giovedì 20 ottobre 2016

SI ROMPE BARELLA. PAZIENTE MUORE


(ANSA) - CUNEO, 19 OTT - Un paziente dell'ospedale Santa Croce di Cuneo è morto quattro giorni dopo essere caduto dalla barella che si è rotta mentre veniva trasportato dal reparto di degenza a un ambulatorio. La vittima è un 74enne di Borgo San Dalmazzo, Carlo Bono, impresario edile in pensione. La procura di Cuneo ha aperto una inchiesta.
    Cinque persone sono state indagate per omicidio colposo.
    Venerdì sarà disposta l'autopsia. Nel registro degli indagati, secondo quanto si è appreso, sono finiti i nomi del responsabile della manutenzione e della sicurezza dell'ospedale di Cuneo e quello dei rappresentanti della ditta della barella.
    La famiglia della vittima è assistita dall'avvocato Vittorio Sommacal. "La famiglia non ha nulla da rimproverare al personale medico e paramedico, l'assistenza è stata ottimale - precisa il legale - ma bisogna far luce sulle circostanze del decesso e sulle eventuali responsabilità".


martedì 11 ottobre 2016

FALSO SCEICCO RUBA GIOIELLI.MA VIENE PRESO



(ANSA) - GENOVA, 10 OTT - Dietro ad un finto sceicco e il suo entourage che ha orchestrato una maxi truffa da un milione di euro a due rappresentanti di gioielli c'era una banda di sinti.
    Lo hanno scoperto i carabinieri al termine di un'inchiesta scattata dopo la denuncia degli stessi commercianti. I due rappresentanti che lavoravano per la Chopard, un'azienda svizzera, erano stati convocati dal finto sceicco in un albergo della Costa Smeralda per discutere l'acquisto di due solitari in oro bianco tempestati di diamanti, valore un milione di euro.
    "Pago in contanti", aveva garantito lo sceicco dando appuntamento ai due in un hotel di Genova per concludere l'affare. Nella suite dell'albergo i quattro nomadi avevano rifilato mazzette di banconote da 500 euro. Vera la prima, le altre all'interno con la scritta fac simile. I due commercianti convinti di aver realizzato un affare si erano accorti del raggiro sono qualche ora più tardi e avevano presentato denuncia. Decisivo per incastrare la banda il Dna lasciato su un bicchiere.

lunedì 10 ottobre 2016

SPOSO SVIENE DOPO IL SI. LA SPOSA HA UN MALORE



(ANSA) - LECCO, 9 OTT - Per una giovane coppia di sposi, il romanticismo del momento ha presto lasciato spazio allo spavento. Lo sposo, un ragazzo di 28 anni, originario della provincia di Bergamo e impiegato nel soccorso stradale, è stato colto da un malore ed è caduto a terra, privo di sensi. Una scena avvenuta davanti a tutti gli invitati, in particolare alla giovane sposa, una coetanea di Calolziocorte, impiegata, che per lo shock è stata colpita, a sua volta, da un malore.
    E' quanto accaduto ieri alla fine della celebrazione del matrimonio davanti a circa cento invitati e al parroco don Angelo Belotti, alla chiesa del Lavello di Calolziocorte, alle porte di Lecco. Lanciato l'allarme, il personale sanitario ha provveduto a prestare le prime cure al neomarito, prendendosi poi cura anche della moglie. Il medico ha disposto che il giovane - le cui condizioni sono apparse sotto controllo - venisse portato in ospedale. Alla fine la ragazza è riuscita a raggiungere i suoi invitati a Mapello (Bergamo).

domenica 9 ottobre 2016

MIRACOLATA A LOURDES. MA POI MUORE...



