In piazza Firenze nel cuore di Milano, sbarca il buono del Veneto, vino, cibo e tanta cortesia, questi gli ingredienti del Manes, un locale che ha aperto i battenti qualche giorno fa in piazza Firenze a Milano. Ma non si tratta di uno dei tanti bar che affollano le piazze e le adiacenti vie della città meneghina ma di una vera e propria oasi di bontà made in Veneto. In particolare al Manes troverete il meglio della produzione vinicola della zona di Conegliano e la grande capacità e cortesia nel servizio, i prezzi sono assolutamente accessibili vista l'alta qualità dei prodotti offerti, una particolare attenzione è riservata agli aperitivi predisposti con cura dal personale altamente qualificato del locale, insomma al Manes ci si va per bere un caffè, per una pausa pranzo o semplicemente per gustarsi un aperitivo o un buon vino, certi che una volta usciti di li ci si torna sicuramente volentieri.
un blog dove scambiarsi opinioni ed idee in nome della libera partecipazione democratica
lunedì 12 novembre 2018
sabato 13 ottobre 2018
ROGOREDO. ARRIVANO I PRESIDI SANITARI AL BOSCHETTO DELLA DROGA
Ora sarà tutta una corsa ad assumersi la paternità dell'arrivo oramai prossimo non di uno ma di due presidi sanitari al boschetto della droga di Rogoredo. Ora che la notizia che l'assessore alla sanità della regione Lombardia Giulio Gallera ha dato il via libera all'apertura dei due presidi sanitari nelle adiacenze del boschetto è stata pubblicata dai media, ed in particolare dal Corriere della Sera spunteranno come funghi coloro che dichiarano di essere sempre stati favorevoli al presidio sanitario al boschetto dove ogni giorno si vende morte a quattro soldi. Noi sappiamo che non è cosi, infatti uno e uno solo è il fautore iniziale di questa proposta che era stata accolta con non poco scetticismo da più parti e che ora invece, per fortuna aggiungo io, vedrà la luce. Il fautore di questa iniziativa si chiama Antonio Simone, lui con gli amici di Italia Victrix ha lanciato la proposta di istituire un presidio sanitario fisso al bosco di Rogoredo, a lui il merito dell'idea e la costanza nel proporla anche attraverso i media e le televisioni fino ad oggi quando la proposta è stata dapprima caldeggiata dall'assessore milanese Majorino e poi raddoppiata e rilanciata dal responsabile della salute della Regione Lombardia. Seguiremo la vicenda passo dopo passo, verificando quello che succede e insieme con gli amici di Italia Victrix faremo in modo che questa promessa non rimanga sulla carta ma diventi un fatto concreto che aiuti la salute di migliaia di questi sbandati che ogni giorno rischiano la morte bucandosi, per il momento diciamo il nostro grazie non certo o almeno non solo a Majorino e Gallera, ma all'amico Antonio Simone e a chi con lui ha sostenuto la sua idea oggi a un passo dal concretizzarsi.
domenica 30 settembre 2018
TIPI STRANI DA SUPERMERCATO: IL PUNGITORE DI POLLI ARROSTO.
Non c’è da stupirsi piu di tanto
se sui giornali leggiamo che vengono arrestati dei rapinatori seriali di kinder
bueno (e non è uno scherzo), infatti basta passare qualche mezzora in un
supermercato con gli occhi alzati da prezzi e prodotti per vedere che ci sono
personaggi che meritano la nostra attenzione ed in alcuni casi la nostra
compassione ed in altri suscitano invece ilarità. Non stiamo parlando di chi
per fame ruba un frutto o una scatola di biscotti o pasta, ma di personaggi che
starebbero meglio in un ospedale psichiatrico. Basta un po di attenzione per
rendersi conto di situazioni assurde. Oggi vi parliamo di una coppia, non
sappiamo bene se marito e moglie o semplicemente conviventi o amici, loro
operano in particolare nei supermercati della zona di Quarto Oggiaro a Milano,
i due si sono dati un compito specifico che è quello per lui di controllare la
cottura dei polli arrosto e per lei invece il compito è liberare dall’olio di
palma i supermercati, cosi almeno sostengono ogni qualvolta vengono presi in
flagraza. Ma vediamo i fatti, lui un signore di mezza età all’apparenza anche
abbastanza colto, si aggira con una forchetta, anzi un mini forchettone, (nascosto
nella giacca o sotto la camicia) presso il reparto gastronomia dei vari
supermercati e vede bene ogni volta di provvedere a punzecchiare con il
forchettone i polli arrosto. Pizzicato dal personale e dalle guardie si difende
dicendo che i polli non sono arrostiti ma cotti a vapore e solo dopo si
provvede alla doratura della pelle. Ovviamente siamo di fronte a un delirio,
chi scrive non mangia i polli, e nemmeno il resto della carne, ma vedere uno
che in maniera semiclandestina si aggira tra i polli arrosto per poi prenderli
a forchettate fa venire assolutamente da ridere, se non altro per il gesto in
se. Ma non è tutto infatti anche la sua compagna non è da meno, questa si è
data l’incarico di asportare l’olio di palma ed i prodotti che lo contengono,
ma cosi come il rapinatore seriale delle merendine, si guarda bene, la signora,
dal portare via le confezioni di olio, no, la signora se la prende con le
confezioni maxi di nutella. Una volta fermata con una borsa piena di confezioni
di nutella trafugate si è appunto difesa dicendo che stava asportando l’olio di
palma e che la direzione del supermercato doveva ringraziarla per la sua opera
che lei considerava meritoria. Che dire? In alcuni casi non vorremmo essere nei
responsabili del settore sorveglianza dei supermercati in quanto spesso si
trovano indecisi se chiamare i carabinieri o sperare in un tso che tenga
lontano almeno per un po i personaggi come i due che abbiamo citato. Ma questa
non è che la prima puntata, nei prossimi giorni vi parleremo di quelle signore
che sfogano le loro frustrazioni facendo discorsi al pane e in un caso anche ai
melograni. Che dio ce la mandi buona.
