che non può più considerarsi un esponente del M5S.

Concetti elementari, ma che non si vogliono cogliere, soprattutto perché il successo del movimento di Grillo ha cominciato a far paura a coloro che pensano possa danneggiare elettoralmente la propria parte politica: non è un caso che gli unici a dar spazio alle polemiche sono media vicini al Pd e al Sel.

L'esperimento politico di Grillo e Casaleggio, quello di creare un non partito con una struttura orizzontale, senza burocrazia e dirigenza, semplicemente orientato alla risoluzione di problemi reali, ben individuati, e caratterizzato dal ricambio continuo dei sostenitori, come in una sorta di Rivoluzione permanente marxista trotskista, è coraggioso ma fragile. Ha ottenuto dei buoni risultati nelle elezioni locali, ma mi pare molto difficile possa fare altrettanto a livello di una elezione politica nazionale, quando in qualche modo bisognerà indicare un leader che non vedo come possa essere individuato dalla base, mentre una nomina da parte di dello stesso Grillo sarebbe naturalmente vista come l'imposizione  del despota.

Sarà interessante seguire l'evoluzione del non partito e le modalità con la quale Grillo e Casaleggio decideranno scegliere i candidati delle liste elettorali e il candidato premier, che dovrebbe avvenire, secondo lo spirito del movimento, attraverso le consultazioni in rete della base. Una cosa difficile da realizzare, ma che se dovesse riuscire costringerebbe tutti i partiti a ripensare le proprie strutture e le proprie finalità.



Beppe Grillo espelle il primo ammutinato del M5S
Beppe Grillo espelle il primo ammutinato del M5S
Beppe Grillo espelle il primo ammutinato del M5S

TANGENTI ALLA LEGA??? INDAGATO DAVIDE BONI


Tangenti alla Lega in Lombardia, secondo i Pm un milione

6 marzo 2012
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Indagato Davide Boni, presidente del consiglio regionale. Lui: estraneo ai fatti. Pd, Idv e Sel: dimissioni e ritorno alle urne

Milano, 6 mar. (TMNews) – Ammonterebbe a un milione di euro tra soldi dati e promessi, la somma di denaro in tangentipagate nell’inchiesta che coinvolge il presidente del consiglio regionale lombardo, in quota Lega Nord, Davide Boni.Secondo i pm collimano le intercettazioni con i verbali di interrogatorio. Stando alla ricostruzione accusatoria, il denaro non sarebbe stato utilizzato personalmente da Boni, ma sarebbe stato utilizzato per il partito del Carroccio.
Boni, che si è detto “estraneo ai fatti” è indagato per corruzione dalla procura di Milano in relazione a un filone di indagine nato dall’inchiesta su tangenti al comune di Cassano D’Adda. I soldi delle tangenti, secondo i sospetti gli inquirenti, venivano consegnati dentro alcune buste dall’architetto Michele Ugliola e dal cognato Gilberto Leuci. Tra gli indagati ci sono anche l’immobiliaristaLuigi Zunino, l’imprenditore Francesco Monastero, l’ex sindaco di Cassano D’Adda, Edoardo Sala, l’ex assessore allo Sport dello stesso comune, Marco Paoletti, poi consigliere provinciale. Tra le fonti di prova ci sono intercettazioni telefoniche a carico di Paoletti e Monastero.
Boni e Ghezzi utilizzavano gli uffici pubblici della regione Lombardia come luogo di incontro per accordi corruttivi nonché per la consegna di soldi“, hanno scritto i pm Robledo e Filippini nel decreto di perquisizione dell’inchiesta milanese. E se i leghisti lombardi restano a bocce cucite, Pd, Idv e Sel nel consiglio regionale lombardo chiedono le dimissioni del presidente dell’assemblea e il ritorno alle urne.

venerdì 2 marzo 2012

IL SAPONE DI MARSIGLIA. DAVVERO LO CONOSCIAMO???


