venerdì 28 dicembre 2012

SCHIAVI A CINQUE ANNI IN INDIA

Il Parlamento indiano si sta per fermare, senza aver esaminato la legge contro il lavoro minorile più dura della storia. La proposta di legge inoltre, pur essendo sostenuta dalla maggioranza dei parlamentari, è stata lasciata ad attendere per settimane, perché ritenevano non fosse una “priorità”!

L’India è la patria mondiale del lavoro minorile: già all’età di cinque anni i bambini vengono venduti ai trafficanti e costretti a lavorare come moderni schiavi, subendo abusi e percosse. La nuova storica proposta di legge vieterebbe del tutto qualsiasi tipo di lavoro minorile al di sotto dei 14 anni, fornendo uno stipendio alle famiglie disagiate per permettere ai loro figli di andare a scuola. I membri del Parlamento hanno però lasciato che la proposta finisse fuori dall’agenda dei lavori, così ora le organizzazioni indiane per i diritti dei bambini hanno disperatamente bisogno del nostro aiuto per aumentare la pressione pubblica.

Se noi membri di Avaaz uniamo le forze possiamo fare in modo di attirare l’attenzione globale sulla proposta, spingendo i membri del parlamento a votarla. Firma quest’urgente petizione e spargi il più possibile la voce! Quando raggiungeremo 1 milione di firme, consegneremo il messaggio al parlamento insieme a ex bambini lavoratori:

http://www.avaaz.org/it/india_child_labour_g1/?boypsdb&v=20430

Un numero impressionante pari a 250 milioni di bambini lavora in miniere, cave e fabbriche in tutto il mondo. Tutte le nazioni hanno firmato un accordo per inserire lo sradicamento del lavoro minorile al centro dei propri programmi nazionali sull'istruzione. L’India, al contrario, è sede della più ampia forza lavoro minorile del mondo. Se la nuova legge fosse approvata, vieterebbe il lavoro minorile al di sotto dei 14 anni e tutti i lavori pericolosi per i minori di 18 anni. La legge prevede inoltre sovvenzioni a sostegno delle famiglie più disagiate, proteggendo così il diritto all’istruzione gratuita e provvedendo a fornire loro uno stipendio per compensare le perdite economiche.

I critici affermano che il vero problema non è la legge, quanto piuttosto la sua cattiva applicazione. In effetti, in India negli ultimi tre anni meno del 10% delle 450.000 denunce di lavoro minorile sono state perseguite dalla debole legge vigente. La nuova legge sarebbe però in grado di assestare qualche duro colpo a questo sistema. La polizia infatti non dovrebbe più attendere l’ordine da parte della corte per agire. Qualsiasi forma di lavoro minorile a fini commerciali al di sotto dei 14 anni diventerebbe illegale e, al posto di multe insignificanti o brevi condanne in prigione, i criminali dovrebbero affrontare pene più severe.

Sebbene la maggioranza dei parlamentari abbia affermato di voler appoggiare la proposta di legge, non è stata posta alcuna urgenza politica per metterla ai voti. Ogni singolo giorno in cui viene rimandata, però, altri bambini sono costretti a una vita di stenti all’interno delle fabbriche. Sta a noi spingerli oltre. Firma la petizione indirizzata ai parlamentari indiani ora e diffondila quanto più possibile:

http://www.avaaz.org/it/india_child_labour_g1/?boypsdb&v=20430

Molte volte la comunità di Avaaz si è mobilitata per difendere i bambini e i più bisognosi. Solo poche settimane fa, 1,2 milioni di noi hanno unito le forze per far approvare il più completo programma sull’istruzione in Pakistan. Il modo in cui trattiamo i nostri bambini è il metro della nostra moralità ... ed è arrivato il momento di fare passi decisi contro gli abusi nei loro confronti. Uniamoci e facciamo sentire la nostra voce per il futuro dei bambini indiani.

Con speranza e determinazione,

Jamie, Alice, Alex, Alaphia, Lisa, Jeremy, Ricken, Dalia, Rewan, Michelle e tutto il team di Avaaz


FONTI:

India al bivio: domani si vota legge che abolisce il lavoro minorile (AGI)
http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201212191521-ipp-rt10192-india_al_bivio_domani_si_vota_legge_che_abolisce_lavoro_minori

India, slitta legge su divieto lavoro minorile (L’Indro)
http://www.lindro.it/politica/2012-12-20/63012-india-slitta-legge-su-divieto-lavoro-minorile

India / Domani parlamento vota su abolizione lavoro minorile (Il Mondo)
http://www.ilmondo.it/esteri/2012-12-19/india-domani-parlamento-vota-abolizione-lavoro-minorile_163957.shtml

India, in arrivo la legge contro il lavoro minorile? (Inviato Speciale)
http://www.inviatospeciale.com/2012/12/india-in-arrivo-la-legge-contro-il-lavoro-minorile/

martedì 25 dicembre 2012

IL MEGLIO 2012 DI MICHELA BRAMBILLA (FOTO)

i NUOVI MOSTRI.....
MICHELA E IL CAVALIERE PERDUTO....
MICHELA LA PICCANTE...



POESIA DI NATALE DI BENITO MUSSOLINI

ho ritrovato e pubblico questa poesia natalizia del 1944 che ha un autore particolare...

“Gesù Cristo si vede a Betlemme,
si conosce a Nazareth,
si ammira sul Tabor,
è creduto sul Golgota,
si ama attraverso il Vangelo.
E’ l’unico il vero Rivoluzionario
che della Sua Croce fece leva e bandiera
per sollevare il mondo allo splendore
della Fede Divina.
Io lo vedo come l’asse della Storia,
ed i secoli danzarGli intorno.
Gli uomini si appoggiano alla Croce,
guardano i Suoi occhi
che rischiarano le vie dell’eternità.”
Benito Mussolini

domenica 9 dicembre 2012

MORTO RICCARDO SCHICCHI IL RE DEL PORNO ITALIANO

È morto a Roma, all'ospedale Fatebenefratelli, Riccardo Schicchi, 60 anni, fotografo, regista, ma soprattutto noto imprenditore del porno italiano. Lo ha confermato l'ex moglie Eva Henger. Era nato in Sicilia ad Augusta il 12 marzo 1952. Secondo quanto si è appreso il decesso è avvenuto nel tardo pomeriggio nel nosocomio dove era ricoverato da diversi giorni per diverse complicanze legate al diabete.LA CARRIERA - Diplomato al liceo artistico con specializzazione in fotografia, iniziò la carriera come fotografo per «Epoca», facendo dei reportage da vari luoghi del mondo, anche in zone di guerra. L'incontro con la modella ungherese Ilona Staller, poi soprannominata Cicciolina, segno una svolta alla sua carriera. Dopo gli inizi con una trasmissione radiofonica e le prime trasgressioni nel mondo della fotografia, nel 1979 realizza il primo soft-porno italiano, e primo film in assoluto con protagonista Ilona Staller: «Cicciolina amore mio». Nel 1983 fondano assieme Diva Futura, agenzia per modelle e modelli che si dedicano al mondo dell'erotismo.

FILM PORNO - Nel 1985 il primo film hardcore italiano in pellicola: «Telefono Rosso», sempre con la Staller. Dopo un primo tentativo di approdo in politica con la Lista del Sole negli anni '70, Schicchi entra nel Partito Radicale di Marco Pannella. Lancia poi altre modelle, tra cui Malù (al secolo Ileana Carisio), e soprattutto Moana Pozzi. Nel 1990 è tra i fondatori del Partito dell'Amore, che non arriva al quorum per approdare alla Camera.

IL RICORDO DI SIFFREDI - «È stato un padre per me, a Riccardo devo tutto. Per l'Italia della pornografia questo è un grave lutto» è il primo commento di Rocco Siffredi una delle star del porno italiano. «Non c'è stato nessuno come lui che ha creduto così tanto al made in Italy pornografico. Sono nato con lui, nell'agenzia Diva Futura. Avevo 20 anni quando mi scelse: sono stato l'unico uomo tra tutte le sue donne Cicciolina, Moana, Malù, Ramba, accettato perchè era un amante della bellezza», prosegue Siffredi, l'attore porno italiano famoso in tutto il mondo. Il divo del settore parla di Schicchi con trasporto, riconoscendo come «sia stato lui a sdoganare tutto il mondo del porno, all'epoca di Ilona Staller, del partito dell'Amore e di Diva Futura. Io sono venuto dopo e grazie a lui, a me dicevano che ero un figo, lui si prendeva gli insulti dei benpensanti». Per Siffredi, «Schicchi ha sempre fatto questo lavoro con passione, pensando ad un'arte. Certo aveva fiutato il business, è stato un genio del porno italiano, ma lavorava con grande trasporto». Siffredi ne racconta anche la parabola amara, «malato da anni, praticamente cieco e con le gambe che si sbriciolavano, ma sempre con quel sorriso stampato. I suoi ultimi lavori erano la cura di qualche ragazza in chat, non certo la fine che meritava».

LE MUTANDINE DELLA BRAMBILLA (FOTO)



domenica 28 ottobre 2012

SE OGGI DECIDI DI ESSERE MIGLIORE STAI GIA’ MODIFICANDO L’UNIVERSO

RICEVIAMO E VOLENTIERI DIFFONDIAMO
UNIVERSALISMO

l’unico futuro possibile



Associazione Vegetariana Animalista

Associazione di Volontariato Onlus affiliata all’EVU

via Cesena 14 Roma 00182 tel. 06 7022863 – 3339633050

vegetarianiroma@fastwenet.it; c.c.p.n. 58343153; c.f.n. 97365030580

In collaborazione con ABIN (Associazione Bergamasca di Igiene Naturale)

www.vegetariani-roma.it; www.universalismo.it; www.medicinanaturale.biz


SE OGGI DECIDI DI ESSERE MIGLIORE STAI GIA’ MODIFICANDO L’UNIVERSO



COSCIENZA COSMICA

Come il piccolo così il grande

Franco Libero Manco



Come ogni particella vive in simbiosi con le altre e non può vivere separata dall’organismo di cui è parte, allo stesso modo l’organismo non può esistere senza le cellule che lo compongono. Una cellula (l’uomo) che vivesse in antagonismo con le altre cellule metterebbe in pericolo se stessa e l’organismo (la società) di cui fa parte. Una cellula impazzita può generare il cancro come un uomo malvagio può mettere in pericolo la sua vita e quella dei suoi simili.



