martedì 10 dicembre 2013

FORCONI. LA MAPPA DEGLI ASSEDI DI OGGI


FORCONI: MINACCE DI CAMION SU ROMA – «Basta con i giochini del sottosegretario Girlanda e del ministro Lupi impegnati a negare l’esistenza del fermo e le ragioni della protesta, pur in presenza di ordinanze prefettizie che ricordano periodi bui della storia italiana; se insistono, senza preavviso, porteremo sui camion la nostra protesta a Roma». E’ quanto si legge in una nota di Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito.
MILANO: TIR SFILANO IN CENTRO – A Milano è in corso in questi minuti il presidio a Piazzale Loreto, Tir e camion sfilano per le vie del centro.
TORINO: LE PAROLE DALL’ASSEDIO – A Torino la diretta video del Corriere prosegue captando le frasi dei manifestanti (insulti verso i lavoratori FIom inclusi): «Qua si son tolti i caschi, sanno con chi stanno parlando, sanno che non siamo i notav».
PALERMO IN TILT - Il “corteo” a Palermo prosegue. Traffico in tilt a Palermo per la protesta dei Forconi. Paralizzata la circolazione stradale in piazza Indipendenza, dove un gruppo di manifestanti sta protestando davanti Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione nel capoluogo siciliano. I Forconi urlano cori contro la politica e “lo Stato da cui arrivano solo tasse”. Difficoltà anche in via Ernesto Basile, per il volantinaggio di alcuni manifestanti.
TORINO: TENSIONE NEI MARKET – Sono intervenuti i carabinieri a Torino, davanti al Pam di corso Traiano, dove alcuni presunti aderenti al movimento dei Forconi impedivano ai clienti l’ingresso al supermarket. La situazione ora è tornata alla normalità, ma anche nei giorni scorsi, già da sabato, sono stati frequenti le azioni di picchettaggio davanti ai supermercati. Davanti a Palazzo Lascaris restano i presidi monitorati dalla polizia. La situazione per ora è “tranquilla”.
TORINO: CORI TRA LE FAZIONI OPPOSTE – “Fuggiaschi! Fuggiaschi”, parte dei Forconi ulrano alla fazione opposta Fiom. “Fratelli d’Italia” cantano dall’altra parte del cordone, rispondo con “Bella ciao” dall’altra. La situazione rimane tesa.
LA PROTESTA IN SICILIA – A Palermo un gruppo di poche decine di manifestanti del movimento 9 dicembre sta girando per il centro e continua a creare gravi disagi alla circolazione. In piazza Statuto il traffico è andato in tilt, poi i manifestanti sono risaliti su corso Regina Margherita e corso San Maurizio. Molti commercianti dei negozi lungo il percorso della manifestazione, che non ha alcuna autorizzazione, sono stati minacciati affinché chiudessero e aderissero alla protesta.
I TIR BLOCCANO BARI E DINTORNI - In Puglia si segnalano rallentamenti sulla tangenziale di Bari, in direzione sud, con una coda di circa 2 km di camion e tir. Anche a Foggia, sulla statale 16, sono segnalati due presidi su entrambi i sensi di marcia, mentre sulla strada provinciale 231, nei pressi di Corato (Ba), sono al momento ferme decine di autotreni.

