venerdì 17 dicembre 2021

UNA VALANGA SI E' PORTATO VIA JACOPO COMPAGNONI

Jacopo Compagnoni, guida alpina di 40 anni, fratello della campionessa di sci Deborah, è morto dopo esser stato travolto da una valanga.

Con un amico stava scendendo con gli sci d'alpinismo dal canale Nord del Monte Sobretta, a circa 2850 metri di quota, nel territorio comunale di Valfurva (Sondrio) quando è avvenuto il distacco.

La valanga aveva un fronte di un centinaio di metri e lo ha travolto. L'amico, illeso, ha prestato i primi soccorsi e ha chiamato subito il 112. Jacopo Compagnoni è stato trasportato con l'elicottero all'ospedale di Sondalo dove è deceduto. 

Jacopo Compagnoni è stato travolto attorno alle 12. Le sue condizioni sono apparse subito disperate a causa dei gravi traumi riportati. L'incidente a Compagnoni si è verificato mentre era in compagnia di un amico che, invece, è riuscito a salvarsi e a lanciare l'allarme ai soccorritori. E' stato lui a prestare i primi soccorsi a Compagnoni in attesa dell'arrivo dell'elicottero di Areu giunto tempestivamente sul luogo della tragedia. L'operazione di recupero è stata molto complessa. In un secondo volo il velivolo di Areu ha riportato a valle l'amico illeso.



giovedì 9 dicembre 2021

ULTIMO GP SENZA TITOLO

 Un circuito cittadino lungo 6 km, alla stregua di un binario delimitato da muri, ricorderebbe Montecarlo se non fosse per quelle 27 curve da affrontare a più di 250 km/h.

Eccolo presentato, il tracciato temporaneo di Gedda (Arabia Saudita) vocato allo spettacolo o meglio al pericolo, che rende per taluni la competizione sportiva più spettacolare.
Una direzione sportiva che si riconferma inadeguata a prendere decisioni quando vanno prese e per come vanno prese, cioè come da regolamento sportivo, dato che esiste. 
Chi preposto di dovere, in loco ha a disposizione i camera car e le telemetrie per fugare ogni dubbio. Noi, da casa abbiamo soltanto le immagini che ci arrivano dal televisore, eppure abbiamo subito capito quali fossero le intenzioni tra i due contendenti al titolo iridato, indipendentemente dal tifo.
In buona sostanza e senza troppi giri di parole, Max Verstappen voleva eliminare Lewis Hamilton e ci ha provato per tre volte, c'era proprio l'idea precisa di risolvere la gara in questo modo.
Max ha cercato l'incidente, il must in casa Red Bull é stato evidentemente a favore della scorrettezza più estrema, cercare di buttar fuori l'avversario per vincere.
Tutto ciò é apparso chiaro durante l'ultimo episodio tra i due, quando Max ha dovuto ridare la posizione in modo "strategico"(così come suggerito dal box via radio) al rivale, dopo avergli impedito il sorpasso spingendolo fuori dai track limits nella manovra precedente. Max ha piantato una vera e propria frenata in pieno rettilineo (in gergo, ha effettuato un break test) davanti a Lewis. Roba da bandiera nera immediata!
Lewis, però ha l'esperienza necessaria per rendersi conto del tranello teso da Max e se n'è guardato bene dal sorpassarlo in piena zona DRS, dove sarebbe stato sopravanzato di nuovo e subito. Quindi, Lewis é finito col tamponare Max, collisione che gli ha procurato un danno all'ala anteriore, ciò nonostante ha tirato senza il condizionamento di sapere quale fosse l'entità del danno ed è riuscito a guadagnare il gradino più alto del podio, sigillandolo anche col giro più veloce.
Lewis, Max e Valtteri Bottas sul podio in quest'ordine, ma il secondo se ne va mancando di rispetto al pubblico, allo sport e al suo talento.
Perché di talento Max ne ha da vendere, egli è di sicuro il leader della nuova generazione di piloti in F1, ma il suo più grande limite è quello di non saper ancora stare entro dei limiti.
La responsabilità di questo, in parte, la attribuisco a tutto il suo entourage che lo carica a molla rischiando di sporcare il suo valore. Max non ha bisogno di espedienti per vincere, se vuole diventare un campione deve battere l'avversario in pista e nella maniera più pulita possibile.
Oggi, siamo già alla vigilia dell'ultimo weekend di gara stagionale, Lewis e Max sono a parità di punti, con una gara in più vinta da Max, ciò vuol dire che se nessuno dei due finisse la gara magari a causa incidente il nuovo campione di F1 sarebbe Max. in quanto ha vinto un gran premio in più rispetto a Lewis.
Gli occhi sono tutti puntati alla prima curva di Yas Marina ad Abu Dhabi ed il fiato é sospeso.
Sarah Ressi