L’io individuale è un frammento dell’Io assoluto. La coscienza collettiva è parte della Coscienza cosmica; il pensiero individuale è un frammento dell’Intelligenza universale. Come la materia si esprime attraverso le forme così la Coscienza cosmica si manifesta attraverso la moltitudine di coscienze individuali. In sostanza la coscienza individuale è la parte più piccola dell’unica Coscienza cosmica che esiste e di cui fa parte, perché non può esistere materia, percezione o intelligenza isolata: tutto ciò che esiste fa parte dell’Uno, del Tutto cosmico.



La materia di cui è fatto il nostro organismo è parte della materia di cui è fatto l’intero universo. I nostri singoli corpi sono parti dell’umanità e l’umanità è una. Se una sola parte di un organismo è sofferente l’intero organismo ne risente ed è in pericolo di vita. Come esiste il corpo singolo, il corpo collettivo e il corpo cosmico così esiste il pensiero singolo, collettivo e cosmico.



Ogni organismo vivente è la sintesi formale ed energetica di tutto il contesto planetario. Un animale erbivoro nutrendosi di piante si nutre di tutto ciò che la pianta ha sintetizzato per la sua esistenza: dai raggi cosmici ai minerali, dall’acqua ai residui di altri esseri viventi che si sono polverizzati nella terra. Come gli animali carnivori, che nutrendosi di animali erbivori assorbono ogni elemento di cui è formato il loro organismo, allo stesso modo l’essere umano nutrendosi di vegetali o di animali si nutre della sintesi di tutto ciò che vive nell’universo.



L’essere umano è chiamato dall’evoluzione ad ampliare la sua sfera percettiva, a non concepire le cose come entità isolate ma come tessere di un solo grande mosaico, come note della stessa sinfonia, come membra del medesimo organismo e a capire che l’esistenza di ognuno è assicurata grazie alla coesistenza con tutto ciò che lo circonda. Senza la diversità chimico-biologica nulla esisterebbe nell’universo. Da questo se ne deduce che finché una sola parte dell’umanità è sofferente, malata, denutrita o violentata, l’intera umanità è in pericolo di vita. Finché gli animali sono sofferenti, imprigionati o uccisi dall’uomo le vibrazioni di terrore che ne scaturiscono ricadono pesantemente sull’intero contesto umano, perché tutto è inscindibilmente collegato.

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LA RAI E’COLPEVOLE DI PUBBLICIZZARE PRODOTTI CARNEI E DI DERIVAZIONE ANIMALE RICONOSCIUTI DANNOSI PER LA SALUTE DELLE PERSONE E NON RISPETTA LA LEGGE SULLA PAR CONDICIO ESCLUDENDO I VEGETARIANI DAI PROGRAMMI TELEVISIVI, DISCONOSCENDO LA PRESENZA DI 6 MILIONI DI VEGETARIANI IN ITALIA



MARTEDI’ 30 OTTOBRE 2012 DALLE ORE 15,00 ALLE ORE 17,00 MANIFESTAZIONE DI PROTESTA

DAVANTI LA SEDE RAI DI VIALE MAZZINI 14 ROMA

PARTECIPATE!!!

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A PAROLE TUTTI GLI UOMINI SONO UGUALI,

SOLO NELL’AZIONE SI VEDE LA DIFFERENZA



NON È GRAVE IL CLAMORE DEI VIOLENTI

MA IL SILENZIO DELLE PERSONE ONESTE. (M. L: KING)



PERCHE’ IL MALE TRIONFI E’ SUFFICIENTE

CHE I BUONI RINUNCINO ALL’AZIONE (EDMOND BURKE)



SONO QUELLI CHE SONO COSÌ FOLLI DA PENSARE DI CAMBIARE IL MONDO

LO CAMBIANO DAVVERO (A. EINSTEIN)



“PRENDI POSIZIONE. LA NEUTRALITÀ FAVORISCE SEMPRE L’OPPRESSORE

NON LA VITTIMA. IL SILENZIO INCORAGGIA SEMPRE IL TORTURATORE

NON IL TORTURATO” (ELIE WIESEL, PREMIO NOBEL PER LA PACE NEL 1953).



“UN UOMO NON PUÒ CAMBIARE IL MONDO, MA UN UOMO PUÒ DIFFONDERE UN MESSAGGIO CHE CAMBIERÀ IL MONDO” (DAVID ICKE)

venerdì 26 ottobre 2012

A 90 ANNI DALLA MARCIA SU ROMA

domani e dopodomani a perugia si svolge il convegno di rievocazione in occasione del 90^ della marcia su roma. Giusto o Sbagliato che sia stato quell'atto (per noi sbagliato) fa parte della storia italiana e la sua rimozione non sarebbe stato un segno di forza della oramai consolidata repubblica. 


martedì 23 ottobre 2012

E' MORTO MERCELLO CINI PADRE DELL'AMBIENTALISMO ITALIANO

(ASCA) - Roma, 23 ott - ''Con profondo dolore ci separiamo dal nostro maestro Marcello Cini scomparso oggi. Un grande innovatore e padre culturale della nostra associazione''. Lo annuncia, in una nota, Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente. ''Marcello - afferma - rimarra' sempre una figura di riferimento per noi per le sue fondamentali battaglie per la laicita' e l'autonomia del pensiero, contro la neutralita' della scienza e per l'assunzione di responsabilita' da parte degli scienziati, per i suoi studi sulla societa' della conoscenza e la critica alla privatizzazione del sapere, i cui effetti disastrosi sono oggi sotto gli occhi di tutti. Cini ha contribuito in modo fondamentale al dibattito sull'ambientalismo moderno, perche' pur essendo completamente integrato nel dibattito epistemologico del '900, affacciandosi al 2000 ha saputo cogliere prima e meglio di altri l'importanza e le opportunita' offerte dalle nuove tecnologie e dal web, anche per gli effetti sui nuovi movimenti sociali, come hanno dimostrato le primavere arabe, tanto da 'tirarci un orecchio' in occasione del nostro ultimo congresso, per non aver adeguatamente considerato le tecnologie della comunicazione nel documento finale che abbiamo poi modificato grazie alle sue sollecitazioni''. 

domenica 21 ottobre 2012

giovedì 18 ottobre 2012

ADDIO MITICA EMMANUELLE. E' MORTA LA SUA SYLVIA KRISTEL

da yahoo.it

KIKAPRESS - Sylvia Kristel, la protagonista del film Emmanuelle, è morta all'età di 60 anni a causa di un cancro all'esofago. Le sue condizioni di salute si erano aggravate in seguito a un infarto che l'aveva colpita lo scorso 12 giugno ad Amsterdam, dove viveva da diverso tempo.
Nata a Utrecht, in Olanda, l'attrice aveva iniziato la carriera di modella a soli 17 anni ma aveva conosciuto la notorietà nel 1974 con il ruolo di protagonista nel film diretto dal francese Just Jaeckin, Emmanuelle. La pellicola rappresentò ai tempi un vero e proprio scandalo e fece molto scalpore, tanto da influire sulle regole morali di ciò che sino a quel momento era considerato legittimo in un film: includeva scene di sesso, violenza e autoerotismo che prima di allora non erano mai state mostrate su un grande schermo, a meno che non fosse una sala a luci rosse, come lei stessa confermò in un'intervista all'Indipendent cinque anni fa.
La vita di Sylvia Kristel è stata, come per molti colleghi di quegli anni, intensa e difficile, e fu lei stessa a raccontarla in prima persona nell'autobiografia "Nude", pubblicata anche in Italia nel 2007 con il titolo "Svestendo Emmanuelle". Nei momenti più cupi della sua esistenza non mancarono la dipendenza dalla cocaina e dall'alcol, problematiche aggravate da storie d'amore tormentate e, forse, mai veramente felici. La relazione più importante fu quella con Hugo Claus, uno scrittore più anziano di lei di 24 anni, dal quale ebbe anche il suo unico figlio, Arthur.

"Stavo cercando un padre? Forse nel mio inconscio sì — aveva spiegato durante l'intervista all'Indipendent rievocando l'episodio in cui era stata cacciata con la madre e la sorella dal padre e dalla sua nuova compagna - ma Hugo non era una figura paterna, è stato invece un grande amante. Era più vecchio di me, è vero, ma era molto atletico e faceva karate ogni giorno". "E' stato come se fossimo oggetti di cui non aveva più bisogno", aveva poi confidato parlando dell'abbandono. E quando vinse la corona di Miss Holland Tv e Miss Tv Europe, durante la premiazione a Londra questo fu il suo primo pensiero: "Voglio che mio padre mi veda, voglio che veda quale splendido uccellino si è lasciato scappare".

mercoledì 17 ottobre 2012

PIU CHE UN PRETE PARE UN CECCHINO...

SONO SENZA PAROLE.


MORTO IL RE DI CAMBOGIA: SIHANOUK

E' MORTO NORODORM SIHANOUK RE DI CAMBOGIA E PERSONAGGIO DI RILIEVO DELLE POLITICHE DEL SUD EST ASIATICO NEL SECOLO SCORSO.


Phnom Penh (AsiaNews) - La Cambogia si prepara ad accogliere le spoglie di re Norodorm Sihanouk, scomparso lo scorso 15 ottobre a Pechino, in Cina, dove ha trascorso gli ultimi anni di vita. L'arrivo della salma è previsto per il tardo pomeriggio di oggi e segnerà, in via ufficiale, l'inizio della settimana di lutto nazionale prevista nel Paese. Almeno 100mila persone saluteranno il passaggio della bara, nel viaggio che separa l'aeroporto della capitale sino a Palazzo reale. Egli era ancora oggi molto amato nelle campagne, fra i contadini e la gente più semplice; di contro, aveva perso il suo fascino e il prestigio a Phnom Penh e nei grandi centri, dove risiedono intellettuali, la leadership di governo e la fascia benestante della popolazione.

Appresa la notizia della morte del vecchio re, la gente in Cambogia ha iniziato a indossare nastri neri a lutto e posizionato le bandiere a mezz'asta. Egli è deceduto in un ospedale della capitale cinese per un infarto, all'età di 89 anni. In queste ore funzionari e rappresentati diplomatici di Stati Uniti, Cina, Corea del Nord e Giappone - fra gli altri - hanno inviato messaggi di condoglianze.

Il governo cambogiano ha ordinato a radio e tv locali di non trasmettere programmi o trasmissioni "non consone" con l'evento che ha colpito il Paese; il provvedimento sarà in vigore per tutto il periodo di lutto. La salma di re Sihanouk resterà esposta al Palazzo reale di Phnom Penh per tre mesi, perché tutta la popolazione - soprattutto delle campagne - possa arrivare nella capitale per l'ultimo saluto al vecchio monarca. Egli verrà quindi cremato, al termine di una funzione "elaborata", come già anticipato da fonti vicine all'esecutivo.