lunedì 9 dicembre 2013

E' PARTITA LA RIVOLTA DEI FORCONI.CAOS IN MEZZA ITALIA



Blocchi stradali, presidi, volantinaggi, traffico in tilt. E guerriglia a Torino. È iniziata nella notte tra domenica e lunedì, in tutta Italia, la protesta dei «forconi». Prese d’assalto a Torino, Milano e Bologna le sedi di Equitalia. La situazione più tesa in Piemonte dove almeno duemila manifestanti hanno assaltato il palazzo della Regione con bombe carta, bottiglie e pietre. Polizia e carabinieri hanno lanciato lacrimogeni e sono in corso tafferugli. Colpita anche la postazione mobile di Sky in piazza Castello. Lievemente ferito un militare, mentre continuano le cariche di respingimento per disperdere la folla.
BLOCCHI NEL VICENTINO E NEL VERONESE - I primi problemi di viabilità si sono registrati questa mattina in Veneto dove l’annunciata protesta di alcune sigle sindacali degli autotrasportatori nel segno di «l’Italia si ferma» si è manifestata in 19 presidi: finora, secondo la mappa disegnata dalla Polstrada del Veneto i disagi sono concentrati ai caselli autostradali di Vicenza Ovest, Montecchio Maggiore (Vicenza) e Soave (Verona). I manifestanti hanno posto di traverso i loro mezzi pesanti nei pressi degli accessi autostradali bloccando di fatto la circolazione con grossi disagi sul traffico anche sulla rete stradale ordinaria. Bloccata anche la tangenziale di Vicenza che corre parallela alla A4. Difficoltà nella mobilità stradale anche a Resana (Treviso) dove gli autotrasportatori hanno bloccato la rotatoria sulle statali 307 e 308. Sul luogo carabinieri e polizia locale. Militari stanno intervenendo anche a Cittadella (Padova) dove la protesta si è concentrata sulla circonvallazione. Meno preoccupante la situazione a Conegliano (Treviso) dove non c’è blocco del traffico e dove i manifestanti si stanno limitando a un volantinaggio sotto gli occhi di pattuglie dei carabinieri.
CAOS A TORINO -Binari occupati e traffico ferroviario bloccato alle stazioni di Torino Porta Nuova e Porta Susa. I manifestanti, partiti dalla centrale piazza Castello, si sono divisi in cinque gruppi: uno ha occupato i binari alla stazione Porta Nuova per una mezz’ora; un secondo gruppo è andato alla stazione di Porta Susa, senza però occupare i binari; un terzo si è diretto alla sede di Equitalia e sta scandendo slogan in strada di fronte all’ingresso; un quarto si è fermato di fronte al municipio mentre un altro ancora si è recato di fronte alla sede della Regione Piemonte in piazza Castello, dove ha lanciato uova e scandito slogan contro il presidente Roberto Cota. Davanti alla sede della Regione è iniziata poi una guerriglia fra manifestanti, tra cui alcuni ultras della Juve, che hanno lanciato molotov e pietre mentre la polizia rispondeva con i lacrimogeni. Disagi anche alla viabilità delle auto: le macchine per entrare in città impiegano circa un’ora. La questura ha reso noto che due manifestanti sono stati denunciati nella notte a Orbassano per aver danneggiato con un cacciavite un’auto di servizio. Sono state chiuse al traffico le strade d’acceso a Piazza Castello, nel centro di Torino, dove si svolge uno dei tre principali presidi organizzati dal Coordinamento 9 Dicembre.
ROMA E MILANO - Equitalia presa di mira anche a Milano mentre a Roma sono oltre un centinaio i manifestanti che stanno partecipando allo sciopero per chiedere la caduta del governo. A Piazzale dei Partigiani ci sono gazebo e un camper con presidio fisso. Tra gli striscioni, uno dalla scritta «9 dicembre, l’Italia si ferma».
LA SITUAZIONE IN SICILIA - A Catania è confermata la linea «soft» annunciata dai «forconi»: sciopero articolato con presidi, ma nessun blocco del traffico. E così in quello che negli anni scorsi è stata la sede del «simbolo» della protesta del movimento degli autotrasportatori, il casello di San Gregorio dell’autostrada A18 Messina-Catania, non c’è stata la paralisi. Un picchetto di una decina di manifestanti ha trascorso la notte sul posto e ha effettuato soltanto un volantinaggio. La zona è presidiata da domenica sera dalle forze dell’ordine. La Questura di Catania ha accolto la richiesta del movimento dei «forconi» e ha autorizzato manifestazioni e incontri in piazza Università. A Palermo invece alcuni manifestanti stanno bloccando la circolazione stradale. Tir e camion sono stati piazzati sulla corsia laterale della carreggiata.
VOLANTINAGGIO IN SARDEGNA - Gli autotrasportatori della Sardegna aderenti al «TrasportoUnito» manifestano da stamane al porto di Cagliari e sulla strada statale 131 all’altezza di Sardara (Medio Campidano), in contemporanea con la protesta nazionale organizzata dal movimento siciliano dei «Forconi». Un piccolo gruppo di manifestanti distribuisce volantini al porto, mentre un’altra quarantina di autotrasportatori con alcuni mezzi pesanti sta rallentando il traffico sulla Carlo Felice, ma senza particolari disagi per gli automobilisti. Nel frattempo si tiene anche il presidio del Movimento AntiEquitalia davanti all’Agenzia delle entrate, fra via Vesalio e via Pintus a Cagliari. Una bara con su scritto «commercianti», l’elenco delle tasse dovute e la conclusione «tassazione al 68%, assassini del lavoro» è invece il simbolo della manifestazione a Sassari.
TRAFFICO RALLENTATO IN PUGLIA E CAMPANIA -Esponenti del «Movimento dei forconi», che chiede le dimissioni dei rappresentanti di governo, hanno bloccato il traffico sulla tangenziale di Bari tra le uscite di Poggiofranco e Carrassi. In entrambe le direzioni il transito dei mezzi pesanti è bloccato ed è consentito solo quello delle auto con notevoli rallentamenti. Uno stop alle manifestazioni di protesta è stato intimato nella provincia di Bari dove il prefetto, Mario Tafaro, ha disposto «il divieto di assembramento degli automezzi lungo tutta la rete stradale ed autostradale della provincia dal 9 al 13 dicembre». Presidi e volantinaggi, con conseguenti rallentamenti del traffico, tra Napoli e provincia.

