Da anni ricevevo (e donavo) le richieste di aiuto della San Francesco, bene da quest'anno dopo che ho saputo alcuni particolari non certo edificanti, e dopo che ho saputo che questi signori si intascano dallo Stato 31 euro al giorno per ciascuno dei 300 ospiti della Montello ho deciso di non dare più loro un solo centesimo che ho deciso a mia volta di donare solo ai barboni con i cani al seguito, almeno sono certo che i pochi centesimi di cui dispongo non finiscono nelle tasche di qualche pretone presumibilmente bello grasso ma nella bocca di un cane e di un suo compagno clochard che hanno fame davvero. E invito voi a non dare più soldi a questi signori. Ma la vera novità di questi giorni riguarda il futuro della Montello che potrebbe già appena dopo Natale avere una svolta piuttosto brusca e forse anche essere riconsegnata prima del previsto alla sua destinazione originale, e vale a dire ad essere destinata alla ristrutturazione e bonifica per diventare la cittadella della Polizia. Nei prossimi giorni i dettagli di quanto accadrà con come al solito documenti alla mano.
un blog dove scambiarsi opinioni ed idee in nome della libera partecipazione democratica
lunedì 28 novembre 2016
domenica 27 novembre 2016
IL PRETE SI E' FREGATO L'ORO DELLA MADONNA?
(ANSA) - CAMPOBASSO, 26 NOV - Sparisce l'oro della Madonna in un piccolo paese del Molise e dopo alcuni mesi di indagini finisce sotto accusa l'ex parroco. È ad una svolta inaspettata l'inchiesta della procura di Isernia sulla vicenda accaduta alla fine dell'estate a Roccasicura (Isernia). In occasione della festa della Madonna di Vallisbona alcuni fedeli avevano notato che la maggior parte degli oggetti preziosi donati per decenni alla Vergine dagli abitanti erano spariti, si parla di alcuni chili di preziosi per un valore di migliaia di euro. Si erano così rivolti ai carabinieri che avevano avviato le indagini.
Dopo alcuni mesi di lavoro la procura ha ora iscritto sul registro degli indagati, con l'ipotesi di reato di appropriazione indebita, l'ex parroco del paese, don Agostino Lauriola che intanto, dopo che il furto era stato denunciato, è stato trasferito altrove dalla Curia. Con lui sono indagate anche altre quattro persone.
sabato 26 novembre 2016
MONTELLO. LA VICENDA AL PARLAMENTO EUROPEO
La vicenda della caserma Montello (ed in generale quella dell'uso delle caserme in generale) approda al parlamento Europeo, infatti nelle scorse settimane l'associazione AIDAA e Italia Victrix hanno presentato una petizione al parlamento europeo chiedendo che l'Unione Europea vieti di usare le caserme per ospitare i profughi per questioni di natura e tutela militare. Ora è arrivata la risposta dell'Unione Europea che iscrive la nostra petizione e che di conseguenza inizia l'iter parlamentare, vi terremo informati sulle prossime comunicazioni.
E' MORTO FIDEL CASTRO
L'ANNUNCIO - "Caro popolo di Cuba: é con profondo dolore che compaio per informare il nostro popolo, gli amici della Nostra America e del mondo, che oggi 25 novembre del 2016, alle 10.29, ore della notte, é deceduto il comandante in capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz". Così, trattenendo a stento la commozione mentre legge un breve testo alla tv statale cubana, Raul Castro ha annunciato la morte del fratello. "Nel compiere l'espressa volontá del compaño Fidel i suoi resti saranno cremati sabato 26", continua il presidente cubano. "La commissione che organizzerà i funerali darà al nostro popolo un'informazione dettagliata sull'organizzazione dell'omaggio postumo che verrà tributato al fondatore della 'Revolucion Cubana'.Hasta la victoria siempre", conclude il messaggio Raul Castro.
"Oggi, 25 novembre, alle 10:29 della notte è morto il Comandante in Capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz", scrive il sito web ufficiale Cubadebate. Il corpo, ha detto Raul, sarà cremato nelle prossime ore.
Sorpresa e silenzio nella notte all'Avana dopo la notizia della morte di Fidel Castro resa nota alla tv statale dal fratello, il presidente Raul Castro, poco dopo la mezzanotte ora locale.
LA VITA - Fidel Castro, eroe per la sinistra nel mondo e dittatore sanguinario per i nemici, e' stato protagonista di una piccola isola caraibica per quasi sessant'anni, sulla scia della sua tenace battaglia contro la maggior potenza del mondo, gli Stati Uniti. Per i cubani, Castro è stato il 'Comandante', oppure semplicemente Fidel, sul quale sono state costruite tante 'storie': "non dorme mai", "non scorda nulla", "è capace di penetrarti con lo sguardo e sapere chi sei", "non commette sbagli". Castro ha d'altro lato esibito una devozione per le cifre e dati, nascondendo caratteristiche come il pudore e lo scarso interesse, raro per un cubano, per la musica e il ballo. Ha sempre avuto una salute di ferro fino all'improvvisa e grave emorragia all'intestino avuta al rientro di un viaggio dall'Argentina poco prima di compiere 80 anni. Malato, dopo aver delegato il potere al fratello Raul - prima in modo provvisorio il 31 luglio 2006, poi definitivamente nel febbraio 2008 - ha così cominciato il conto alla rovescia verso la fine di una vita leggendaria. L'era di Fidel si scioglie lentamente, in mezzo a una nuova Cuba ogni volta più 'raulista', tra una serie di riforme economiche e la mano ferma del potere sul fronte politico: di sicuro una transizione, la cui portata è però difficile da capire. Fidel assiste da lontano al 'deshielo', ogni tanto scrive qualcosa ribadendo concetti quali la 'sovranità nazionale' e il 'no all'impero'. Ma in sostanza a dettare il ritmo dei cambiamenti ormai è Raul. 'Ucciso' più volte dalle reti sociali, e con lunghi periodi di assenza dal pubblico, i limiti al suo mandato Fidel li aveva fissati nel 2003, dirigendosi ai cubani: "Rimarrò con voi, se lo volete, finchè avrò la consapevolezza di potere essere utile, se prima non lo decide la stessa natura. Nè un un minuto prima nè un secondo dopo".