Figura controversa che ha segnato, nel bene e nel male, la storia dell'ultimo secolo della Cambogia, a re Sihanouk va riconosciuto il merito - grazie anche alla sesta e ultima moglie Monique - di aver riaperto le relazioni diplomatiche con la Santa Sede, nel 1994, confermando i passi per la libertà religiosa della Chiesa avviati qualche anno prima. Egli aveva abdicato nel 2004, ma la sua scelta non ha creato grandi ripercussioni su una popolazione - come raccontavano fonti di AsiaNews al tempo - segnata da "problemi più gravi e pressanti" e che "non manifesta particolare interesse o attaccamento alla monarchia".

lunedì 15 ottobre 2012

LOGGIA P2: ECCO L'ELENCO COMPLETO DEGLI ISCRITTI

PER LA PRIMA VOLTA SU UN BLOG PRIVATO ECCO L'ELENCO UFFICIALE E COMPLETO DI TUTTI GLI ISCRITTI ALLA LOGGIA P2 SONO TANTI, MA ALCUNI SONO DAVVERO NOTI.  

ELENCO ISCRITTI
A [modifica]
ten. col. Sergio Acciai (Firenze, in sonno, fascicolo 113) (poi generale della GdF)
dott. Pierluigi Accornero (Viarigi, 321) (attuale vice presidente di Assomineraria)
avv. Branko Agneletto (Trieste, 291) ex membro del TIGR, co-fondatore dell'Unione Slovena
rag. Giacomo Agnesi (Roma, 169) (pasta Agnesi/Colussi)
dott. Enrico Aillaud (Roma, 560) (Ex ambasciatore italiano in Cecoslovacchia (1960-1962), Polonia (1963-1968), Austria (1970-1973), RDT (1973-1975) e URSS (1976-1978); coinvolto nel dossier Mitrokhin, ex Presidente Ass. Italo-Austria, Interbanca e Ispi)
dott. Aldo Alasia (Buenos Aires, 150)
dott. Gioacchino Albanese (Roma, 913) (stretto collaboratore di Eugenio Cefis, fu coinvolto nello scandalo Eni-Petronim - [1], [2], [3])
dott. Raffaele Albano (La Spezia, 286)
cap. Amedeo Aldegondi (Torino, 425)
ten. col. Vito Alecci (Milano, 789) (convivente di Nara Lazzerini, segretaria di Licio Gelli, il 3 marzo 1985 morì in circostanze misteriose; la Lazzerini asserì trattarsi di omicidio)
magg. Giuseppe Aleffi, noto "Pino" (Pisa, 762) (comandò nuclei SIOS di Marisardegna e Camen, ex deputato di Forza Italia, relatore di un disegno di legge per la concessione dell'uso della bandiera nazionale al Corpo speciale volontario ausiliario dell'esercito dell'Associazione dei cavalieri italiani del Sovrano militare ordine di Malta, non rieletto nel 2001, candidato alla Camera con Italia dei Valori)
dott. Alessandro Alessandrini (Roma, 728) (ex amministratore delegato Banco di Roma)
amm. Achille Alfano (Livorno, capo gruppo 12, fasc 450)
gen. Giovanni Allavena (Roma, 505) (Generale dei Carabinieri, collaboratore di Giovanni De Lorenzo, comandante dell’ufficio D (informazioni) e del CCS (controspionaggio) e poi ultimo capo del Sifar; nel 1967, al suo ingresso nella P2, avrebbe trasmesso parte dei Fascicoli SIFAR a Gelli [9])
prof. Canzio Allegriti (Torino, 94)
principe Giovanni Alliata Di Montereale (Roma, passato al Grande Oriente, 361) (Gran Maestro della Serenissima Gran Loggia Nazionale degli Antichi Liberi e Accettati Muratori; costituì l'Associazione Nobili del Sacro Romano Impero. Deputato monarchico e separatista siciliano)
dott. Italo Aloia (Cosenza, 173)
Bruno Alpi (Ancona, in sonno, 426)
dott. Roberto Amadi (Milano, 364)
dott. Antonio Amato (Cagliari, 807)
dott. Wilfrido Ambrosini (Verona, in sonno, 112)
avv. Walter Amendola (Brasile, 615)
dott. Aristide Andreassi (Roma, in sonno, 170)
avv. Loris Andreini (Montecatini, 417)
dott. Mario Andreini (Verona, 177)
on. Clement Anet Bilé (Costa d'Avorio, 765) (negli anni '60 deputato della Costa d'Avorio, in rapporti con la FAO)
avv. Franco Angeli (Montevarchi, 153)
dott. Ennio Annunziata (Roma, 134)
prof. Fausto Antonini (Roma, 1) (Docente di Storia della Filosofia all'Università di Roma)
prof. Giuliano Antonini (Roma, 2)
Renzo Antonucci (Pisa, 736)
col. Pietro Aquilino (Perugia, in sonno, 358)
dott.Jo Araf (Milano, 1001)
dott. Giuseppe Arcadi (Reggio Calabria, 3)
dott. Aldo Arcuri (Benevento, 4)
dott. Romolo Arena (Roma, 848) (partecipante al "Gruppo dei Tredici", ex presidente acciaierie di Terni - Italimpianti, ex direttore centrale e vicepresidente IRI)
dott. Giacomo Argento (Roma, 384) (dirigente Rete Ferroviaria Italiana)
dott. Sergio Argilla (La Spezia, 270)
on. Gian Aldo Arnaud (Torino, 726)
dott. Carlo Arnone (Firenze, 393)
dott. Francesco Aronadio (Roma, 944)
dott. Renato Aschieri (Milano, 917)
dott. Giuseppe Attinelli (Palermo, 942)
on. dott. Angelo Atzori (Oristano, capo gruppo 2, fasc 651)
avv. Alfredo Aubert (Torino, in sonno, 287)
col. Mario Aubert (Milano, in sonno, 427)
Alberto Aureggi (Roma, 727)
dott. José Avila (Brasile, 599)
rag. Vittorio Azzari (Roma, 171) (ex dirigente BNL)
B [modifica]
rag. Gilberto Bacchetti (Firenze, 834)
cap. Vasco Bacci (San Vito, 5)
dott. Enzo Badioli (Roma, 581)
dott. Francesco Baggio (Vicenza, 732)
dott. Urio Bagnoli (Roma, in sonno, 6)
gen col. Enrico Baiano (Reggio Emilia, in sonno, 175)
Pietro Baldassini (Firenze, 394)
cap. Giorgio Balestrieri (Livorno, 907)
dott. Giorgio Ballarini (Firenze, 701)
on. Pasquale Bandiera (Roma, 114), esponente del PRI
dott. Guido Barbaro (Torino, 851)
dott. Vito Barbera (Livorno, morto, 182)
rag. Franco Barducci (Firenze, 702)
gen. Tommaso Barile (Roma, in sonno, 420)
dott. Giovanni Barillà (Palermo, 288)
dott. Hippolito Barreiro (Buenos Aires, 689)
geom. Giovanni Bartolozzi (Firenze, 705)
dott. Federico Barttfeld (Buenos Aires, 479)
on. Antonio Baslini (Milano, 483) già deputato del PLI e sottosegretario
dott. Giuseppe Battista (Roma, 518)
dott. Alberto Battolla (La Spezia, 800)
avv. Salvatore Bellassai (Palermo, 289)
avv. Girolamo Bellavista (Palermo, morto, 7)
dott. Danilo Bellei (Bologna, 484)
ing. Enzo Bellei (Roma, in sonno, 178)
dott. Ottorino Belli (Firenze, 229)
dott. Mario Bellucci (Perugia, in sonno, 174)
on. Costantino Belluscio (Roma, 540)
prof. Nello Bemporad (Firenze, 115)
dott. Giorgio Beninato (Roma, 563)
dott. Silvio Berlusconi (Milano, 625)
dott. Domenico Bernardini (Firenze, capo gruppo 6, fasc 699)
dott. Francesco Bernasconi (Roma, 155)
cap fr. Carlo Bertacchi (Roma, 629)
dott. Giuseppe Bertasso (Torino, 870)
dott. Luigi Bertoni (Roma, 179)
dott. Mario Besusso (Roma, morto, 180)
dott. Luis Alberto Betti (Buenos Aires, 481)
dott. Lodovico Bevilacqua (Milano, 877)
dott. Angelo Biagini (Firenze, 700)
ing. Livio Biagini (Roma, 529)
dott. Carlo Biamonti (L'Aquila, in sonno, 378)
avv. Gian Paolo Bianchi (Firenze, 703)
dott. Giorgio Bianchi (Torino, morto, 422)
avv. Giulio Bianchi (Pistoia, 183)
avv. Pierluigi Bianchini Mortani (Firenze, 742)
prof. Francesco Biancofiore (Roma, 365)
ing. Franco Bida (Roma, 911)
p i. Giorgio Bida (Novara, morto, 423)
dott. Giorgio Billi (Firenze, 548)
dott. Maurizio Bina (Cagliari, 819)
dott. Luigi Bina (Roma, 8)
amm. Gino Birindelli (Roma, 130) (ammiraglio di squadra, deputato del Msi dal 1972 al 1974, esponente di Democrazia Nazionale)
dott. Luigi Bisignani (Roma, 203)
dott. Garibaldo Bisso (Livorno, 773)
gen. Luigi Bittoni (Firenze, passato ad altra Loggia, 116)
col. Bartolo Blasio (Roma, 824)
cap. Alessandro Boeris Clemen (Roma, 738)
prof. Giulio Bolacchi (Cagliari, 886)
uff. Jose' Bolshaw Salles (Brasile, 601)
dott. Gianni Bonaga (Torino, 376)
Vincenzo Bonamici (Pistoia, 880)
dott. Ugo Bonasi (Roma, 857)
geom. Antonio Bonetti (Cesena, 366)
Sandro Boni (Firenze, in sonno, 704)
dott. Nicolo' Borghese (Roma, 546)
avv. Fabio Borzaga (Trento, passato ad altra Loggia, 424)
dott. Enrique Victor Boully (Buenos Aires, 691)
dott. Osvaldo Brana (Dakar, 101)
gen. Ettore Brancato (Roma, 504) ex comandante del 3º Corpo d'Armata
dott. Pasquale Brandi (Bari, 9)