domenica 8 dicembre 2013

FORCONI. SCATTA LA RIVOLTA MA NIENTE BLOCCHI


ROMA - Fermi Tir e autostrade, e per l'Italia il rischio paralisi è reale: è quanto promettono i manifestanti che da stasera daranno il via alla protesta dei Forconi. 
VIA AGLI SCIOPERI IN SICILIA Niente blocchi, ma solo sciopero. È la nuova linea adottata dai Forconi che in Sicilia non attueranno presidi stabili, ma terranno incontri pubblici e volantinaggi nelle piazze e per le strade. Lo annuncia all'ANSA uno dei leader del movimento, Mariano Ferro, spiegando che la prima manifestazione si terrà stasera a Siracusa.

DOMANI PRESIDIO A ROMA «A Roma da domani, come in altre città italiane, ci sarà un presidio di cittadini a piazzale dei Partigiani. Nell'hinterland della Capitale e in altre province del Lazio ci saranno assembramenti di mezzi nei raccordi stradali strategici, ma nessun blocco. Agiremo nella legalità. Lo ha detto Danilo Calvani, uno dei leader del movimento dei Forconi, capo del 'Coordinamento nazionale per le manifestazioni del 9 dicembre. 

VOLANTINO CHOC: "W LA MAFIA" Ad Agrigento, durante una manifestazione di protesta dei Forconi, ignoti hanno diffuso volantini con la scritta 'W la mafià. Lo scrive in una nota il presidente della commissione regionale antimafia, Nello Musumeci, sottolineando che « una qualsiasi protesta per ragioni di crisi economica non può essere mai accostata alla criminalità organizzata, che in Sicilia vuol dire anche sangue e morte».

«Comprendo bene chi esprime il proprio grido di dolore per una situazione economica e sociale ormai intollerabile - aggiunge il presidente dell'Antimafia all'Ars - ma si dica con chiarezza che le proteste devono rimanere nella legalità e impermeabili a qualsiasi tentativo di pericolose infiltrazioni esterne. Sono certo che sia così, ma deve anche apparire così: un volantino con su scritto 'W la mafià - conclude Musumeci - offende i siciliani e deve offendere anche chi protesta legittimamente».

IL GARANTE: "PRONTE LE SANZIONI" Qualora si dovessero verificare violazioni della legge nel fermo dell'autotrasporto, confermato da alcune sigle del settore, l'Autorità garante degli scioperi «non esiterà ad applicare le sanzioni». L'astensione dovrà partire dalla mezzanotte di oggi e non dalle ore 22 di oggi. E che il fermo deve avvenire «senza blocchi stradali».

«Qualora si dovessero verificare violazioni della legge, l'Autorità non esiterà ad applicare le sanzioni, così come già avvenuto, da ultimo, lo scorso 29 marzo 2012, in riferimento ai blocchi dell'autotrasporto dal 16 al 20 gennaio 2012», precisa la nota dell'Authority, sottolineando che il fermo, «confermato da alcune sigle del settore, nonostante la sottoscrizione del protocollo di intesa dello scorso 28 novembre tra le associazioni maggiormente rappresentative ed il Governo, dovrà partire dalla mezzanotte del 9 dicembre e non, come riportato da alcune notizie di stampa, dalle ore 22 di oggi».