(ANSA) - PAVIA, 9 OTT - E' morta a Pavia, Danila Castelli, 70 anni, la donna di Bereguardo per la quale era stata riconosciuta la 69ma guarigione miracolosa avvenuta a Lourdes. A Danila Castelli era stato diagnosticato nel 1982 un tumore all'utero. Sottoposta a diversi interventi chirurgici, le sue condizioni si erano fatte critiche, sino a che i medici, all' inizio del 1989, avevano stabilito che per lei non c'erano più speranze.
    Durante un pellegrinaggio a Lourdes, raccontò ai familiari di aver provato una straordinaria sensazione di benessere subito dopo aver fatto il bagno nelle piscine del Santuario mariano.
    Dopo cinque riunioni del Bureau delle Constatazioni Mediche di Lourdes, il 19 novembre 2011 la Commissione Medica Internazionale di Lourdes stabilì che "il modo della sua guarigione resta inspiegato allo stato attuale delle conoscenze scientifiche". Il 20 giugno 2013 monsignor Giovanni Giudici, allora vescovo di Pavia, dichiarò il carattere "prodigioso-miracoloso" di questa guarigione.

ISPEZIONE ITALIA VICTRIX COMITATO MONTELLO

Oggi una commissione mista composta da aderenti a Italia Victrix e del comitato Montello hanno ispezionato un area di parecchie migliaia di metri quadrati nella zona di Viale Certosa dove fino a pochi giorni fa vivevano in condizioni fatiscenti diversi centinaia di zingari. La zona è stata ora sgomberata e una volta ripulita potrebbe ospitare un campo profughi che libererebbe l'obbligo di utilizzo della caserma montello.





MONTELLO. MOZIONE LEGA IN CONSIGLIO DI MUNICIPIO

ENRICO SALERANI CONSIGLIERE DEL MUNICIPIO OTTO DI MILANO HA DECISO DI PRESENTARE UNA MOZIONE IN CONSIGLIO DI ZONA PER DIRE NO ALL'USO DELLA CASERMA MONTELLO COME SITO DI ACCOGLIENZA DEGLI EXTRACOMUNITARI.


sabato 8 ottobre 2016

GLI IMMIGRATI PORTATORI DI TUBERCOLOSI?

In Italia si potrà debellare non prima del 2050, secondo i dati del ministero della salute nel decennio 2004-2014 il numero annuo di casi notificati di tubercolosi è di circa 5'000, questi oltre la metà sono riscontrati in persone immigrate dai paesi dell'Africa nera o dai paesi dell'ex Unione Sovietica. Per quanto riguarda gli africani, questi sono quelli che sbarcano nel nostro paese provenienti da nazione in cui l'infezione è ancora molto diffusa e circa il 40% di loro sviluppa la tbc entro i primi due anni di presenza nel nostro paese. Per quanto i casi riscontrati in persone provenienti dai paese dell'ex URSS si tratta spesso di casi in cui la malattia è causata da batteri multiresistenti che proprio a causa di questa specificità non rispondono alle terapie e causano in molti di loro la fine della vita. Negli ultimi anni quindi l'incidente della tubercolosi in Italia è rimasta stabile con circa 7 casi su centomila abitanti, quello che cambia è invece la casistica delle persone colpite, sempre meno italiani e sempre più immigrati. A diffondere questi dati non è un movimento xenofobo o razzista, ma si tratta di dati scientifici forniti dalla Società Italiana di Pneumologia che nei giorni scorsi ha terminato il proprio congresso annuale e che come ogni anno fa il quadro clinico della malattia e della sua evoluzione. Noi li riportiamo non per fare del terrorismo psicologico, ma per dire chiaramente come stanno le cose. E le cose stanno cosi. Sono molti i giovani provenienti dall'Africa che oggi vivono nei campi di raccolta italiani che sono affetti da questa patologia, e personalmente ritengo che sia fondamentale una profilassi medica accurata prima di trasferirli nelle città e nei nostri paesi. Non è razzismo ma semplice costatazione di un fatto: le politiche di immigrazione italiana fanno acqua da tutte le parti e il settore della prevenzione sanitaria non è purtroppo da meno.