avv. Agneletto Branko (Trieste, passato ad altra Loggia, 291)
dott. Carlos Braulio (Brasile, 600)
Maurizio Bruni (Livorno, 774)
dott. Vittorio Bruni (Firenze, 706)
dott. Ottorino Bruno (Roma, 103)
dott. Paolo Bruno (Cosenza, 181)
gen. Walter Bruno (Roma, 10)
Ivan Bruschi (Arezzo, 395)
dott. Ettore Brusco (Roma, 11)
Renzo Bruzzone (Torino, 176)
dott. Fosco Buccianti (Firenze, 638)
avv. Brunetto Bucciarelli Ducci (Arezzo, 573)
gen. Paolo Budua (Roma, 292)
avv. Glauco Buffarini Guidi (Roma, 102)
dott. Roberto Buffetti (Roma, 322)
Aldo Bugnone (Torino, 785)
dott. Antonio Buono (Forli', 104)
rag. Giancarlo Buscarini (Roma, 850)
C [modifica]
magg. Antonio Cacchione (Firenze, 197) (ufficiale dei CC in servizio al Sismi)
cap. Carlo Cadorna (Roma, 780)
Giorgio Cagnoni (Ravenna, 166)
dott. Mario Cagnoni (Ravenna, 167)
Paolo Cagnoni (Ravenna, 168)
Paolo Caiani (Montecatini, 838)
Piero Caiani (Montecatini, 676)
dott. Salvatore Cajozzo (Svezia, 586)
col. Antonio Calabrese (Bologna, 485)
dott. Silvio Caldonazzo (Roma, 293)
cap. Guido Calenda (Roma, 156)
dott. Roberto Calvi (Milano, 519) presidente Banco Ambrosiano
dott. Antonio Calvino (Buenos Aires, 692)
dott. Antonio Campagni (Pisa, 665)
dott. Ennio Campironi (Milano, 888)
dott. Umberto Campisi (Catania, 12)
maestro. Paolo Candigliota (Roma, 379)
dott. Antonio Cangiano (Cosenza, 367)
col. Rocco Cannizzaro (Roma, 200)
cap. Antonio Cantelli (Messina, 185)
ing. Fernando Cantini (Firenze, 836)
dott. Alberto Capanna (Roma, 553) (ex presidente della Finsider)
prof. Ilvo Capecchi (Pistoia, sospeso, 205)
dott. Achille Capelli (Firenze, 640)
dott. Carlo Capolozza (Roma, 294)
rag. Franco Caponi (Civitanova, 882)
rag. Attilio Capra (Milano, 188)
on. Giulio Caradonna (Roma, 909) (ex deputato MSI, non ha aderito ad AN per contrasti con Gianfranco Fini). Deceduto
prof. Luigi Caratozzolo (Messina, 875)
p i. Antonino Carbonaro (Cagliari, 13)
dott. Eugenio Carbone (Roma, 493)
magg. Alberto Carchio (Livorno, 199)
dott. Italo Cardarelli (Roma, 385)
dott. Giampaolo Cardellini (Roma, 157)
col. Rocco Carducci (Roma, 186)
prof. Cesare Carella (Viterbo, 396)
on. Egidio Carenini (Milano, 551)
ten col. Guido Carenza (Roma, 108)
on. Vincenzo Carollo (Palermo, 295) ex presidente della Regione Siciliana e senatore DC
dott. Piero (Pier) Carpi (Reggio Emilia, 14)
dott. Vittorio Carrieri (La Spezia, 878)
dott. Giorgio Carta (Roma, 794) (ingegnere)
Silvio Casagni (Arezzo, 397)
dott. Roberto Casarubea (Palermo, in sonno, 296)
dott. Pietro Casellato (Treviso, 15)
gen. Giuseppe Casero (Roma, 488) (generale dell'Aeronautica militare italiana, implicato nel Golpe Borghese)
Remo Casini (Firenze, 428)
prof. Alessandro Casotto (Perugia, 190)
dott. Salvatore Cassata (Marsala, 903)
dott. Carlo Castagnoli (Torino, 876)
ing. Antonio Castelgrande (Roma, 956)
avv. Francesco Catalano (Bari, 16)
dott. Giuseppe Catalano (Roma, 17)
ing. Laico Bruno Cattaneo (Buenos Aires, 790)
dott. Filippo Causarano (Roma, 195)
col. Secondo Cavalli (Firenze, in sonno, 429)
prof. Luigi Cavallini (Pisa, 861)
prof. Giorgio Cavallo (Torino, 696)
dott. Enrico Ceccarelli (Roma, 189)
Mario Ceccherini (Grosseto, 191)
ten col. Luigi Cecchetti (Roma, 919)
dott. Mario Cecchi (Firenze, 649)
rag. Bruno Cecchi (Firenze, 721)
dott. Bruno Cecchini (Firenze, 397)
amm. Marcello Celio (Roma, 815)
dott. Massimiliano Cencelli (Roma, 897)
prof. Isidoro Centrella (Roma, 905)
col. Amedeo Centrone (Roma, 187)
dott. Alberto Cereda (Roma, 645)
on. Gianni Cerioni (Ancona, 843)
dott. Giovanni Cerquetti (Roma, 18)
cap. Umberto Cesari (Roma, 630)
geom. Eugenio Cesarini (Roma, 741)
cap. Salvatore Cesario (Udine, 670)
dott. Gabriele Cetorelli (Roma, 723)
on. Aldo Cetrullo (Pescara, passato al Grande Oriente, 154)
dott. Francesco Cetta (Roma, in sonno, 192)
rag. Alessandro Checchini (Firenze, 835)
rag. Claudio Chiais (Roma, 265)
dott. Antonio Chiarelli (Firenze, passato ad altra Loggia, 399)
dott. Brunetto Chiarelli (Firenze, 797)
dott. Giulio Chiarugi (Firenze, 400)
gen. Giuseppe Cianciulli (Bari, 164)
on. Fabrizio Cicchitto (Roma, 945) (al tempo della scoperta della lista parlamentare del Partito Socialista Italiano, attualmente Capogruppo alla Camera del Popolo delle Libertà)
amm. Giovanni Ciccolo (Lerici, 129)
dott. Italo Cichero (Genova, morto, 204)
dott. Bernardino Cifani (Roma, 193)
dott. Luigi Cimino (Cagliari, 822)
geom. Mario Cingolani (Ancona, 668)
Manlio Ciocca (L' Aquila, 380)
dott. Mario Ciolini (Firenze, morto, 221)
Mario Ciolli (Firenze, morto, 430)
dott. Vasco Cioni (Firenze, 431)
dott. Elio Cioppa (Roma, 658) (vice questore in servizio al SISDE)
col. Enzo Cirillo (Firenze, 352)
rag. Carlo Ciuffi (Firenze, 419)
dott. Roberto Ciuni (Roma, 814) ex direttore dei quotidiani Mattino, Giornale di Sicilia, La Nazione
Renato Civinini (Firenze, 743)
col. Enzo Climinti (Roma, in sonno, 201)
col. Ennio Cocci (Pisa, 576)
dott. Joaquin Coelho (Brasile, 605)
dott. Antonio Colasanti (Roma, 360)
dott. Enrico Colavito (Venezia, 345)
rag. Giuseppe Colosimo (Livorno, 681)
dott. Giuseppe Compagno (Palermo, 298)
magg. Marino Conca (Roma, 351)
magg. Giuseppe Consalvo (L'Aquila, 381)
dott. Alfonso Coppola (Roma, 19)
dott. Loris Corbi (Roma, 562)
dott. Fausto Cordiano (Brescia, 910)
col. Antonio Cornacchia (Roma, 871) (ufficiale dei CC in servizio al Sismi)
Heitor Correa De Mello (Brasile, 593)
dott. Stefano Corruccini (Pisa, 664)
dott. Vincenzo Corsaro (Roma, 416)
p i. Carmelo Cortese (Catanzaro, 20)
cap. vasc Carlos Alberto Corti (Buenos Aires, 641)
dott. Francesco Cosentino (Roma, 497)
prof. Alfiero Costantini (Fiesole, 512)
ten col. Alessandro Costanzo (Roma, 152)
Maurizio Costanzo (Roma, 626)
dott. Francesco Cravero (Milano, 731)
Giovanni Cravero (Fossano, 140)
dott. Giampaolo Cresci (Roma, 525) (ex vicedirettore generale Rai e direttore de Il Tempo. Morto nel 2003)
dott. Giovanni Cresti (Siena, 521) (ex direttore generale del Monte dei Paschi di Siena)
dott. Fabio Crivelli (Cagliari, 299)
dott. Giuseppe Renato Croce (Roma, 787) (attuale gip Procura di Roma)
dott. Francesco Crupi (Roma, 300)
dott. Giorgio Csepanyi (Palermo, 301)
ing. Giampiero Cungi (Brasile, 184)
dott. Lino Curiale (Ancona, 583)
dott. Antonino Cusimano (Palermo, 302)
D [modifica]
cap. vasc. Sergio D'Agostino (Roma, 131)
dott. Antonio D'Ali Staiti (Trapani, 303) (azionista di Banca Sicula)
gen. Romolo Dalla Chiesa (Roma, 500) generale dei Carabinieri, fratello di Carlo Alberto
cap. Giuseppe D'Allura (Palermo, 892)
dott. Federico Umberto D'Amato (Roma, 554) (Direttore Ufficio Affari Riservati del Ministero dell'Interno; morto nel 1996)
dott. Antonio D'Ancona (Palermo, 941)
on. Emo Danesi (Livorno, 752), deputato della DC dal 1976 al 1983
dott. Mario D'Angelo (Viterbo, 763)
col. Salvatore Dargenio (Roma, 209)
ing. Giovanni D'Arminio Monforte (Milano, 936)
dott. Lorenzo Davoli (Roma, 659)
avv. Sergio De Almeida Marques (Brasile, 616)
dott. Stefano De Andreis (Roma, 939)
dott. Gabriele De Angelis (Roma, 277)
dott. Gustavo De Bac (Roma, 657)
dott. Hans De Belder (Vienna, 208)
magg. Umberto De Bellis (Venezia, 304)
dott. Svandiro De Blasis (Roma, 663)
rag. Antonio De Capoa (Roma, 21)
on. Massimo De Carolis (Milano, 624) (all'epoca deputato DC, fu poi presidente del consiglio comunale di Milano per Forza Italia)
dott. Matteo De Cillis (Roma, 22)
sen dott. Danilo De' Cocci (Roma, 404)
dott. Pietro De Feo (Firenze, 432)
prof. Domenico De Giorgio (Reggio Calabria, 216)
Domenico De Giudici (Arezzo, 652)
geom. Giancarlo Degl'Innocenti (Firenze, 708)
dott. Renzo De Grandis (Bologna, morto, 433)
ten col. Sergio Deidda (Roma, 215)