Inoltre, l'Autorità, «nella seduta del 18 novembre scorso, ha ricordato alle organizzazioni l'esercizio del 'potere-dovere' di influenza sui propri iscritti, al fine di persuaderli all'assunzione di condotte responsabili, così che l'attuazione del fermo dei servizi di autotrasporto merce - prosegue la nota - avvenga nel pieno rispetto delle norme della disciplina di settore, senza l'effettuazione di blocchi stradali o di iniziative sanzionabili ai sensi del codice della strada».

IL VIMINALE: "PRONTI AD USARE GLI IDRANTI" Saranno usati gli idranti per liberare le strade, scrive il Viminale nell’ultima informativa spedita ai prefetti e questori, invitati a valutare la «possibilità dell’eventuale disponibilità di mezzi speciali dei vigili del fuoco, ritenuti idonei per superare eventuali emergenze».

mercoledì 4 dicembre 2013

ARRIVA LA MODA DI ALLUNGARE IL PENE...

LO STRUMENTO PER ALLUNGARE IL PENE IN CASA.....

Roma, 1 ott. (TMNews) - Sempre più cittadini svizzeri sembrano soffrire della sindrome del pene piccolo, tanto che una clinica di Zurigo ha annunciato di avere raddoppiato negli ultimi 18 mesi gli interventi per allungare o ingrandire l'organo sessuale maschile. "Il numero di uomini che viene da me per questo tipo di intervento è raddoppiato in un anno e mezzo", ha affermato Deniel Kish, responsabile del reparto di chirurgia plastica della clinica Aesthetic Center di Zurigo. E la collega Petra Berger ha spiegato: "Ho uno o due interventi del genere a settimana. Si tratta del doppio rispetto a cinque anni fa".

Secondo Kish, citato dal tabloid svizzero '20 minutes', diverse ragioni sarebbero alla base dell'incremento di questo particolare tipo di intervento chirurgico. Tra questi, il sempre più frequente uso di prodotti industriali come parte del Pvc: il cloruro di polivinile, utilizzato in particolare nel settore dell'abbigliamento e della tappezzeria, ha per esempio la capacità di "disturbare" lo sviluppo del pene. "Ma bisogna anche sapere che l'organo sessuale maschile diventa più piccolo con l'avanzare dell'età", ha spiegato il medico.

Ma anche una maggiore consapevolezza ha dato un suo contributo: "Prima, gli uomini non sapevano che esisteva tale intervento", che consente di allungare il pene da due a sei centimetri e di allargarlo fino a quattro centimetri di circonferenza. "Ma voglio evitare ad ogni costo che questo intervento chirurgico diventi una moda", ha commentato la dottoressa Berger.

lunedì 2 dicembre 2013

SEQUESTRATE 18 TONNELLATE MERCE AVARIATA AI CINESI DI PERO

Pero, 2 dicembre 2013 - I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano hanno effettuato un maxi sequestro di merce avariata inun`attività di distribuzione all`ingrosso di prodotti alimentari di vario genere a Pero, nel MIlanese.
L’intervento al deposito, gestito da un operatore cinese, è stato condotto dagli uomini della Compagnia della Guardia di Finanza di Corsico, con personale dei Dipartimenti di Prevenzione Medica e Veterinaria della ASL Milano 1. Le verifiche hanno interessato sia le condizioni strutturali che igienico sanitarie dei locali e delle celle di stoccaggio, nonché le condizioni dei prodotti alimentari conservati nel deposito.
Tra la merce messa sotto sequestro anche circa 18 tonnellate di prodotti alimentari confezionati con termine minimo di conservazione (TMC) e/o data scadenza superati, nonché di circa 2 tonnellate di prodotti congelati in cattivo stato di conservazione.

Tutti i prodotti non conformi (tra cui merce scaduta da ormai 6 anni) sono stati posti sotto sequestro e saranno inviati alla distruzione sotto controllo sanitario. Il titolare dell`attività  è stato deferito alla competente Procura della Repubblica di Busto Arsizio (VA) per la violazione prevista dall`art. 5 della Legge 283/62.