Storia [modifica]

Il Sapone di Marsiglia deriva dal Sapone di Aleppo: un prodotto che rappresenta migliaia di anni di cultura e di storia. La tecnica di fabbricazione originaria della città di Aleppo, in Siria, a base d'olio d'oliva e di alloro, a seguito delle crociate si è diffusa attraverso il bacino del Mediterraneo, passando per l'Italia e la Spagna, per raggiungere Marsiglia.
A partire dal XII secolo a Marsiglia c'erano fabbricanti di sapone che utilizzavano come materia prima l'olio d'oliva prodotto localmente. Lasoda (all'epoca la parola "soda" designava il carbonato di sodio) proveniva dalle ceneri della combustione di una pianta, la salicornia.
Crescas Davin, nel XIV secolo, è il primo saponaio ufficiale della città. Nel 1593, Georges Prunemoyr superò la fase artigianale, fondando la prima fabbrica marsigliese.
All'inizio del XVII secolo, la produzione dei saponifici marsigliesi soddisfaceva appena la domanda della città e del territorio. Il Porto di Marsiglia riceveva anche saponi da Genova ed Alicante. Ma quando la guerra bloccò l'approvvigionamento dalla Spagna, i saponai marsigliesi dovettero aumentare la loro produzione per poter soddisfare i francesi del nord e gli acquirenti olandesi, tedeschi ed inglesi.
Nel 1660, si contavano nella città sette fabbriche la cui produzione annuale toccava quasi 20.000 tonnellate. Sotto il regno di Luigi XIV, la qualità delle produzioni marsigliese è tale che il "Sapone di Marsiglia" divenne un nome comune.
Si trattava allora di un sapone di colore verde che si vendeva soprattutto in barre di 5 kg o in pani di 20 kg.
Il 5 ottobre 1688 l'editto di ColbertMinistro della Real Casa di Luigi XIV, regolamentò la fabbricazione del sapone.[1]
Ai sensi dell'articolo III di quest'editto: Non si potrà utilizzare nella fabbricazione di sapone, insieme a barrilla (soda di Spagna), soda o cenere, nessun grasso, burro né altre materiale; ma soltanto puro olio di oliva, e senza mescolanza di grasso, a pena di confisca delle merci.
I saponai dovevano cessare la loro attività d'estate poiché il calore nuoce alla qualità del sapone. Questa regolamentazione garantì la qualità del sapone che ha reso rinomati i saponifici marsigliesi.
Frattanto, fabbriche di sapone si installarono nella regione, a Salon-de-ProvenceTolone o Arles.
Nel 1786, 48 saponifici producevano a Marsiglia 76.000 tonnellate, impiegando 600 operai e 1.500 forzati prestati dall'arsenale delle galere. Dopo la crisi dovuta alla Rivoluzione francese, l'industria marsigliese continuò a svilupparsi fino a contare 62 saponifici nel 1813.

Sapone di Marsiglia.
All'epoca la soda si otteneva dall'acqua di mare grazie al procedimento inventato da Nicolas Leblanc.
A partire da 1820, nuovi tipi di grassi furono importati e transitarono per il porto di Marsiglia: gli oli di palma, d'arachide, di cocco e di sesamo che furono utilizzati per la fabbricazione del sapone.
I saponifici marsigliesi subirono la concorrenza di quelli inglesi o parigini, questi ultimi usavano il sego che dà un sapone meno costoso.
All'inizio dello XX secolo, nella città di Marsiglia c'erano 90 saponifici. François Merklen fissò nel 1906 la formula del sapone di Marsiglia: 63% d'olio di copra o di palma, 9% di soda, 28% d'acqua.
Quest'industria restò fiorente fino alla prima guerra mondiale quando la difficoltà nei trasporti marittimi mise in serio pericolo l'attività de saponai.
Nel 1913, la produzione era di 180.000 tonnellate ma precipitò a 52.817 tonnellate nel 1918.
Dopo la guerra, i saponifici beneficiano dei progressi della meccanizzazione e la produzione raggiunse le 120.000 tonnellate nel 1938, benché la qualità del prodotto restasse legata ai vecchi procedimenti di fabbricazione.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, Marsiglia garantiva sempre la metà della produzione francese, ma gli anni che seguirono furono disastrosi: il sapone fu soppiantato dai detersivi di sintesi ed i saponifici marsigliesi chiusero uno dopo l'altro.
Oggi non resta che un pugno di fabbricanti nella regione.