on. Filippo De Jorio (Roma, 511) (ex DC, in anni più recenti ha aderito all'Italia dei Valori, partito che ha lasciato in polemica con Antonio Di Pietro)
dott. Guglielmo De La Plaza (Uruguay, 589)
dott. Cesar De La Vega (Argentina, 590)
Alessandro Del Bene (Firenze, 745)
geom. Vittorio Del Bianco (Firenze, 709)
col. Mario Del Bianco (Roma, 133)
rag. Giampiero Del Gamba (Livorno, 863)
ten col. Manlio Del Gaudio (Roma, 117)
Pierluigi Del Guerra (Firenze, 710)
dott. Giuseppe Dell'Acqua (Roma, 305)
dott. Massimo Dell'Aquila (Bari, 306)
ten col. Bruno Della Fazia (Livorno, capo gruppo 7, fasc 23)
dott. Giuseppe Dell'Ongaro (Roma, 739)
dott. Pietro De Longis (Genova, 768)
dott. Jorio Del Moro (Firenze, 707)
on. Ferruccio De Lorenzo (Napoli, 25)
dott. Giuseppe Del Pasqua (Arezzo, passato al Grande Oriente, 353)
dott. Pietro Del Piano (La Spezia, 212)
dott. Michele Del Re (Roma, 661)
prof. Edoardo Del Vecchio (Roma, 143)
magg. Vittorio De Marco (Roma, 890)
avv. Fulviano De Mari (Roma, 24)
Romolo De Martino (Firenze, 744)
dott. Paolo De Michelis (Roma, morto, 213)
dott. Vincenzo De Nardo (Roma, 307)
ing. Salvatore Dente (Roma, 214)
Sergio Denti (Firenze, 643)
dott. Bonifacio De Oliveira (Brasile, 606)
dott. Carlo De Risio (Roma, 733)
col. Antonio De Salvo (Firenze, 194)
gen. Luigi De Santis (Roma, capo gruppo 8, fasc 359) (generale dei paracadutisti; membro del Consiglio generale e presidente della Corte d'onore della Legione garibaldina)
dott. William De Sena (Brasile, 603)
dott. Ercole De Siati (Teramo, 308)
avv. Jorge De Souza (Brasile, 612)
Denis De Stafanis Baiardo (Tirrenia, 218)
dott. Levy De Suoza (Brasile, 597)
dott. Osvaldo De Tullio (Roma, 309)
Vincenzo De Vito (Roma, 310)
dott. Franco Di Bella (Milano, 655) (ex direttore del Corriere della Sera)
avv. Alberto Di Caro (Bra, 98)
ten. col. Sergio Di Donato (Roma, 158) (dirigente del Sismi)
dott. Leonardo Di Donna (Roma, 827)
ten. vasc. Bruno Di Fabio (Roma, 210)
dott. Rodolfo Di Filippo (Roma, 311)
prof. Giuseppe Di Giovanni (Palermo, 935)
rag. Sergio Di Lallo (Firenze, 211)
gen. Sebastiano Di Mauro (Milano, 207)
dott. Mario Diana (Roma, 555)
dott. Luigi Dina (Milano, passato al Grande Oriente, 118)
dott. Vincenzo D'Isanto (Firenze, 777)
prof. Giuseppe Donato (Roma, 902)
Massimo Donelli (Napoli, 921) ( ex direttore di Epoca, attuale direttore di Canale 5)
avv. Pedro Dos Santos (Brasile, 611)
dott. Duilio Dottorelli (Roma, 434)
cap. Gian Carlo D'Ovidio (Roma, 569)
avv. Giovanni Druetti Di Ussel (Roma, 940)
dott. Mario Duce (Cagliari, 799)
mar. Maurizio Durigon (Arezzo, 418);
E [modifica]
on. Mario Einaudi (Roma, 552), ex presidente dell'EGAM
dott. Antonio Esposito (Roma, 251)
F [modifica]
uff. Antonio Fusco (Torino, 261)
rag. Claudio Fabbri (Milano, 132)
dott. Giovanni Fabbri (Roma, 816)
dott. Carlo Fabricci (Trieste, 26)
dott. Luigi Fadalti (Treviso, 938)
col. Nicola Falde (Roma, in sonno, 119)
dott. Carlo Falla Garetta (Cremona in sonno, rest tessera, 96)
dott. Giovanni Fanelli (Roma, capo gruppo 5, fasc 219) (dirigente Ufficio Affari Riservati)
cap. Giovanni Fantini (Livorno, 406)
dott. Francesco Farina (Arezzo, 510)
Mario Elpidio Fattori (Milano, 755)
dott. Tito Favi (La Spezia, 435)
gen. Enrico Favuzzi (Roma, 633)
dott. Mario Alberto Fazio (Roma, 27)
ten col. Luciano Federici (Arezzo, 568)
prof. Franco Ferracuti (Roma, 849) (membro del comitato di esperti nel Caso Moro)
dott. Ruggero Ferrara (Roma, passato ad altra Loggia, 28)
Alberto Ferrarese (Firenze, 746)
dott. Alberto Ferrari (Roma, 520) (ex direttore generale BNL)
dott. Aldo Ferrari (Roma, 891)
avv. Giuseppe Ferrari (Roma, 538)
dott. Mario Ferrari (Firenze, 401)
rag. Ivo Ferretti (Livorno, 29)
dott. Antonio Ferri (Roma, 729)
ten col. Domenico Fiamengo (Cosenza, 837)
dott. Cirino Fichera (Catania, 312)
dott. Wilson Filomeno (Brasile, 613)
dott. Gerardo Finauri (Argentina, 595)
dott. Beniamino Finocchiaro (Molfetta, 522) (Ex-deputato del Partito Socialista Italiano)
dott. Ennio Finocchiaro (L'Aquila, 436)
dott. Walter Fernandes Fins (608)
dott. Ovidio Fioretti (Cagliari, 873)
dott. Publio Fiori (Roma, 646) (deputato DC, Ministro dei Trasporti nel Governo Berlusconi I. Co-fondatore di Alleanza nazionale. Nel 2001, il Tribunale di Roma, con sentenza n. 20537/01, ha escluso la sua appartenenza alla loggia massonica P2)
dott. Ruggero Firrao (Roma, 498)
dott. Alessandro Flora (Bari, 30)
dott. Fabrizio Flumini (Roma, 784)
gen. Carlo Foce (La Spezia, 120)
dott. Marco Folonari (Brescia, 927)
amm. Vittorio Forgione (Roma, 31)
on dott. Franco Foschi (Roma, 680)
prof. Arnaldo Foschini (Roma, 32)
sen. Franco Fossa (Roma, 354)
Michele Fossa (Genova, 954)
dott. Artemio Franchi (Firenze, 402) presidente dell'UEFA
Giorgio Franchini (Firenze, 776)
cap. Luciano Francini (Pisa, 574)
dott. Gianfranco Franco (Roma, 579)
dott. Luigi Franconi (Roma, 437)
dott. Francesco Franzoni (Torino, 438)
on. Aventino Frau (Roma, 533)
dott. Luis Fugasot (Uruguay, 596)
dott. Sebastiano Fulci (Messina, passato ad altra Loggia, 313)
dott. Silvestro Furgas (Cagliari, 798)
cap. Silvio Fusari (Livorno, 788)
dott. Ugo Fuxa (Palermo, 314)
G [modifica]
dott. Gian Piero Gabotto (Roma, 928)
gen. Eduardo Gallardo Rincon (Messico, 610)
dott. Salvatore Galante (Palermo, 315)
dott. Giuseppe Gallo (Genova, 33)
col. Salvatore Gallo (Roma, 933)
gen. Vitaliano Gambarotta (Livorno, 225)
dott. Adolfo Gamberini (Ravenna, 224)
dott. Edoardo Gasser (Trieste, passato ad altra Loggia, 316)
comm. Licio Gelli (Arezzo, 440)
dott. Mario Genghini (Roma, 523) (costruttore edile)
dott. Carmelo Genoese Zerbi (Stati Uniti, 159)
ten col. Francesco Genovese (Pisa, 860)
col. Pasqualino Gentile (Roma, 357)
amm. Antonino Geraci (Roma, 809), capo del SIOS Marina
dott. Roberto Gervaso (Roma, 622), scrittore
dott. Antonio Jose' Ghirelli Garcia (Argentina, 620)
geom. Giancarlo Ghironi (La Spezia, 879)
dott. Giuseppe Giacchi (Roma, 217)
dott. Ado Giacci (Ravenna, 35)
prof. Giacomo Giacomelli (Massa, 441)
Romano Giagnoni (Firenze, 748)
dott. Domenico Gialli (Roma, 222)
ing. Mario Giannetti (Firenze, 712)
ing. Osvaldo Giannetti (Massa, 36)
gen. Orazio Giannini (Roma, 832)
dott. Orazio Giannone (Firenze, 650)
gr uff. Piero Giannotti (Viareggio, 403)
prof. Gennaro Giannuzzi (Livorno, 735)
dott. Renato Giaquinto (Firenze, 711)
col. Renato Giarizzo (Roma, 223)
on. Ilio Giasolli (Roma, 556)
rag. Renzo Giberti (Genova, 895)
prof. Luigi Gioffre' (Roma, 883)
dott. Tommaso Giorgeschi (Firenze, 747)
avv. Raffaello Giorgetti (Arezzo, 541)
dott. Angelo Giovanelli (Roma, morto, 317)
dott. Giovanni Giraudi (442)
dott. Vincenzo Gissi (Bergamo, 227)
gen. Raffaele Giudice (Roma, 535) già comandante della Guardia di Finanza)
cap. Giovanni Giuffrida (Reggio Emilia, 561)
dott. Ezio Giunchiglia (Tirrenia, capo gruppo 11, fasc 639)
ten. col. Umberto Giunta (Reggio Calabria, 904)
dott. Michele Giovanni Giuratrabocchetta (Potenza, 951)
Vittorio Gnocchini (Arezzo, 698)
dott. Gherardo Gnoli (Roma, 318)
ten col. Vittorio Godano (Bologna, 226)
dott. Giordano Goggioli (Firenze, 444)
dott. Cesare Golfari (Galbiate, 817)
prof. Egone Golimari (Trieste, passato ad altra Loggia, 443)
col. Umberto Granati (Siena, 248)
dott. Osvaldo Grandi (Massa, 37)
dott. Pietro Paolo Grassi (Potenza, 319)
gen. Giulio Grassini (Roma, 515) (direttore SISDE dal 1977 al 1981)
dott. Gianfranco Graziadei (Roma, 679)
gen. Giulio Cesare Graziani (Roma, 503)
dott. Giuseppe Graziano (Palermo, 320)
Mario Grazzini (Firenze, 445)
Mario Luigi Gregoratti (Firenze, 858)
dott. Francesco Gregorio (Roma, 803)
dott. Angelo Grieco (Novara, 446)