Lorenzo croce
giovedì 13 settembre 2018
VERGOGNA MILANESE. DAVANTI A STARBUCKS NON PASSANO LE CARROZZINE DEI DISABILI.
Nei giorni scorsi si è aperto il nuovo esercizio commerciale di Starbucks in piazza Cordusio nel palazzo delle vecchie poste, una vicenda questa di cui si è ampiamente parlato, noi vogliamo sottolineare invece una grave carenza che non sappiamo se voluta dal comune di Milano o messa in atto dai gestori dell'esercizio commerciale, che nel limitare i tavolini esterni presenti sulla piazza si sono dimenticati di lasciare lo spazio necessario per il passaggio delle carrozzine per disabili ma per i passeggini dei bambini su quello che rimane pur sempre un importante marciapiede pubblico a pochi passi da Piazza Duomo. Non sappiamo ancora chi è il responsabile di tale scelleratezza, ma speriamo che si ponga un rimedio serio alla questione allargando lo spazio del marciapiede e se si restringe un po per i clienti del locale, be non ce ne frega niente, se ne faranno una ragione e se non se la fanno sono tutti problemi loro. Noi tuteliamo i deboli. Il sindaco di Milano e i suoi collaboratori fanno altrettanto?
martedì 11 settembre 2018
ABBIATEGRASSO. CHIUDE IN ANTICIPO LA SALA D'ASPETTO DELLA STAZIONE E CACCIANO I PENDOLARI AL FREDDO SOTTO LA PIOGGIA
Il "fattaccio" è accaduto attorno alle 19.45 di venerdi scorso, 7 settembre alla stazione ferroviaria di Abbiategrasso. Quella sera diluviava a dirotto, un temporale estivo, anzi quasi una botta d'acqua vera e propria e molti pendolari appena scesi dal treno in arrivo da Milano Porta Genova e diretto a Mortara sprovvisti di ombrello avevano trovato rifugio nella sala d'aspetto in attesa che il temporale passasse e smettesse di cadere la pioggia. Ma nonostante la presenza di tanta gente, e nonostante non fossero ancora le 20,00 (ORARIO PREVISTO PER LA CHIUSURA DELLA SALA DI ASPETTO) l'addetto ha invitato tutti a uscire sotto la tettoia della stazione in quanto doveva chiudere la sala lasciando tutti fuori sotto la tettoia colabrodo e al freddo (le temperature di esano abbassate di oltre 10 gradi quel giorno) . Da qui la protesta di diversi pendolari che dapprima hanno chiesto spiegazioni ricevendo in cambio generiche dichiarazioni dell'addetto alla sala di aspetto e poi rivolgendosi direttamente con i reclami a Trenord che ha visto bene di scaricare tutto su RFI dichiarando che le strutture sono in capo a Reti Ferroviarie Italiane. Un vero e proprio scarica barile che ha creato l'ennesimo disagio ai pendolari di una delle linee più martoriate e con il maggior numero di treni in ritardo e cancellati di tutta la rete Trenord. Oltre al danno la Beffa. Vergogna TRENORD.