L'ANTI ANIMALISMO DI ALCUNI FILONI CATTOLICI

Prosegue la nostra inchiesta sulle varie posizioni rispetto all'animalismo, oggi pubblichiamo un post di chi animalista non è e tenta di dare una spiegazione razionale del perchè secondo loro il rispetto degli animali non impedisce di ammazzarli o mangiarli. La posizione non ci trova per niente d'accordo, ma è giusto ospitare anche la loro posizione.
Sarebbe bello ricevere per spirito di dialogo anche la posizione dei vegetariani cristiani che sono su posizione diametralmente opposte.
dal sito www.cattoliciliberi.it

La cultura  del vegetarianismo/animalismo è una realtà multiforme , in cui confluiscono diversi correnti di pensiero.Quella di cui tratta questa pagina è quella relativa , non  alle astinenze dalle carni finalizzata ad accrescere la gloria di Nostro Signore, propria dei santi  e della Chiesa nei giorni prescritti, ma a quella concezione  che aspira ,in maniera subdola,   a riconoscere agli animali quella dignità che Dio, invece, ha riservato solo all’uomo e alla donna creando ,di fatto, solo loro, sulla terra, a sua immagine e somiglianza .


«Quanto sia oggi antimoderno interrogarsi sulla verità – disse il Prefetto per la Congregazione per la Dottrina della Fede  Card. Ratzinger– lo ha genialmente esposto lo scrittore e filosofo inglese C. S. Lewis nel bestseller “Lettere di Berlicche"


Peccato che molti “ cattolici “non conoscano  Clive  Staples Lewis, perché le “Lettere di Berlicche” citate da Ratzinger sono, quasi, profetiche  sulle tentazioni di cristiani del 2000 .
 Nel romanzo , Berlicche insegna ad un apprendista diavolo, come portare alla dannazione l’uomo a lui assegnato.
Malacoda ,il diavolo apprendista, nella lettera 5 è in difficoltà, perché il suo assegnato è divenuto cristiano e frequenta ambienti cattolici.
Così Berlicche gli scrive nella sua lettera :



Mio caro Malacoda,
La vera preoccupazione che dà il gruppo nel quale si trova il tuo paziente è di essere unicamente cristiano.Ciascuno di loro ha interessi individuali, naturalmente, ma il legame rimane il cristianesimo.Ciò che noi desideriamo, se gli uomini diventano in qualche modo cristiani , è di mantenerli in quello stato mentale che io chiamo :
                                                  “il cristiano e”,
Il cristianesimo e l’ordine nuovo, il cristianesimo e la nuova psicologia, il cristianesimo e la ricerca psichica, il cristianesimo e il vegetarianismo, il cristianesimo e la riforma dell’ortografia. Se devono essere cristiani, siano almeno cristiani con una differenza .
Sostituisci alla fede qualche moda con una tinta cristiana……….......
                                                                                 Lettere di Berlicche


Cosi nel romanzo ”Lettere di Berlicche “di Lewis,  parlavano i due diavoliBerlicche e Malacoda per dannare l’uomo in questione.

Chissà quanto Clive Staples Lewis fosse in grado di immaginare il degrado cristiano  60 anni dopo il suo libro. Certo, ai suoi tempi , mai avrebbe digerito  i disgustosi abbinamenti che  solo cattolici , del nostro tempo , riescono a fare, mescolando   la cose sane a cose che in rapporto al cristianesimo sane non lo saranno mai.
Yoga e cristianesimo , medicine ed esoterismo (olistica), opinionismo e  fede cattolica, animalismo anticristiano e rispetto per il creato etc etc
Probabilmente  ,  i “Malacoda  e i Berlicche” di Lewis adesso sghignazzerebbero della scemenze spirituali che inquinano , adesso, i  cattolici .
Tanto più  che le scemenze sono argomentate da improvvisati teologi nostrani che tutto sanno, tranne che nella Chiesa cattolica si obbedisce al Papa e che il Catechismo non è un documento di iniziativa popolare , ma un’interpretazione del Vicario in Cristo in terra, delle Sacre Scritture .
E questo è tanto più vero se si pensa che il singolo dopo aver fatto proprie con il  cuore teorie spirituali :vegetariane , animaliste, yoga e olistiche in contrasto con la vera fede cerca ,comunque, di dirsi incredibilmente cristiano.
Così, il cristiano nella paura di vedere , con chiarezza,   qual  è la propria  posizione spirituale  in rapporto al cristianesimo cerca una sintesi verbale tra le sue idee e quelle cristiane .Di fatto  le piroette teologiche , da parte di movimenti  “cristiani” nel desiderio di legittimare e cristianizzare ogni sorta di tendenza new age e non , costituiscono,  sempre  più, una spina nel fianco della Chiesa .
Chiesa, che ogni giorno è sempre più indebolita da autonomi interpreti delle  Sacre Scritture che fanno delle loro idee , una nuova teologia ,fatta da pezzi di vite dei santi, da loro  isolate frasi e delle Scritture decomposte dal mosaico della Chiesa e ricomposte in un puzzle “fai da te” al servizio di convinzioni personali  o peggio di spiritualità palesemente anticristiane.
Così ,  i cristiani occidentali malati di “opinionismo  teologico” , accettano nell’ambito della Chiesa di Cristo    medici stregoni  ( energia vitale , meridiani dell’agopuntura , vibrazioni dell’omeopatia ), sacerdotesse di spiritualità yoga (scusate spiritual coach) ,  riviste  “ finto- cristiane”,  vegetarianismo e animalismo anticristiano , etc. etc.
Così , ancora ,  ognuno credendo in una sorta di  parlamento- cattolico  , pensa   di poter integrare nel cristianesimo, quello che la Chiesa nella sua sapienza ha già escluso.
In questo ambito, si pone l’ennesima trovata di odore sulfureo