giovedì 25 novembre 2021

ECCO LE REGOLE DEL SUPERGREEN PASS IN VIGORE DAL 6 DICEMBRE 2021

 Ecco tutte le misure del decreto Super Green Pass approvato dal Consiglio dei Ministri

1️⃣ Introdotto dal 6/12 il green pass "rafforzato": si ottiene solo con vaccinazione o guarigione; la validità del green pass "rafforzato"
2️⃣
scende da 12 a 9 mesi;
dal 6/12/2021 al 15/1/2022 valgono le
nuove regole transitorie per le zone colorate; 3️⃣il green pass "base" sarà obbligatorio dal 6/12 anche per: alberghi, spogliatoi per l'attività sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale; 4️⃣l'accesso a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche, cerimonie pubbliche sarà consentito in zona bianca e gialla solo ai possessori di "green pass rafforzato", 5️⃣ulteriori limitazioni della zona arancione valide solo per chi non possiede il "green pass rafforzato", 6️⃣vaccinazione obbligatoria estesa a personale amministrativo sanità, docenti e personale amministrativo scuola, militari, forze di polizia, soccorso pubblico dal 15/12; 7️⃣richiamo obbligatorio per professioni sanitarie dal 15/12; 8️⃣rafforzamento sistema dei controlli: entro 3 giorni dall'entrata in vigore del dI, i Prefetti sentono il Comitato provinciale ordine e sicurezza, entro 5 giorni adottano il nuovo piano di controlli coinvolgendo tutte le forze di polizia, relazionando periodicamente. Norme che non sono cambiate: 9️⃣la mascherina resta non obbligatoria all'aperto in zona bianca e obbligatoria all'aperto e al chiuso in zona gialla, arancione e rossa. Sempre obbligatorio in tutte le zone portarla con sé e indossarla in caso di potenziali assembramenti o affollamenti; restano invariate le tipologie e la durata dei tamponi.




martedì 23 novembre 2021

UN SUPER PODIO TRA LE DUNE

 La F1 ha fatto il suo esordio in Quatar sul circuito di Losail, che si è dimostrato subito molto tecnico e veloce per le monoposto della massima categoria, una pista che non perdona sbavature di passaggio sui cordoli, pronti a mordere gli pneumatici fino a farli cedere del tutto, non a caso é andato in scena un vero e proprio Valzer delle forature, che ha coinvolto e stravolto i piani di diverse scuderie.