domenica 1 dicembre 2013

ESCLUSIVO.ECCO COME BERLUSCONI HA CORROTTO RUBY (LE CARTE)

nicole minetti 8
nicole minetti. 
ECCO PERCHE' SILVIO RISCHIA UN NUOVO PROCESSO/ "E' successo un po' un casino, sta str... della Ruby ha detto delle cose. Cose pesanti, su tutti, capisci? Anche cose non vere, anche noi ne combinavamo di cotte e di crude. Amò, sì, ci ha sputtanato..." Ecco che diceva Nicole Minetti a Marysthelle Polanco in un'intercettazione del 17 ottobre 2010. La deposizione di Ruby davanti ai magistrati aveva fatto tremare il Cavaliere e le "Olgettine". Nellemotivazioni della sentenza Ruby bis (quella che ha condannato in primo grado Minetti, Emilio Fede e Lele Mora), pubblicate daAffaritaliani.it, i giudici accusano Berlusconi di aver pagato decine di persone per concordare una "serie di false testimonianze". Spunta una riunione segretissima del 15 gennaio 2011 dopo la quale, scrivono i giudici "tutte le ragazze iniziano a percepire a tempo indeterminato almeno 2500 euro al mese". I legali del Cav parlano di "motivazioni sconnesse", ma per i giudici Berlusconi ha inquinato le prove e ora la Procura aprirà unanuova indagine per corruzione in atti giudiziari. E tra pochi mesi potrebbe arrivare un nuovo giudizio immediato per il Ruby ter

DOPO IL LIBRO DI AFFARI ITALIANI EDITORE "QUANTE VOLTE, SILVIO, QUANTE VOLTE...?" CON LA PUBBLICAZIONE INTEGRALE DELLE MOTIVAZIONI DELLA CONDANNA DI PRIMO GRADO PER BERLUSCONI NEL FILONE PRINCIPALE DEL PROCESSO RUBY, ECCO LA NUOVA PUNTATA CON LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA RUBY BIS
QUANTE VOLTE, SILVIO, QUANTE VOLTE...?
Il testo integrale della sentenza Bunga Bunga, con le testimonianze, le intercettazioni, le prove certe e quelle traballanti nel nuovo libro di Affari Italiani Editore

L'INQUINAMENTO PROBATORIO - Nell'estate del 2010 Ruby parla due volte con i magistrati milanesi. La prima volta il 22 luglio e la seconda volta il 3 agosto, come già avevano scritto i giudici del filone principale del processo Ruby. Ma quelli del filone Ruby bis, motivando la sentenza che ha portato alle condanne in primo grado di Emilio Fede e Dario (Lele) Mora a 7 anni di reclusione per favoreggiamento e induzione alla prostituzione e di Nicole Minetti per favoreggiamento alla prostituzione, sono andati oltre. I giudici milanesi hanno descritto quello che è successo dopo le deposizioni di Ruby. Deposizioni che, secondo i giudici, intimoriscono molto le altre persone indagate. Nelle motivazioni si legge che il 6 ottobre 2010 Ruby si reca presso lo studio dell'avvocato Luca Giuliante, all'epoca difensore di Mora. E "qui rimaneva per numerose ore nel corso delle quali veniva in modo serrato sentita in relazione a tutto quello che aveva detto ai pm. Dopo l'interrogatorio", continuano i giudici "Giuliante ne rivelava il contenuto a Berlusconi". Che Berlusconi sia entrato a conoscenza delle parole di Ruby, e che abbia informato anche altri indagati, è confermato secondo i giudici nell'intercettazione del 17 ottobre tra Nicole Minetti e Marysthelle Polanco. Dice Nicole: "E' successo un po' un casino... sta stronza della Ruby... ha detto delle cose... cose pesanti, su tutti, capisci? Anche cose non vere... anche noi ne combinavamo di cotte e di crude... Amò, sì, ci ha sputtanato, ma comunque guarda che io oggi vado da... vado da... da... da quello che la segue... e praticamente mi dice tutto quello che lei ha detto alla sua amica". Insomma, i giudici sono certi che l'avvocato Giuliante abbia "indebitamente rivelato fatti e circostanze relative ad una indagine e secretate".
LEGGI QUI SOTTO LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA RUBY BIS DOVE I GIUDICI DESCRIVONO IL PRESUNTO INQUINAMENTO PROBATORIO