                L’animalismo  e il vegeterianismo spirituale anticristiano

Così rimettendoci alle  parole di quanto è scritto nel catechismo della chiesa cattolica riportiamo il punto chiave che differenzia il cristiano  da “cristiani new age”.
Il  punto  sottocitato è , di fatto, relativo al  7 comandamento (non rubare )  e  non  al 5 (non uccidere),    comandamento a cui i gruppi spirituali animalisti vorrebbero agganciarsi.


                              Catechismo Chiesa Cattolica

2417 Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine è dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o perconfezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l'uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili, se rimangono entro limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o salvare vite umane.



Per il cattolico,  non è in discussione il rispetto  per gli animali e per la creazione, ben sintetizzato in altri  punti  del catechismo 2415 ,2416, 2418( riportati a fine pag), ma è in discussione  la visione   animalista specista o bio-centrica , che  va contro la  verità  cristiana del punto 2417 del Catechismo relativa agli  animali di cui, ovviamente, non è peccato nutrirsi  ,  come si potrebbe  essere indotti da qualche bizzarra teoria dell’amore che vorrebbe estendere il 5 comandamento agli animali, teoria  che comprenderebbero  ovviamente , secondo un animalismo coerente, topi e zanzare che in relazioni a tale teoria, facendo parte dei viventi ,non potrebbero essere uccisi.
Il cristiano sa  bene  che la verità non è fuori dalla Chiesa , ma al suo interno.
 Si è pur liberi di sposare eresie spirituali “singolari“, ma si rispetti la religione di Cristo  e i fedeli che rimangano fedeli al Papa e  non si attribuiscano alla Chiesa  simili sciocchezze  nelle sue verità teologiche.
Si specifica ,che, ogni pensiero teologico in “libertà “, che contrasti  con quanto detto dal Catechismo non è attribuibile al pensiero cattolico, si evitino, quindi, di fare accostamenti impropri con la religione cristiana , di azzardi teologici che, ovviamente, con il cristianesimo niente hanno a che vedere ,come illustrato chiaramente dal Catechismo.
Il rifiuto di condividere   parti dell ‘insegnamento della Chiesa , non si può configurare di certo come un comportamento cattolico .
                   il Catechismo della Chiesa cattolica recita:

 85 « L'ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa è stato affidato al solo Magistero vivente della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo »,99 e cioè ai Vescovi in comunione con il Successore di Pietro, il Vescovo di Roma.

87  I fedeli, memori della parola di Cristo ai suoi Apostoli: « Chi ascolta voi, ascolta me » (Lc 10,16), 101 accolgono con docilità gli insegnamenti e le direttive che vengono loro dati, sotto varie forme, dai Pastori.
Nel senso di questi due  insegnamenti si pone il :.(ROMA LOCUTA EST CAUSA FINITA EST )   che ogni credente fa proprio per appartenere alla Chiesa di Cristo .
Non è dentro ad una visione generica di bene che si ritrova il cristiano, ma nel far proprie  la  Fede , la Speranza , la Carità della Chiesa di Cristo .