A parte la lotta a distanza tra i due contendenti al titolo mondiale, che ha visto Lewis Hamilton ridurre a otto i punti di svantaggio nei confronti di Max Verstappen, mettendosi nel taschino la vittoria n°102 della sua carriera, la sorpresa più grande della gara ce l'ha riservata un'inossidabile Fernando Alonso, che gareggiando strenuamente alla sua vecchia maniera è riuscito a portare l' Alpine Renault sul terzo gradino del podio.
Lewis, Max e Nando hanno formato un podio di altissimo livello agonistico.
Lewis in modalità "missione da compiere" doveva vincere ed ha vinto, è fuggito ed ha gestito senza alcun errore il suo margine di vantaggio.
Max doveva assolutamente rimediare al danno della penalità di cinque posizioni di arretramento sulla griglia di partenza, per non aver rispettato il regime di doppia bandiera gialla (segnale di grave pericolo in pista) durante l'ultimo segmento delle qualifiche.
Con un super scatto alla partenza ed in soli tre giri si è riportato in seconda posizione e lì è rimasto, podio compreso. 
Fernando si è trovato perfettamente a suo agio sulla sua Alpine Renault, che ha saputo ben interpretare questo nuovo tracciato effettuando le regolazioni giuste per un solo cambio gomme, una vettura scarica, con poca ala e veloce in rettilineo, la Renault che lo ha reso bicampione del mondo, è stata in grado di esaltare le sue doti di guida come allora.
Ahimè, le dolenti note riguardano la Ferrari, che ha mostrato tutti i suoi limiti nella gestione delle gomme, pertanto Leclerc e Sainz sono stati costretti a mantenere un ritmo gara conservativo, nel timore di distruggerle. 
Entrambe le vetture sono rimaste incastrate nel gruppone centrale, che ricorda un po' il "Purgatorio" dantesco.
Finiscono così, doppiate, un 'altra volta.
Sarah Ressi




giovedì 18 novembre 2021

SAM BAOLO

 Quello che si è appena svolto in Brasile è stato, senza alcun dubbio, il weekend più emozionante dell'era moderna della F1. 

Terzo e ultimo appuntamento di stagione col format della Sprint Qualifying, che prevede la sessione di qualifica anticipata al venerdì, per decidere la griglia di partenza della mini gara di 100 km del sabato, il cui ordine d'arrivo determina lo schieramento di partenza della classica gara domenicale.
Il sabato mattina comincia decisamente in salita per Mercedes, poiché viene riscontrata un irregolarità tecnica dell'alettone posteriore (DRS) della monoposto campione del mondo in carica ed il provvedimento della FIA é fra i più pesanti: "Squalifica!".
Cancellato il tempo della Pole Position messa a segno il venerdì, la vettura n°44 prenderà parte alla mini gara dal fondo dello schieramento.
Un colpo da knockout per Lewis Hamilton e per le sue speranze mondiali. 
A questo si somma la penalità da scontare domenica in gara, ovvero l'arretramento di 5 posizioni in griglia, dovuta ad una nuova sostituzione del motore endotermico.
Insomma, sembra proprio si stia levando il canto del "De profundis" attorno a Ginetto, quando lui decide che non ci sta!
Complici la sua proverbiale grinta, un motore fresco da spremere ed il pubblico di Interlagos, che lo incita come se fossero i suoi connazionali a Silverstone, ed è nuovamente "Hammer Time"!! 
Un professionista a passo di samba che sorpasso dopo sorpasso, recupera 25 posizioni totali in due gare e firma la più bella opera d'arte della sua carriera, incorniciandola con l'ultimo sorpasso costruito di mestiere sull' "arcinemico" Max Verstappen. 
Ha vinto di forza Lewis, ha vinto contro tutti... Contro le squalifiche, contro le penalità, contro i pasticci tecnici del suo stesso team e continua a mettere nel mirino quel numero 8, l'ultimo record da infrangere, la leggenda, l'infinito.

Sara Ressi




sabato 13 novembre 2021

OGGI POMERIGGIO I FUNERALI DI GIOELE E DELLA MAMMA VIVIANA

 Oggi pomeriggio, alle 15, sarò scritta la parola fine sulla drammatica vicenda che ha tenuto banco per tutta l’estate del 2020. Saranno celebrati, a distanza di quindici mesi dal ritrovamento dei loro cadaveri, i funerali di Viviana Parisi, la deejay di 41 anni e del figlioletto Gioele di 4 anni. La cerimonia si terrà al Duomo di Messina. Funerali decisi dalla famiglia a pochi giorni dall’archiviazione decisa dal gip di Patti (Messina) Eugenio Aliquò che ha accolto in pieno la richiesta del Procuratore Angelo Vittorio Cavallo, secondo cui la donna si è uccisa dopo avere ammazzato il figlio. Come ha scritto il gip, che ha depositato la decisione tre settimane dopo l’udienza preliminare che si è tenuta lo scorso 22 ottobre, le ricostruzioni “degli esperti e della famiglia” sono “illogiche”. Anche se la famiglia non si rassegna e il marito di Viviana, Daniele Mondello, continua a chiedere “verità e giustizia”. 