dott. Matteo Grillo (Livorno, 439)
cap. Ernesto Grossi (Firenze, 636)
ten. col. Santo Gucciardo (Siena, 867)
dott. Ferdinando Guccione Monroy (Pavia, 136), (prefetto)
dott. Giovanni Guidi (Roma, 830) (ex presidente Banco di Roma)
dott. Paolo Gungui (Cagliari, 859)
gen. Giuseppe Guzzardi (Roma, capo gruppo 1, fasc 694)
H [modifica]
dott. Ever Haggiag (Roma, 137)
dott. Julio Haratz (Brasile, 604)
I [modifica]
col. Rubens Iannuzzi (Roma, 138)
dott. Giuseppe Impallomeni (Palermo, 920)
Francesco Imperato (Genova, 865)
dott. Waldemar Incrocci (Torino, morto, 97)
dott. Oreste Innocenti (Milano, in sonno, 355)
dott. Antonio Ioli (Torino, 852)
dott. Francesco Ioli (Torino, capo gruppo 16, fasc 572)
dott. Carmelo Isaia (Cagliari, 38) (magistrato militare)
dott. Luigi Ivaldi (Roma, 230)
dott. Jose' Isaac Katz (Buenos Aires, 688)
K [modifica]
dott. Guido Kessler (Verona, in sonno, 39)
gen. Giuseppe Kunderfranco (Palermo, 372), comandante la Capitaneria di Porto di Palermo
dott. Adolfo Kunz (Firenze, 766)
L [modifica]
on dott. Silvano Labriola (Roma, 782) deputato del PSI
cap. Antonio La Bruna (Roma, 502) - (ex ufficiale del SID, condannato per i depistaggi sulla Strage di piazza Fontana)
dott. Luciano Laffranco (Perugia, in sonno, 232) all'epoca consigliere regionale umbro del MSI
dott. Ippolito La Medica (Roma, 121)
ten. col. Michele La Medica (Firenze, 447)
comm. Remo Landini (Verona, 109)
dott. Claudio Lanti (Roma, 914)
dott. Giovanni La Rocca (Perugia, 672) (questore)
dott. Raul Alberto Lastiri (Argentina, 621)
Gennaro (Gino) Latilla (Firenze, 41)
dott. Armando Lauri (Firenze, 588)
dott. Silvio Lauriti (Roma, 952)
col. Fulberto Lauro (Roma, 542)
dott. Pablo Lavagetto (Buenos Aires, 480)
cav. lav. Mario Lebole (Arezzo, 139)
dott. Antonio Leccisotti (Roma, 662)
dott. Giovanni Ledda (Nuoro, 42)
col. Federico Lenci (Buenos Aires, 558)
avv. Vito Lenoci (Bari, morto, 231)
Luigi Lenzi (Pistoia, sospeso, 236)
avv. Leonardo Leonardi (Roma, in sonno, 373)
dott. Emilio Leonelli (Roma, 448)
dott. Vincenzo Leporati (Torino, morto, 324)
dott. Enzo Lerario (Firenze, 405)
dott. Walter Levitus (Trieste, in sonno, 325)
cap. Matteo Lex (Firenze, 724)
dott. Antonino Li Causi (Roma, 526)
cap. Serafino Liberati (Roma, 389)
dott. Vittorio Liberatore (Ancona, 804)
on. Gaetano Liccardo (Napoli, 557)
dott. Bruno Lipari (Roma, 693)
dott. Vincenzo Lipari (Roma, 326)
gen. Vittorio Lipari (Bologna, capo gruppo 13, fasc. 449)
prof. Gianfranco Lizza (Roma, 233)
ing. Glauco Lolli Ghetti (Genova, 539)
magg. Giovanni Longo (Roma, 234)
prof. Pasquale Longo (Alberobello, 165)
on. Pietro Longo (Roma 926)
dott. Gaetano (Nino) Longobardi (Roma, 368)
dott. Luigi Loni Coppede' (Firenze, 278)
avv. Gaetano Lo Passo (Messina, 43) (ex vicepresidente Sicilcassa)
dott. Antonio Lopes (Brasile, 598)
dott. José López Rega (Argentina, 591), capo dell'Alianza Anticomunista Argentina
gen. Donato Lo Prete (Roma, 482)
col. Giancarlo Lorenzetti (Roma, 44)
Giancarlo Lorenzini (Roma, 855)
prof. Massimo Losappio (Siena, 697)
dott. Domenico Lo Schiavo (Australia, 247)
cap. Mario Lotta (Udine, in sonno, 377)
col. Giuseppe Lo Vecchio (Roma, 514) (implicato nel Golpe Borghese)
avv. Rocco Lo Verde (Palermo, 328)
dott. Alvaro Luciani (Roma, 329)
ing. Luciano Luciani (Trieste, 451)
M [modifica]
dott. Otello Macchioni Di Sela (Roma, 45)
dott. Giuseppe Macina (Arezzo, 868)
dott. Luigi Madia (Milano, in sonno, 46)
sten. vasc. Fulvio Mafera (Pisa, 725)
gen. Gian Adelio Maletti (Roma, 499) (ex-capo del reparto D (controspionaggio) del SID, condannato per depistaggi per la Strage di piazza Fontana, ora cittadino sudafricano)
dott. Francesco Malfatti di Montetretto (Roma, 812)
prof. Giancarlo Maltoni (Firenze, 415)
on dott. Enrico Manca (Roma, 864)
col. Pierluigi Mancuso (Piacenza, 206)
dott. Andre' Mandi (Roma, 363)
ten col. Roberto Manniello (Firenze, in sonno,249)
dott. Giuseppe Mannino (Palermo, 452)
dott. Dario Manzini (Firenze, 407)
cap. freg. Vito Marano (Livorno, 369)
geom. Guglielmo Marcaccio (Roma, 160)
col. Carlo Marchi (Reggio Emilia, 241)
arch. Antonio Marchitelli (Roma, 862)
Maresco Marini (Firenze, 408)
dott. Pasquale Marino (Roma, 566)
on. Luigi Mariotti (Firenze, in sonno, 489)
dott. Renato Marnetto (Roma, 677)
dott. Giovanni Marras (Cagliari,737) (ex deputato Forza Italia)
dott. Osvaldo Marras (Firenze, 453)
cap. freg. Mariano Marrone (Ancona, 840)
Franco Marsili (Firenze, in sonno, 753)
Mario Marsili (Arezzo, in sonno, 506)
dott. Carlo Martino (Torino, 252) (ex Procuratore Generale presso la Corte d'Appello di Torino)
on. Anselmo Martoni (Molinella, in sonno, 123)
cap. Antonio Marturano (948)
dott. Massimo Mascolo (Roma, 781)
dott. Marco Masini (Roma, 237)
on. Renato Massari (Milano, 889)
amm. Aldo Massarini (Roma, 695)
dott. Sergio Massenti (Pisa, 253)
amm. Emilio Eduardo Massera (Buenos Aires, 478) (membro della giunta militare che rovesciò il governo di Isabelita Peròn con il golpe sanguinario del 1976)
dott. Carlo Massimo (Firenze, 409)
prof. Paolo Matassa Marchisotto (Palermo, 943)
dott. Carlo Mauro (Roma, 565)
dott. Giacomo Mayer (Roma, 47)
dott. Giorgio Mazzanti (Roma, 826)
col. Rocco Mazzei (Milano, morto, 386)
sen. Luigi Mazzei (Roma, 48) (senatore PRI, poi PSI)
col. Giuseppe Mazzotta (Livorno, 818)
dott. Giuseppe Mazzotti (Roma, 454)
dott. Roberto Memmo (Roma, 564)
ten. col. Gaetano Mendolia (Roma, 550) (ufficiale della Guardia di Finanza)
dott. Gianni Mercatali (Firenze, 778)
gen. Francesco Mereu (Roma, morto, 490)
dott. Giorgio Merli (Roma, in sonno, 49)
cap. Pietro Mertoli (Livorno, 734)
prof. Renzo Merusi (Roma, 240)
dott. Marco Messeni Petruzzelli (Roma, in sonno, 50)
dott. Antonio Messina (Cosenza, 250)
prof. Michele Messina (Firenze, 414)
rag. Elio Messuri (La Spezia, 51)
dott. Roberto Romero Meza (Genova, 686)
dott. Leo Micacchi (Roma, 330)
gen. Vito Miceli (Roma, 491) (ex capo del Servizio Informazioni Difesa, implicato nel Golpe Borghese e nell'organizzazione Rosa dei Venti)
gen. Giuliano Micheli (Padova, 653)
dott. Franco Michelini Tocci (Roma, in sonno, 331)
rag. Enrico Michelotti (Messina, 52)
col. Giuseppe Midili (Roma, 244)
arch. Aladino Minciaroni (Roma, 931)
col. Giovanni Minerva (Roma, 517)
avv. Sergio Minervini (Livorno, 513)
gen. Osvaldo Minghelli (Roma, 142)
avv. Pietro Minnini (Bari, passato al Grande Oriente, 456)
gen. Igino Missori (Roma, 559)
geom. Roberto Misuri (Pisa, 962)
dott. Arrigo Molinari (Genova, 767)
on. prof. Ottorino Monaco (Roma, 53)
cap. Giuseppe Mongo (Firenze, 684)
on. Amleto Monsellato (Lecce, 54)
col. Giuseppe Montanaro (Brescia, 906)
ten. col. Anselmo Montefreddo (Pavia, 246)
Riziero Monti (Ravenna, 55)
dott. Flavio Montisci (Cagliari, 823)
gen. brig aerea Otello Montorsi (Roma, 144)
ten. col. Franco Morelli (Reggio Calabria, 918)
dott. Mario Moretti (Roma, 932)
cap. Carlo Mori (Roma, 841)
dott. Gaetano Morreale (Firenze, 56)
dott. Flaviano Morri (Forlì, 674)
dott. Panfilo Morroni (Venezia, 239)
dott. Paolo Mosca (Roma, 813) ex direttore Domenica del Corriere
dott. Francesco Mosciaro (Palermo, passato ad altra Loggia, 245)
comm. Bruno Mosconi (Firenze, capo gruppo 9, fasc 392)
dott. Giovanni Motzo (Cagliari, capo gruppo 3, fasc 57)
cap. freg. Angelo Murru (Savona, 58)
magg. Franco Murtas (Nuoro, 930)
dott. Arrigo Musiani (Siena, 59)
gen. Fausto Musto (Bolzano, 457)
col. Pietro Musumeci (Roma, 487) (ex generale del SISMI, condannato per calunnia aggravata nell'inchiesta della Strage di Bologna)
N [modifica]
dott. Franco Nacci (Roma, 759)
dott. Paolo Nannarone (Cortona, 536)
on. Vito Napoli (Roma, 887)