PER  COMPLETEZZA SI RIPORTANO I PUNTI  DEL CATECHISMO CITATI NEI QUALI VIENE RIPORTATO IL GIUSTO RISPETTO CHE IL CRISTIANO DEVE AVERE PER GLI ANIMALI




2415 Il settimo comandamento esige il rispetto dell'integrità della creazione. Gli animali, come anche le piante e gli esseri inanimati, sono naturalmente destinati al bene comune dell'umanità passata, presente e futura. 290 L'uso delle risorse minerali, vegetali e animali dell'universo non può essere separato dal rispetto delle esigenze morali. La signoria sugli esseri inanimati e sugli altri viventi accordata dal Creatore all'uomo non è assoluta; deve misurarsi con la sollecitudine per la qualità della vita del prossimo, compresa quella delle generazioni future; esige un religioso rispetto dell'integrità della creazione. 291

2416 Gli animali sono creature di Dio. Egli li circonda della sua provvida cura. 292Con la loro semplice esistenza lo benedicono e gli rendono gloria. 293 Anche gli uomini devono essere benevoli verso di loro. Ci si ricorderà con quale delicatezza i santi, come san Francesco d'Assisi o san Filippo Neri, trattassero gli animali.

2417 Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine. 294 è dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l'uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili, se rimangono entro limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o salvare vite umane.


2418 E' contrario alla dignità umana far soffrire inutilmente gli animali e disporre indiscriminatamente della loro vita. è pure indegno dell'uomo spendere per gli animali somme che andrebbero destinate, prioritariamente, a sollevare la miseria degli uomini. Si possono amare gli animali; ma non si devono far oggetto di quell'affetto che è dovuto soltanto alle persone.

VIAGGIO TRA LE CULTURE ANIMALISTE: L'ANIMALISMO CRISTIANO-BUDDHISTA

continua il nostro viaggio verso le idee e le culture del mondo animalista. Ieri abbiamo presentato il documento "per un animalismo comunista" edito dal partito comunista dei lavoratori di marco ferrando, oggi è la volta del documento PER UN ANIMALISMO CRISTIANO BUDDHISTA.
Per un'animalismo cristiano buddhista
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Edoardo Buso

I topi muschiati fanno i loro nidi che si compongono di cucina e camera da letto,il bagno è all'aperto(gestiscono il loro ambiente non differentemente dagli esseri umani).
I topi muschiati sono inseguiti dalle volpi che li vogliono mangiare,cosi ho dedotto da un documentario di discovery channell molto interessante.E allora mi sono chiesto,ma si può prevenire la selezione naturale,ridurla perlomeno?La risposta non è tanto nell'animale ma nell'uomo.Per secoli e secoli l'uomo unico animale sociale ha distrutto e dominato suoi simili,con pretese ideologiche o guerre o religiose.Come influire sull'ambiente,sul regno animale e sulla sua innata predisposizione alla lotta per la soppravivenza dopo aver eliminato la lotta per la soppravivenza nell'essere umano?Sicuramente per eliminare la lotta per la soppravivenza nell'essere umano sarà neccessario rivalutare la teoria evoluzionista fondata sulla lotta tra le specie viventi,o darwinista.In questo caso molti scienziati e intelettuali hanno demolito le certezze della teoria evoluzionista.