Dunque, per il gip Aliquò né Viviana né Gioele, avrebbero subito aggressioni, umane o animali. Mentre secondo la tesi dei consulenti dei familiari, invece, sia la mamma che il figlio sarebbero morti in una cisterna e poi sarebbero stati estratti da lì e portati via. Tesi totalmente respinta sia dalla Procura che dal gip. Il gip ha ritenuto “carente, irragionevole e contraddittoria sotto il profilo logico”, la ricostruzione degli esperti nominati dalla famiglia. In quasi 500 pagine di provvedimento il gip smonta, punto dopo punto, la ricostruzione dei familiari di Viviana Parisi e del piccolo Gioele Mondello. Per la Procura Viviana Parisi, quel giorno di agosto del 2020, dopo avere avuto un incidente in galleria sull’autostrada Messina-Palermo, si sarebbe allontanata con in braccio il bambino (ancora vivo) e si sarebbe dirette nei boschi di Caronia. Qui avrebbe ucciso il piccolo e poi si sarebbe gettata dal traliccio dopo la morte di Gioele. Sulla morte del bimbo non ci sono certezze, come emerso dai numerosi esami effettuati. Anche perché il corpicino rinvenuto non era nemmeno integro. Ma un fatto è certo: Gioele non ha subito aggressioni dagli animali dopo la sua morte.  

“Secondo i consulenti degli opponenti dal criminologo Carmelo Lavorino e dal medico legale Antonio Della Valle – scrive il gip Aliquò – Viviana e Gioele sarebbero precipitati (caduti o lanciati ancora non si sa) dentro un invaso (un pozzo o una cisterna) con mezzo di acqua sul fondo e sarebbero morti per asfissia. Quindi, non vi sarebbe stata alcuna uccisione del piccolo Gioele da parte di Viviana, alcun suicidio o lancio dal traliccio da parte di quest’ultima”. I consulenti dei Mondello dicono invece: “In realtà si tratta di un’abile messinscena organizzata da una combinazione criminale motivata e coinvolta tramite la traslazione dei cadaveri in zone sensibili proprio per inscenare il suicidio o la disgrazia ed allontanare da sé ogni responsabilità – Viviana e il piccolo sono precipitati (caduti o lanciati ancora non si sa) nel bosco di Caronia all’interno di un invaso con circa 50 cm d’acqua sul fondo: un pozzo, una cisterna, un contenitore profondo 3-4-5 metri. I due sono precipitati contemporaneamente”. 

“Poi i due corpi, in tempi diversi – secondo i consulenti della famiglia – sono stati estratti dal fondo del pozzo con le mani e con appositi strumenti da parte di qualche soggetto ignoto: Viviana tirata fuori la tarda sera del 3 agosto o la mattina del 4 e trasportata con apposito mezzo per la messinscena e il depistaggio e, nel trazionamento, le vengono strappati i capelli: Gioele, tirato fuori successivamente (anche la mattina del 4 agosto) e depositato nel tragitto fra la zona piazzola e la zona traliccio, senza escludere che sia stato conservato in un contenitore di plastica e posizionato successivamente sul luogo di rinvenimento, dove il corpicino è stato oggetto di scempio da parte della fauna selvatica. I corpi dei due sono stati tirati su e fuori per essere oggetto di macabra messinscena al fine di un meditato depistaggio per autosicurezza e presa distanza dall’evento mortale”. 

Ma il gip smonta questa ipotesi: “È una ricostruzione fortemente illogica se sol si considera che agendo in tal modo tali soggetti, anziché esporsi alle conseguenze civili e penali di un possibile addebito a titolo di omicidio colposo avrebbero corso il rischio di lasciare sui corpi di Viviana e Gioele impronte digitali, materiale biologico o, comunque, qualsiasi altro tipo di traccia o segno loro riconducibile, materiale cioè utile all’estrazione del profilo Dna e per le successive analisi comparative, in guisa da vedersi fondatamente mutare il titolo di reato ipotizzabile a loro carico da omicidio colposo a omicidio volontario pluriaggravato”. 