dott. Luigi Nebiolo (Roma, 810), all'epoca direttore del TG1, oggi collaboratore de Il Foglio
arch. Mario Negri (Firenze, 713)
prof. Rosario Nicoletti (Roma, morto, 950) costruttore romano, legato alla banda della Magliana
ten. col. Renato Nicoli (Firenze, 455)
dott. Edilio Nicolini (Genova, 916)
col. Domenico Niro (Torino, capo gruppo 10, fasc 458)
dott. Giovanni Nistico' (Roma, 675)
mar magg. Enrico Nocilli (Livorno, 923)
Alighiero Noschese (Roma, morto, 343), attore
Alberto Nosiglia (Livorno, 869)
col. Franco Novo (Arezzo, 459)
prof. Angelo Nunziante (Messina, 460)
Antonio Nunziati (Firenze, 885)
O [modifica]
ten col. Salvatore Oddo (Roma, 937)
prof. Gianluigi Oggioni (Firenze, 637) (chirurgo ortopedico)
dott. Luigi Oliva (Rapallo, 770)
Carlo Onnis (Oristano, 898)
dott. Giovanni Organo (Padova, in sonno, 332) (giornalista, poeta e scrittore)
dott. Giampiero Orsello (Roma, 60) (ex vicepresidente della RAI)
avv. Umberto Ortolani (Roma, morto, 494) (imprenditore, condannato per reati finanziari)
P [modifica]
dott. Antonio Pacella (Livorno, 671)
dott. Gian Carlo Pagano (Torino, morto, 202)
dott. Antonio Paladini (Roma, in sonno, 61)
dott. Giovanni Palaia (Roma, 792)
dott. Claudio Palazzo (Cagliari 821)
avv. Giampaolo Pallotta (Firenze, 258)
dott. Bruno Palmiotti (Roma, 220)
gen. Giovambattista Palumbo (Firenze 135)
ing. Pasquale Palumbo (Roma, in sonno, 62) generale dei Carabinieri
comm. Costantino Panarese (Torino, 461)
dott. Roberto Pandolfini (Firenze, 900)
ten. col. Giancarlo Panella (Milano, 371)
dott. Andrea Panno (Genova, 802)
dott. Sergio Panzacchi (Roma, 290)
col. Marco Paola (Bologna, passato ad altra Loggia, 462)
avv. Mario Paola (Firenze, 257)
dott. Enrico Paoletti (Firenze, 254)
prof. Ivan Papadia (Bari, 922)
rag. Nicolino Pappalepore (Paganica, in sonno, 382)
Angelo Paracucchi (La Spezia, morto, 769)
dott. Maurizio Parasassi (Roma, 582)
cap. dott. Giuseppe Paratore (Arezzo, 845)
dott. Angelo Parisi (Pesaro, 806)
Pieruggero Partini (Roma, 255)
dott. Tito Pasqualigo (Torino, 874)
dott. Andrea Pasqualin (Firenze, 683)
dott. Bruno Passarelli (Roma, sospeso, 141)
dott. Vito Passero (Torino, 63)
dott. Ferdinando Pastina (La Spezia, 801)
ten. col. Franco Pastore (Nuoro, 370) (ufficiale dei Carabinieri)
cap. Giovanni Pastore (Tirrenia, 894)
dott. Salvatore Pastore (Roma, 960)
Marcello Pastorelli (Livorno, 833)
dott. Giovanni Pattumelli (Roma, 64)
Alvaro Pazzagli (Firenze, passato al Grande Oriente, 259)
dott. Franco Peco (Milano, 110)
avv. Carmine (Mino) Pecorelli (Roma, morto, 235)
on. Mario Pedini (Brescia, morto, 570)
dott. Vitaliano Peduzzi (Milano, 111)
dott. Davide Pellegrini (Roma, 387)
dott. Olivo Pelli (Roma, 107)
prof. Renato Pellizzer (Siena, 682)
dott. Walter Pelosi (Roma, 754) (direttore del CESIS)
dott. Francesco Pennacchietti (Roma, 65)
dott. Corrado Pensa (Roma, in sonno, 333)
dott. Maurizio Pepe (Torino, 263)
Claudio Perez Barruna (Costa Rica, 594)
dott. Aldo Peritore (Roma, passato al Grande Oriente, 261)
dott. Alberto Perna (Torino, 796)
dott. Cesare Peruzzi (Firenze, 716)
dott. Carlo Pesaresi (Forlì, 172)
rag. Lamberto Petri (Ancona, 567)
cap. Gianfranco Petricca (Livorno, 627)
Antonio Petrucci (Firenze, 715)
on. Sergio Pezzati (Firenze, 528) deputato DC
Claudio Pica (in arte: Claudio Villa) (Roma, in sonno, 262)
on. dott. Rolando Picchioni (Torino, 808) (ai tempi dello scoperta della lista deputato della Democrazia Cristiana, poi passato nel CDU, nel Partito Popolare Italiano, nell'Udeur, nella Margherita e dal 2007 entrato a far parte del Partito Democratico)
gen. Franco Picchiotti (Roma, capo gruppo 4, fasc 495) (vice comandante generale dell'Arma dei Carabinieri).
ten. col. Antonio Piccirillo (Como, 264)
mar cav. Romano Piccolomini (Firenze, 256)
prof. Claudio Pierangeli (Siena, 463)
dott. Giuseppe Pieri (Roma, 530)
Roberto Pieri (Firenze, 756)
Giovanni Pieroni (Firenze, 714)
on. Giulio Pietrosanti (Roma, 66)
dott. Michele Pignatelli (Roma, 334)
dott. Waldimiro Pinto (Brasile, 602)
magg. Francesco Pirolo (Roma, 260)
gen. sq. aerea Luigi Pirozzi (Roma, 854) (Vice Comandante delle Forze Aeree NATO del Sud Europa)
cap. Gino Pisani (Genova, 40)
dott. Giorgio Pisano (Cagliari, 642)
dott. Sergio Piscitello (Roma, 507) (capo cerimoniale Presidenza della Repubblica)
dott. Alberto Pistolesi (Firenze, 749)
dott. Giuseppe Pizzetti (Firenze, morto, 410)
dott. Giulio Pizzoccheri (Milano, passato ad altra Loggia, 242)
dott. Michele Pizzullo (Roma, 145) direttore generale ministero della Difesa
dott. Giovan Vincenzo Placco (Roma, 947) magistrato di Cassazione
prof. Carlo Poglayen (Macerata, 267)
dott fr. Giuseppe Pluchino (Ragusa, 957)
cap. Giuliano Poggi (Caracas, 464)
cap fr. Osvaldo Poggi (Padova, passato ad altra Loggia, 161)
dott. Marcello Poggini (Roma, 388)
dott. Duilio Poggiolini (Roma, 961)
col. Italo Poggiolini (Livorno, 575) comandante legione Carabinieri Livorno
avv. Wolfango Polverelli (Roma, 162)
dott. Domenico Pone (Roma, 421) magistrato di Cassazione
prof. Leonello Ponti (Roma, 660)
dott. Saverio Porcari Li Destri (Cuba, 831), ambasciatore, senatore eletto in An nel 1994, nel 1997 aderisce al CDU
cap. Fausto Porcheddu (67)
cap. Roberto Porcheddu (68)
dott. Pasquale Porpora (Milano, capo gruppo 14, fasc 70)
dott. Michele Principe (Roma, 829) ( presidente della Selenia-Direttore generale della SIP)
dott. Massimo Pugliese (Roma, 266)
prof. Clemente Pulle' (Messina, 955)
prof. Pietro Pulsoni (Roma, 69)
cap. Giuseppe Putignano (Firenze, 764)
Q [modifica]
ten col. Giuseppino Quartararo (Livorno, 577)
amm. Giovanni (Juan) Questa (Argentina, 617)
R [modifica]
dott. Domenico Rabino (Modena, 825)
dott. Giorgio Ramella (Genova, 771)
prof. Vincenzo Randi (Ravenna, morto, 71)
dott. Giacomo Randon(Roma, 146)
Bruno Ranieri (Roma, morto, 465)
dott. Domenico Raspini (Ravenna, 72)
gen. Osvaldo Rastelli (Bologna, 105) generale dell'Esercito
maestro. Giulio Razzi (Roma, morto, 466)
dott. Angelo Rega (Roma, 73)
cap. Aldo Renai (Firenze, 268)
avv. Lucio Riccardi (Bari, 74)
avv. Emilio Riccardi (Torino, morto, 95)
dott. Giuseppe Ricci (Viterbo, 467)
gen. Giovanni Riffero (Torino, 486) generale dell'Esercito
dott. Renato Righi (Firenze, 122)
dott. Giovanni Rizzi (Verona, 760)
dott. Angelo Rizzoli (Milano, 532)
col. Vincenzo Rizzuti (Roma, 811) (ufficiale dei CC in servizio al SISDE)
dott. Enrico Rocca (Cagliari, 884)
col. Fausto Rodino' (Ostia, 269)
Carlo Rolla (Genova, 881)
dott. Francesco Romanelli (Roma, 75)
dott. Ovidio Romanelli (Roma, 335)
ten. col. Antonio Romano (Roma, 549)
dott. William Rosati (Genova, capo gruppo 15, fasc 673)
cap. Andrea Roselli (Potenza, 585)
gen. Roberto Roselli (Roma, 99) generale dei Carabinieri
prof. Edmondo Rossi (Roma, 805)
dott. Giorgio Rossi (Milano, 323)
Mario Rossi (Frosinone, 730)
dott. Bruno Rozera (Roma, passato al Grande Oriente, 76)
ing. Mario Rubino (Palermo, 336)
dott. Carlo Ruffo della Scaletta (Firenze, 717) (nobile)
dott. Felice Ruggiero (Roma, 847) direttore generale ministero del Tesoro
dott. Domenico Russo (La Spezia, 846)
dott. Francesco Russo (Agrigento, 196)
cap. Guido Ruta (Stati Uniti, 628)
S [modifica]
dott. Claudio Sabatini (Roma, 783)
ten. col. Gianfranco Sabatini (Aosta, 953)
dott. Elio Sacchetto (Roma, 634)
arch. Ambrogio Sala (Torino, 228)
magg. Mario Salacone (Roma, 163) (ufficiale del Sismi)
ing. Simonpietro Salini (Roma, in sonno, 531)
dott. Francesco Salomone (Roma, 678)
arch. Francesco Sanguinetti (Roma, morto, 337)
Ermido Santi (Genova, 772) deputato del PSI
geom. Ferruccio Santini (Roma, 775)
dott. Mario Santoro (Bologna, 77)