Io mi trovo in quel filone di pensiero naturalistico e cristiano,o delle sapienze orientali che partono dal principio della solidarietà intraspecifica(tra le specie)dalla legge naturale iscritta nel patrimonio genetico degli esseri umani e animali e pacifista,e rispettosa verso ogni forma vivente,animale umana o vegetale.Si stia bene attenti che questo filone di pensiero non è contrario al mito creazionista,ma è contrario alla posizione di chi in base a pretese religiose si pone come razza eletta o superiore atta a dominare altre razze più deboli e inferiori.
Per questo motivo,neghiamo il darwinismo sociale,l'eugenetica,la sperimentazione su cavie umani e animali,o embrioni.
Le razze animali e umane(sempre se esistano le razze)devono coesistere pacificamente e non ci devono essere razze che per pretese religiose o sociologiche si sentano superiori ad altre razze.
Questo negli animali non è possibile perchè si pone il problema della selezione innata e naturale,ma lo possiamo rendere possibile attraverso la scienza al servizio della natura,ovvero la scienza che controlla la natura,previene terremoti,alluvioni,guerre e disastri e fa in modo che un'animale non mangi un'altro animale se non è neccessario.E il paradigma dell'uomo che passa dalla sottomissione o dal dominio di altre razze al dominio scientifico sulla natura in vista di scopi benevoli.Questo è d'altronde l'obiettivo,cioè creare degli ambienti favorevoli alla conservazione di tutte le specie viventi nella natura.
E qui arriviamo al socialismo utopistico di matrice cristiana(come è quello dei Testimoni di Geova)una volta avvenuta la ressurrezione(un'escatologia per spiegare la tensione verso il miglioramento dei parametri di bontà e giustizia nel mondo) gli uomini e gli animali potranno vivere in armonia senza più essere corrotti dal male dal potere e dalla corruzione del peccato originale,perchè le risorse abbondanti saranno distribuite equamente.
Allora mentre Peter Singer il padre del movimento animalista e antispecista dava il comandamento di non far soffrire nessun essere vivente(arrivando pure a proclamarsi per l'eutanasia attiva in una sua intervista,Oreste Sartore Antropologie da Quarto Reich effedieffe)noi diciamo"Condividete cristianamente le sofferenze,cercate un rimedio alle sofferenze,non nel rigetto della vita morente o malata ma grazie al controllo sulla natura per migliorare la Natura da parte dell'uomo,nella medicina spirituale e naturale e umana.Da condividere la dichiarazione antispecista di Singer,almeno noi la rispettiamo e consideriamo,ma non crediamo che l'universo si sia evoluto dal caso,per questo motivo siamo responsabili davanti ad ogni vita umana o animale per quanto malata piccola o insignificante,siamo responsabili davanti a Dio nel preservarla e nel preservare la specie,altrimenti buddhisticamente diciamo,chi comette il male in questo mondo si ritroverà nel Samsara nell'altra vita.
Condividere la sofferenza,trovare conforto dalla sofferenza,rimediare alla sofferenza,dominare e controllare la Natura e non essere dominati dalla Natura,rispettare tutte le specie viventi,universalizzare e globalizzare l'umanità spiritualmente e socialmente verso parametri di equilibrio,questi alcuni motivi della lotta antispecista animalista cristiana buddhista.