Il ministro Gentiloni su Twitter: "Si chiude una pagina grande e drammatica del Novecento. Vicini al popolo cubano che guarda al futuro"
Anticastristi Usa: "E' la fine di un lungo, spaventoso capitolo"
mercoledì 23 novembre 2016
CLOCHARD CACCIATO DAI NIGERIANI
E' successo stamattina, nella zona del supermercato Portello di via Certosa a Milano dove un clochard probabilmente di origine slava o sudamericana che raccoglie qualche spicciolo strimpellando la chitarra è stato cacciato a malomodo da un nigeriano (accompagnato da una nigeriana cattivissima) che lo ha redarguito e forse anche minacciato di botte in quanto quello sarebbe un posto di raccolta buono a causa del passaggio e quindi da utilizzare per i nigeriani del racket delle elemosine. Il tutto è accaduto poco prima delle nove di stamattina a poco meno da cento metri in linea d'aria dal comando della polizia locale di Piazzale Accursio.
A voi i commenti.
mercoledì 16 novembre 2016
MILANO. DICIOTTENNE BRUCIATA VIVA
Una ragazza di origine straniera, di 18 anni e senza fissa dimora, è stata trovata la notte scorsa con ustioni alle mani e al volto in piazza Tirana, a Milano, dopo che, secondo una prima ricostruzione del 118, qualcuno le ha gettato del liquido infiammabile e le ha dato fuoco nella baracca in cui aveva trovato rifugio.
La ragazza, probabilmente di origine romena, si trova ora all'ospedale Niguarda di Milano in gravi condizioni con ustioni di terzo grado alle mani ma non correrebbe pericolo di vita. Sull’episodio indagano i carabinieri. Ancora non è chiaro se a darle fuoco sia stato qualcuno dall'esterno o che si trovava con lei nella baracca.
Intanto si riunisce proprio oggi in Prefettura a Milano il Comitato per l'ordine e la sicurezza. Sul tavolo le ultime vicende di cronaca, dall'agguato in piazzale Loreto fino al blitz nel “bosco dello spaccio” di Rogoredo. Si dovrebbe discutere anche della possibilità dell'arrivo dei militari in città, come suggerito nei giorni scorsi dal sindaco Giuseppe Sala. Una misura già contemplata nel Patto per Milano siglato da Governo e Palazzo Marino.
martedì 15 novembre 2016
MILANO. I PROFUGHI COSTANO 47 MILIONI L'ANNO
Nessuna bufala, nessuna fuga in avanti, ma prendiamo a base i numeri proposti in questi mesi dalla stampa e indicati dal comune di Milano negli atti ufficiali. Se viene confermato che a Milano i profughi mediamente ospitati tutti i giorni sono circa 3.500 il loro costo medio giornaliero si aggira attorno ai 108.500 euro ai quali vanno aggiunti 21.000 euro di Iva (i dati della gestione dei profughi della Montello parlano di 31 euro a testa al giorno iva esclusa), se questa media dovesse confermarsi per tutto l'anno solare il costo reale della gestione dei profughi o clandestini presenti a Milano supera abbondantemente i 47 milioni di Euro (iva inclusa). Si tratta di una cifra imponente, che ricordiamo viene calcolata utilizzando i dati ufficiali sui numeri delle presenze e sui costi emessi da Comune e Prefettura. Ora ci pare onestamente assurdo pensare che un comune possa spendere (non di bilancio proprio ma di soldi dello stato e quindi ancora dei Milanesi) qualcosa come 47 milioni di euro l'anno con un incidenza di quasi 50 euro per ogni cittadino milanese residente, per i profughi mentre non spende quasi niente a confronto per la tutela dei nostri poveri e dei clochard. Sono cifre che ci devono fare riflettere e che devono far seriamente aprire una discussione seria su come e quanti di questi soldi vengono realmente spesi per la gestione dei profughi, e quanto invece incide nella loro gestione la carità dei milanesi (cibi, coperte, vestiti e sopratutto donazioni) che secondo i bene informati arriverebbero a coprire oltre il 30% del fabbisogno con un presunti risparmio di almeno 14 milioni di euro. Sono numeri impressionanti, ce ne rendiamo conto, ma ci rendiamo conto anche che questo meccanismo moltiplicato per il resto d'ITALIA ci porta a cifre spropositate, in un paese dove le scuole cadono a pezzi e dove ci sono milioni di persone sotto la soglia di povertà. Esiste un limite e questo è stato abbondantemente superato. E se qualcuno chiedesse conto alla corte dei conti? Pensiamoci gente pensiamoci.
lorenzo croce
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