sabato 8 settembre 2018
ESSELUNGA CERTOSA UN SUPERMERCATO CHE PARE CASA MIA
Andare al supermercato può essere un piacere? Un posto che dove oltre a comperare quello che serve, a prezzi adatti alle proprie tasche ti fa sentire casa, e comunque ti permette di fare due chiacchere e scambiare un sorriso con le persone in un momento di questa vita frenetica, o addirittura riuscire a scambiare due parole nel dialetto delle tue parti e scorprire che hai amicizie in comune con il direttore o con la capocassiera? Si, è possibile, cosi come è stato possibile vedere esplodere in una risata liberatoria una di quelle che conta (ma che arriva da un'altra slunga) che di solito la vedi sempre indaffarata a correre e far correre (forse troppo dal mio punto di vista di cliente) le cassiere e le commesse del supermercato con fare deciso. Un insieme di diverse anime, e diversi corpi tutte e tutti con il grembiulino blu che in un'altra occasione le omologherebbe ma che invece qui conosci per nome, come per nome conosci, il panettiere, il gastronomo, quelli che fanno le guardie, e le cape e i capi... li conosci per nome, non perchè tu sia un privilegiato, non perchè io sia un privilegiato, ma perchè forse qui nella ESSELUNGA CERTOSA di via Palizzi a Milano è rimasto intatto lo spirito del Caprotti, del padre fondatore, del padre appunto. Uno stile che non abbisogna solo di ordini da eseguire, ma anche di scambi di sorrisi, di ammiccamenti, di amicizie, e mi sa anche di matrimoni o fidanzamenti nati dentro quelle mura. Insomma un luogo dove vivere prima che lavorare, dove sentirsi a casa prima che in negozio. E questo spirito, ne parlavo ieri sera con la Michela (capocassiera e se sbaglio titolo mi perdonerà) ma anche con Sabrina, Mariaconcetta, la Nunzia e le altre che sotto quel grembiule blu, hanno un anima e sotto quel velo di trucco una bellezza interiore che ti fa luce (e parlo di tutte nessuna esclusa). Insomma una realtà dove ci trovi il pane, la frutta e i giornali, ma anche dove con un attimo di attenzione ci trovi la vita vissuta, di persone diverse, a volte molto diverse tra loro che ci lavorano e che senza nascondere i problemi che nascono ogni giorno in un luogo di lavoro dove ci sono decine di umani indaffarati riescono sempre a fare la sintesi che permette alla macchina di funzionare e senza particolari problemi o musi lunghi. Certo non sto parlando del paradiso, e parlo da esterno di quello che vedo e di quello che in questi anni mi hanno trasmesso le persone che ho incontrato li, alcune delle quali diventate amiche, altre semplici conoscenti con cui dire una battuta o parlare di animali (dal coniglio della Michela alle tartarughe del panettiere barbuto), insomma un mondo nel mondo che va preso ad esempio non per lo spirito che lo contraddistingue non solo in apparenza, ma per le persone che lo compongono, una ad una, uno ad uno, diversi ma tutti messi insieme in una macchina che ogni mattina riapre i battenti ed ogni sera li chiude sapendo di doverli riaprire poche ore dopo. Devo essere sincero, quello che mi ha più sorpreso è stato il direttore, all'inizio quando lo vedevo lo immaginavo un muso lungo, un po rompiballe... be mi sono dovuto ricredere, e ricredere alla grande, quando l'ho sentito parlare nel mio dialetto, del resto uno di Ossona mica può essere un rompiballe, ma al massimo la quintessenza dell'attenzione che deve essere messa nel gestire la macchina, e non da meno è simpatico come la Michela e le altre, faccio un paio di nomi senza andare oltre, certo che chi non è citato non si offende, ma semmai si sente parte di una squadra, che secondo me i capi in alto loco dovrebbero valorizzare di piu e per questo lancio un appello: Cari capi e cape (figlie di Caprotti in primisi): queste sono davvero brave, cazzo dategli sto benedetto aumento e sto super premio produzione che lo meritano, tutti e tutte nessuna esclusa.
Lorenzo Croce
LE STRANE PETIZIONI SENZA EFFETTO....
Questo vuole essere un atto di accusa, di accusa contro l'ignoranza di chi firma le petizioni che vengono proposte per le strade senza verificare se queste avranno o meno un seguito, ma sopratutto contro coloro che queste petizioni le promuovono in diversi campi: da quelli che dicono che raccolgono le firme contro la droga, e poi scopri che sono loro stessi drogati e che quelle raccolte firme servono solo ed esclusivamente a raccogliere soldi che useranno poi per comperarsi l'eroina o peggio, fino a coloro che promettono di liberare i parchi dagli extracomunitari e raccolgono firme a cui aderiscono anche le personalità politiche pur sapendo che sono firme senza valore, in quanto raccolte non sotto un testo specifico rivolto ad una specifica autorità e per giunta senza chiedere copia del documento per identificare chi firma, ma che oltre ad illudere gli allocchi in tutti i casi portano nel peggiore dei casi soldi nelle casse dei furbacchioni, nella migliore delle ipotesi visibilità mediatica. Quindi, senza dilungarmi troppo, prima di firmare controllate due cose, la prima che vi sia un testo base al quale fare riferimento perchè voi non firmate contro o a favore di qualcosa di astratto, ma la vostra firma per avere valore deve essere accompagnata dagli estremi del vostro documento e sopratutto avere una lettera che voi sottoscrivete, altrimenti è fuffa di chi vi sta raccontando un sacco di fregnacce.
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