giovedì 1 marzo 2012

DENUNCIA GRAVE EMERGENZA SANITARIA NAZIONALE: A RISCHIO LA SALUTE UMANA E GLI INTERI ECOSTISTEMI VICINI AD IMPIANTI INDUSTRIALI FOTOVOLTAICI ED EOLICI.


Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi

Comunicato Stampa

Lunedì 27.02.2012

DENUNCIA GRAVE EMERGENZA SANITARIA NAZIONALE: A RISCHIO LA SALUTE UMANA E GLI INTERI ECOSTISTEMI VICINI AD IMPIANTI INDUSTRIALI FOTOVOLTAICI ED EOLICI.

Il Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi, a cui si sono aggiunti 20 associazioni e comitati oltre a persone interessate, ha inviato al Governo e in particolare al Ministro della Salute Renato Balduzzi e al Ministro dell’Ambiente Corrado Clini una lettera contenente una denuncia sulla grave emergenza sanitaria a cui sono soggetti i cittadini che vivono nelle immediate vicinanze di impianti fotovoltaici ed eolici industriali a terra.

In particolare riguardo agli impianti fotovoltaici industriali a terra sono stati evidenziati, tra gli altri, i seguenti effetti: inquinamento elettromagnetico generato dalle cabine di trasformazione, dai cavidotti e dagli elettrodotti posti nelle vicinanze delle abitazioni; pericolo di incendi; abbagliamento; rumore causato dalle cabine di trasformazione; possibile dispersione di sostanze nocive (ad esempio cadmio) contenute nei pannelli, per rottura degli stessi o a causa di fenomeni naturali; danni esistenziali e neuro-psicologici; inquinamento causato dai diserbanti irrorati a terra; variazioni microclimatiche nell'area circostante; peggioramento dello stato ambientale dei luoghi; danni agli ecosistemi; grave impatto visivo; ecc.
Riguardo all’inquinamento elettromagnetico l’Organizzazione Mondiale della Sanità e lo Statuto della Comunità Europea invitano ad applicare il principio di precauzione che afferma che “occorre usare con prudenza e cautela tutte quelle tecnologie che non risultano essere sicuramente innocue”. L’Istituto Superiore della Sanità già dal 1995 ha evidenziato la correlazione tra esposizione ed aumento del rischio di leucemia infantile. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) nel 2001 ha classificato i campi elettromagnetici come “possibilmente cancerogeni per l’uomo.” Altri ricercatori hanno constatato un drammatico incremento di patologie croniche e gravi, nonché il moltiplicarsi di ulteriori disturbi, come insonnia, vertigini, emicrania, impotenza, ecc, tutti riconducibili all’esposizione a fonti di campi elettromagnetici.
Il problema maggiore nasce per i cosiddetti “effetti a lungo termine”, derivanti da esposizioni prolungate anche a dosi di centinaia di volte inferiori a quelle stabilite per proteggersi dagli effetti immediati (per esempio un’abitazione situata vicino ad elettrodotti, cavidotti, cabine di trasformazione ecc.). Tali effetti possono essere rilevati solo da indagini epidemiologiche sulle popolazioni esposte per lunghi periodi. Per le basse frequenze, molte indagini hanno dimostrato che vi è certezza scientifica del rapporto causa-effetto di un aumento dell’incidenza di alcune gravi patologie, tra le quali la leucemia infantile , o il tumore alla mammella maschile.

Riguardo agli impianti eolici industriali sono stati evidenziati, tra gli altri, i seguenti effetti nocivi: inquinamento da rumore; esposizioni al rumore a bassa frequenza, sindrome da turbina eolica (un’autentica malattia di natura neurologica. La sintomatologia legata alla vicinanza delle pale è uniforme in tutti i paesi dove queste sono installate. I sintomi riscontrati sono di carattere “fisico”: cardiopalmo, tachicardia, tremore, vibrazione di organi interni, tinnitus, mal di testa, disturbi acustici, sensazione di avere le orecchie chiuse, vertigine ecc.; e distorsioni di funzioni cerebrali: insonnia, difficoltà di concentrazione e perdita di memoria.  “dott.ssa Nina Pierpont - USA” ), effetto stroboscopico delle pale eoliche, possibile rottura della pala eolica con conseguente lancio a grande distanza di detriti e parti meccaniche, rischio di incendio, danni agli ecosistemi, fortissimo impatto visivo, ecc.

Prima dell’emanazione delle linee guida nazionali molti impianti industriali rinnovabili sono stati approvati ed installati in modo selvaggio, spessissimo senza sopralluoghi da parte delle amministrazioni che hanno rilasciato le autorizzazioni e senza controlli degli enti preposti.

Nella maggior parte dei progetti presentati si parla genericamente ed infondatamente di assenza di impatto ambientale incidente su persone e sul territorio. In realtà ove si fosse preventivamente provveduto ad effettuare i dovuti sopralluoghi la maggior parte di essi risulterebbero illegittimi.
Per 20-30 anni coloro che risiedono nelle vicinanze di tali impianti dovranno subirne le conseguenze estremamente negative per la propria salute.
Un numero rilevante di questi impianti, spesso realizzati a solo scopo speculativo, sono stati installati a ridosso di abitazioni. Le fasce di rispetto, cioè le distanze minime dai singoli edifici, sono state decise in maniera del tutto arbitraria.

Sempre più emerge la necessità di una pianificazione, anche retroattiva, contro la totale aggressione devastante ai danni dei territori e dei suoi abitanti. Assistiamo ad una vera e propria devastazione dei paesaggi agrari e naturali, promossa da leggi nemiche dei cittadini e dei loro beni.

Il Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi (non contrario agli impianti sui tetti industriali, di edifici pubblici e privati di nuova costruzione), già in precedenti documenti ha evidenziato al Presidente del Consiglio Mario Monti e ai suoi Ministri come le attuali leggi non prevedano, ad esempio, una sufficiente distanza minima degli impianti dalle abitazioni, venendosi così a verificare assurde imposizioni e limitazioni all’altrui proprietà con evidente e grave pregiudizio, in danno di quanti siano costretti a subire gli effetti negativi della vicinanza di vasti impianti.