“Quale soggetto dotato di un minimo discernimento avrebbe, quindi, compiuto un’azione così rischiosa e ingiustificata, anziché come avrebbe fatto chiunque collaborare con gli inquirenti?”, dice il gip. Dunque, da un punto di vista giudiziario la vicenda di Viviana e del piccolo Gioele è stata chiusa. Ma Daniele Mondello, il marito di Viviana Parisi non si rassegna e dice: “All’inizio di questa vicenda il mostro ero io: oggi sappiamo che Viviana, esattamente come mi aveva detto, fosse uscita di casa solo per comprare un paio di scarpe a Gioele. Oggi qualcuno, a Caronia, festeggia ma verità e giustizia sono stelle che nessuna menzogna può oscurare. Sulle responsabilità dei vigili del fuoco, giorno 23 ottobre, ho presentato autonoma denuncia”. Si aprirà un nuovo capitolo? 



FONTE ADN KRONOS

giovedì 11 novembre 2021

MESSICO E NUVOLE NERE MERCEDES

 Sul tracciato messicano l'agile passo della Red Bull è stato a dir poco letale per una Mercedes che si è mostrata sin da subito in affanno, è stato evidente che le mancasse l'assetto da gara.

Bottas scattato al via dalla prima posizione s'è preoccupato di più di chiudere Hamilton a destra, piuttosto che girare lo sterzo verso sinistra, cioè verso l'avversario vero, quel Verstappen che tanto incredulo quanto pronto, si è ritrovato con un'autostrada libera davanti a sé e per giunta, sul lato gommato della pista!
Ciò gli ha consentito di ritardare la frenata staccando da paura alla prima curva, sfilando entrambe le Mercedes. Poi, di lui si son perse le tracce per 70 giri, salvo ritrovarlo festante sul gradino più alto del podio, con in tasca 19 punti di vantaggio pesantissimi su Hamilton in ottica mondiale a sole 4 gare dalla fine.
La manovra di Bottas é stata sicuramente volontaria, non è che ha preso una buca che lo ha madato verso il suo compagno, però non l'ha fatto con malizia... Ha fatto come tutti quelli che con la smania di fare la cosa giusta al momento giusto, poi cannano e di brutto!
Il fido scudiero della casa di Stoccarda ha semplicemente perso lucidità alla partenza, tant'è che non ha nemmeno considerato di coprire la propria posizione, così come è già capitato in passato. Poi, una toccatina con Ricciardo e finisce in testacoda, da qui rimane imbambolato fino all'ultimo giro. 
Hamilton rimasto solo a fare come sempre più spesso accade, "tutto quel che può con tutto quel che non ha", anche questa volta non si arrende all'evidente superiorità Red Bull e partito secondo è riuscito ad agguantare il secondo gradino del podio, benché stremato dalla fatica di aver tenuto dietro Perez, con l'altro missile Red Bull sotto il sedere, ma al messicano non è bastata la potenza motrice per sorpassare l'epta campione del mondo, che gli ha fatto vedere come si fa a fare la differenza.
Comunque andrà a finire, Hamilton e Verstappen sono dei fuoriclasse capaci di dare prestigio non solo alla vittoria, ma anche alla sconfitta. 
Finalmente la rossa di Maranello s'è degnata di scavalcare McLaren nella classifica costruttori, riposizionandosi così in terza piazza, ma ha comunque il sapore di una magra consolazione, poiché in terra messicana entrambe le vetture perdevano più di un secondo a giro ed un totale di più di 80 secondi dal leader del Gran Premio.
Eppure, l'ingegner Mattia Binotto,Team Principal del Cavallino "arrancante", l'ha definita una gara utile, come sempre riferendosi al prossimo anno.
Peccato che ogni anno, ormai da tempo, dice fesserie di questo genere.
Ma tra un: "c'è qualcosa che ci sta sfuggendo" ed un "perché poi si tratta di capire"...
In definitiva, che cos'hanno capito? 
Sarah Ressi