IL 15 GENNAIO 2011 - Come si legge nelle motivazioni, la data centrale è secondo i giudici quella del 15 gennaio 2011. Il giorno prima erano state eseguite le perquisizioni domiciliari presso le abitazioni di via Olgettina dove risiedevano alcune delle "giovani donne che partecipavano alle cene". A partire da una telefonata di Berlusconi a Barbara Faggioli viene organizzata una urgente riunione serale alla presenza, sostengono i giudici, dei due avvocati di Berlusconi, Ghedini e Longo. L'accusa dei giudici è che in quella occasione siano state concordate "una serie di false testimonianze". Scrivono i giudici che da quel momento "tutte rendevano al processo dichiarazioni perfettamente sovrapponibili, perfino con terminologie e fraseggi identici tra loro", pur, a volte, "senza sapere riferire il significato della parola o della frase utilizzata". Tutte "dichiarazioni che, secondo le itnenzioni delle testimoni, erano dirette a favore di Berlusconi". Il motivo? Secondo i giudici perché "in seguito a questa riunione tutte le ragazze, testimoni del nostro processo, iniziavano a percepire a tempo indeterminato almeno 2500 euro al mese".
LA DIFESA DI BERLUSCONI E LA RISPOSTA DEI GIUDICI - I legali del Cavaliere hanno parlato di "motivazioni sconnesse" e comunque hanno sempre dichiarato, così come lo stesso Berlusconi, , che i soldi elargiti alle ragazze erano semplicemente un risarcimento per i danni subìti a causa delle indagini infamanti dei magistrati. Ma i giudici negano questa possibilità prendendo a esempio il caso della giornalista Mediaset Silvia la quale non ha perso il lavoro ma ha anche ricevuto mensilmente il denaro di Berlusconi. Scrivono i giudici: "Alla donna, inoltre, Berlusconi risulta aver elargito, nel corso degli anni una cifra intorno agli 800 mila euro, pagandole integralmente dapprima un appartamento a Milano 2, poi un appartamento nel pieno centro di Milano (Piazza S. Stefano), oltre ad averle regalate varie autovetture; da ultimo, una Audi TT". Il tutto anche se "la donna non è inserita nell'elenco delle partecipanti alle cene" di Arcore e "non ha perso il lavoro in seguito all'emersione mediatica del caso, non avrebbe avuto alcun motivo per essere risarcita".
ECCO IL DISPOSITIVO FINALE DELLA SENTENZA RUBY BIS CON LA CONDANNA DI FEDE, MORA E MINETTI E LA TRASMISSIONI DEGLI ATTI PER LA NUOVA INDAGINE RUBY TER382Guarda la gallery
IN ARRIVO IL RUBY TER -  I giudici del Ruby bis condannano Emilio Fede e Lele Mora, definiti come "due compari" che "in totale sinergia procurano a Berlusconi i ì'programmi' che gli piacevano", vale a dire che secondo i giudici i due "individuano e selezionano giovani donne da condurre al suo cospetto e le inducono al comptomento di atti sessuali retribuiti". Nicole Minetti invece avrebbe svolto da intermediatrice con le ragazze, "disponibile per Berlusconi in virtù del rapporto di fiducia-amicizia-interesse-amore (?) che la univa a lui". Ma i giudici non si limitano alle condanne degli imputati. Viene disposta anche la trasmissione degli atti alla Procura che aprirà a breve una nuova indagine, già nominata Ruby ter. E da quanto trapela da ambienti giudiziari, i pm potrebbero anche chiedere un nuovo giudizio immediato a carico di Berlusconi con l'accusa di corruzione in atti giudiziari. Insomma, entro pochi mesi il Cavaliere potrebbe ritrovarsi alla sbarra di Milano per due processi: l'appello per concussione e prostituzione minorile e il primo grado per corruzione. Un quadro che fa molta paura a Berlusconi. Forse ora le notti, ad Arcore, sono piene di incubi.

OTTANTENNE GELOSA INCENDIA L'APE DEL SUO COMPAGNO


81enne gelosa incendia l'Ape del convivente

Un gesto di rabbia nei confronti del compagno settantenne. L'episodio è avvenuto a Cave, in provincia di Roma
 

Si più essere gelosi anche nella terza età. "L'ho fatto perchè mi ha fatto ingelosire" cosi un'anziana di 81 anni ha giustificato il suo gesto di rabbia: ha incendiato l'Ape del convivente, un uomo di 70 anni. L'episodio è avvenuto a Cave, in provincia di Roma. Un atto di gelosia ha detto la donna ai Carabinieri intervenuti sul luogo dell'incendio.

La dinamica. Si è procurata un accendino ed una cassetta di legno e approfittando dell'assenza del convivente ha dato alle fiamme l'Ape. La cabina del veicolo è andata completamente distrutta. La donna dopo essere stata a lungo interrogata ha confessato ed è stata denunciata per incendio doloso.
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