Chi ha costruito una casa in campagna lo ha fatto per vivere a contatto con la natura e non già per ritrovarsi nelle immediate vicinanze della sua proprietà aree industriali per la produzione di energia elettrica, avere come panorama staffe di ferro e pannelli di silicio grigio, oppure eco-mostri come le pale eoliche. Le persone che vi abitano si sono ritrovate improvvisamente a vivere in uno stato di panico e costante preoccupazione e subendo un innegabile danno patrimoniale: gli impianti eolici e quelli del fotovoltaico a terra producono l’arricchimento di pochi a discapito del territorio e della collettività.
E’ un diritto dei cittadini pretendere la tutela della loro salute e della qualità della loro vita.
Mancate o approssimative verifiche preventive dei progetti presentati e, conseguentemente, frettolose autorizzazioni concesse, costringono il cittadino a dover ricorrere ad azioni legali estremamente dispendiose e dall’esito incerto, stante la preoccupante giurisprudenza formatasi al riguardo.

Il rispetto dell’uomo, della salute e della propria casa sono diritti inviolabili. Siamo invece di fronte ad una violazione di diritti umani internazionali fondamentali allorquando i pubblici amministratori, nel desiderio di raggiungere gli obiettivi energetici (e miseri indennizzi per il bilancio dei loro Comuni), agiscono a detrimento della salute e della dignità delle famiglie.

Gli abitanti che vivono a ridosso di tali impianti CHIEDONO lo smantellamento degli impianti industriali fotovoltaici ed eolici situati in prossimità di case di civile abitazione, dovendo essere riconosciuto prevalente il diritto alla salute dei cittadini.

Chiedono che, per intervenuti motivi di pubblico interesse, di tutela dell’ambiente e della salute della collettività, le Pubbliche Amministrazioni revochino le autorizzazioni già rilasciate alla costruzione degli impianti, come è loro facoltà.

E in ogni caso chiedono che il Governo:

- conferisca ai Prefetti poteri d’emergenza al fine di poter essi autonomamente individuare tutte le irregolarità che hanno consentito l’installazione di impianti a ridosso di abitazioni;
- preveda l’emissione di ordinanze di smantellamento degli impianti irregolari;
- inasprisca le pene per “falsa descrizione del territorio” finalizzata ad ottenere l’autorizzazione del progetto;
 - renda obbligatori, di concerto con gli abitanti e/o proprietari, i sopralluoghi preordinati all’approvazione dei progetti al fine di verificare la corrispondenza della descrizione del territorio in progetto con lo stato effettivo dei luoghi;
- preveda l’assoluto divieto di integrare i progetti incompleti ed inidonei alla reale descrizione del territorio, con conseguente inefficacia degli stessi;
- elimini ogni dubbio circa la possibilità di qualsivoglia tipo di sanatoria;
- vengano applicate misure di diminuzione sull’impatto ambientale con la riduzione della superficie dell’impianto o allontanamento dello stesso dalle abitazioni;
- siano bonificati i siti alterati con il restauro-rinaturalizzazione dei luoghi secondo lo “status quo ante”;
- che le Sottostazioni elettriche per l’immissione di energia prodotta da impianti eolici e fotovoltaici sulla rete nazionale vengano allontanate da insediamenti abitativi;
- le Linee Guida Nazionali per le centrali eoliche e fotovoltaiche industriali siano pertanto essere riviste per includere aspetti quali i potenziali effetti sulla salute e la distanza idonea dalle abitazioni, al fine di garantire il diritto alla salute e alla salubrità ambientale atti ad eliminare ogni possibile forma di inquinamento acustico o elettromagnetico.

Al fine di tutelare i cittadini nel caso di installazioni già esistenti o future chiediamo che siano introdotte nelle linee guida nazionali fasce di rispetto e distanze minime, con valenza retroattiva laddove già realizzati, tra questi impianti fotovoltaici a terra e le abitazioni di almeno 500 mt.

L’Accademia Nazionale Francese di Medicina raccomanda la costruzione di turbine eoliche a un minimo di 1.5 Km dalle abitazioni; 2,5 km sono invece consigliati dagli esperti interpellati dalla provincia dell’Ontario (Canada) che ha condotto gli studi più avanzati in materia.
Risulta essenziale e doveroso fissare distanze minime effettivamente efficaci e non derogabili da strade e abitazioni, gli attuali 200 metri suggeriti dalle linee guida nazionali sono assolutamente insufficienti viste le grandi dimensioni dei moderni aerogeneratori. Un minimo criterio di prudenza imporrebbe una distanza minima di almeno 1,5 km.


il
Comitato Nazionale contro Fotovoltaico ed Eolico nelle Aree Verdi