gen. Giuseppe Santovito (Roma, 527) Capo del Sismi dal 1978 al 1981
dott. Roberto Sarracino (L'Aquila, 383)
geom. Stefano Sassorossi (Firenze, 719)
cav. Carlo Satira (Reggio Calabria, 78)
dott. Vittorio Emanuele di Savoia (Ginevra, 516)
dott. Vittorio Sbarbaro (Roma, 934)
dott. Francesco Scalabrino (Messina, morto, 469)
dott. Leonardo Scali (Roma, 958)
ten. col. Pasquale Scarano (Oristano, 839)
ten. col. Michele Schettino (Torino, 761) (ufficiale dei Carabinieri)
dott. Darcy Schettino Rocha (Brasile, 607)
Aldo Schiassi (Bologna, 924)
avv. Giulio Schiller (Padova, 654)
ten. col. Mario Scialdone (Firenze, 147)
dott. Santo Sciarrone (Milano, 635)
gen. Salvatore Scibetta (Roma, 124)
col. Domenico Scoppio (Roma, 274)
ing. Alberto Scribani (Parigi, 198)
on. Loris Scricciolo (Chiusi, 125) (ex vicepresidente del Monte dei Paschi di Siena)
dott. Piero Scricciolo (Arezzo, passato al Grande Oriente, 149)
prof. Albino Secchi (Firenze, 411)
dott. Gustavo Selva (Roma, 623) (ai tempi dello scandalo europarlamentare per la Democrazia Cristiana, ex direttore del GR2, poi deputato di Alleanza Nazionale e senatore di Forza Italia)
dott. Mario Semprini (Roma, 544)
dott. Pasquale Setari (Padova, 106)
ing. Lucien Sicouri (Genova, 580)
dott. Elio Siggia (Roma, 656)
ten. vasc. Giuseppe Silanos (Roma, 271)
dott. Enrico Silvio (Genova, 338)
prof. Augusto Sinagra (Roma, 946)
avv. Michele Sindona (501, morto)
magg. Giovanni Sini (Livorno, 578)
dott. Raffaele Sinisi (Arezzo, 297)
gen. Giuseppe Siracusano (Roma, 496) (generale dei Carabinieri)
dott. Fiorello Sodi (Firenze, 34)
dott. Edgardo Sogno Del Vallino (Torino, morto, 786)
Ugo Soldani (Firenze, 718)
dott. Angelo Raffaele Soldano (Roma, 272)
dott. Gerolamo Sommo (Aosta, 912)
dott. Girolamo Sorrenti (Roma, 339)
dott. Franco Sorrentino (Cagliari, 79)
ten. col. Lino Sovdat (Firenze, 471)
gen. Pietro Spaccamonti (Roma, 472)
dott. Ettore Spagliardi (Aosta, 915)
dott. Carmelo Spagnuolo (Roma, in sonno, 545) all'epoca presidente di sezione della Corte di Cassazione
dott. Piero Spalluto (Milano, 872)
dott. Paolo Sparagana (Losanna, 537)
dott. Aldo Spinelli (Milano, in sonno, 80)
on. Gaetano Stammati (Roma, morto, 543)
dott. Antonio Stanzione (Forlì, 793)
ten. col. Savino Stella (Firenze, 722)
dott. Domenico Stellini (Treviso, in sonno, 81)
magg. Marcello Stellini (Roma, 273)
dott. Giorgio Sternini (Venezia, 82)
dott. Giorgio Florio Stilli (Firenze, 648)
dott. Randolph K Stone (Los Angeles, 899)
dott. Bruno Strappa (Ancona, 584)
cap. dott. Giuseppe Strati (Reggio Calabria, 959)
dott. Francesco Sturzo (Palermo, 340)
gen. Carlos Suarez Mason (Argentina, 609)
dott. Giuseppe Szall (Milano, 524)
T [modifica]
Leandro Tacconi (Roma, 632)
cap. Ezio Talone (Napoli, 276)
ing. Gennaro Tampone (Firenze, 750)
dott. Vittorio Tanassi (Roma 473)
magg. Giacomo Tarsi (Roma, 151)
avv. Paolo Tartaglia (Roma, 842)
dott. Bruno Tassan Din (Milano, morto, 534) , (all'epoca della scoperta della lista, direttore generale della Rizzoli Editore, proprietaria de Il Corriere della Sera, implicato anche nel crack del Banco Ambrosiano, per cui verrà condannato nel 1996)
Giovanni Tassitano (Pisa, 925)
dott. Elijak Taylor (Liberia, 619)
dott. Alberto Teardo (Albissola, 341)
dott. Mario Tedeschi (Roma, morto, 853) (membro della Xª Flottiglia MAS, direttore responsabile de Il Borghese dal 1957 fino alla sua morte nel 1993, negli anni '70 fu senatore per due legislature del Movimento Sociale Italiano)
on. Emanuele Terrana (Roma, morto, 356)
cap. Corrado Terranova (Taranto, 83) (ufficiale dei CC in servizio al SISDE)
prof. Carlo Terzolo (Torino, morto, 342)
gen. Guido Tesi (Firenze, in sonno, 587)
Augusto Tibaldi (Roma, sospeso, 100)
dott. Mario Tilgher (Roma, passato al Grande Oriente, 84)
dott. Alessandro Tizzani (Torino, 795)
col. Mario Tognazzi (Firenze, morto, 412)
dott. William Tolbert (Liberia, morto, 618)
Emanuele Tomasino (Palermo, 669) (imprenditore)
Osvaldo Tonini (Brasile, 614)
amm. Giovanni Torrisi (Roma, 631) (dall'agosto 1977 al gennaio 1980 capo di Stato Maggiore della Marina Militare e dal febbraio 1980 al settembre 1981 capo di Stato Maggiore della Difesa)
cap. Menotti Tortora (Firenze, 275)
Silvano Tosi (Arezzo, 477)
Massimo Tosti (Roma, 929)
dott. Gaetano Trapani (Milano, 779)
ten col. Mario Traversa (Brindisi, 758)
dott. Roberto Trebbi (Tirrenia, 685)
prof. Fabrizio Trecca Trifone (Roma, capo gruppo 17, fasc 327)
comm. Lorenzo Tricerri (Torino, in sonno, 85)
cav. Aurelio Tripepi (Reggio Calabria, morto, 474)
col. Giuseppe Trisolini (Roma, morto, 547)
avv. Francesco Troccoli (Bari, 86)
dott. Francesco Trois (Cagliari, 820)
ten col. Domenico Tuminello (Perugia, 148)
gen. Mauro Turini (Roma, 740)
dott. Vincenzo Tusa (Palermo, morto, 344) (archeologo)
U [modifica]
comandante Paolo Uberti (Roma, 280)
dott. Asdrubale Ugolini (Firenze, 413)
geom. Mauro Ugolini (Firenze, 720)
ten. col. Giacomo Ungania (Roma, 901)
prof. Antonio Urbano (Catania, 279)
ten. col. Ottavio Urciuolo (Firenze, 126)
V [modifica]
dott. Salvatore Vagnoni (Roma, 468)
avv. Mario Valenti (Arezzo, morto, 644)
dott. Roberto Valenza (Roma, 757)
dott. Vincenzo Valenza (Roma, 243)
gen. Enzo Vallati (Roma, 508)
dott. Cesare Valobra (Milano, in sonno, 87)
dott. Giancarlo Elia Valori (Roma, espulso, 283)
prof. Walter Vannelli (Roma, 88)
prof. Cesare Vannocci (Livorno, 89)
dott. Giuseppe Varchi (Trapani, 908) (vice questore a Catania)
gen. Dante Venturi (Palermo, morto, 346)
dott. Aldo Vestri (Genova, 90)
dott. Giovanni Viarengo (Torino, 91)
cap. Massimo Vicard (Roma, 866)
col. Mario Pompeo Vicini (Roma, 127)
col. Antonio Viezzer (Roma, 509) ufficiale del SID
dott. Alberto Vignes (Argentina, morto, 592)
dott. Luigi Nello Villa (Torino, 374)
dott. Vincenzo Villata (Roma, 391)
dott. Maria Jose' Villone (Buenos Aires, 690)
avv. Enrico Vinci (Roma, 282) presidente della Federazione Italiana Pallacanestro
dott. Francesco Viola (Torino, 375)
magg. Enrico Violante (Livorno, 284)
dott. Ferdinando Visciani (Firenze, morto, 281)
dott. Annibale Viscomi (Montecatini, 647)
Roberto Visconti (Firenze, 751)
dott. Angelo Visocchi (Roma, 791)
dott. Gaetano Vita (Roma, 390)
dott. Fabio Vitali (Torino, in sonno, 347)
dott. Vincenzo Vitali (Siena, 348)
avv. Mario Vitellio (Roma, 666)
gen. Ambrogio Viviani (Novara, 828) ex capo del SISMI, poi deputato del Partito radicale
avv. Carlo Voccia (Roma, 667)
avv. Gaetano Vullo (Milano, 856)
W [modifica]
dott. Fernandes Wilson De Valle (Buenos Aires, 687)
Z [modifica]
dott. Mario Zaccagnini (Roma, 92)
cap. Maurizio Zaffino (La Spezia, 285)
dott. Leonida Zanaria (Milano, 896)
dott. Mario Zanella (Roma, 476)
dott. Lelio Zappala' (Roma, 475)
ing. Lucio Zappulla (Palermo, 349)
dott. Aldo Zecca (Roma, 350)
dott. Sergio Zerbini (Modena, 93)
dott. Giorgio Zicari (Roma, 844), giornalista
dott. Alfredo Zipari (Roma, 470)
prof. Amonasro Zocchi (Roma, 571)
Elie Zocheib (Modena, 893)
on. Michele Zuccalà (Roma, 492) (parlamentare del PSI)
comm. Antonio Zucchi (Arezzo, 128)
dott. Paolo Zucchini (Roma, 362).

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE: QUESTO GATTO GETTATO NELLA SPAZZATURA

ASSOCIAZIONE ITALIANA DIFESA ANIMALI ED AMBIENTE: QUESTO GATTO GETTATO NELLA SPAZZATURA: A TORRE SAN GENNARO FRAZIONE DI TORCHIAROLO IN PROVINCIA DI BRINDISI ODIANO I GATTI, ANZI LI GETTANO NELL'IMMONDIZIA ED IL SINDACO DI TOR...

domenica 14 ottobre 2012

MORTO IL PROCURATORE DI ROMA ALBERTO CAPERNA

ERA UNA BELLA PERSONA


Un lutto per la magistratura e non solo: è morto questa sera il procuratore aggiunto di Roma, Alberto Caperna. A stroncare il magistrato, di 61 anni, è stato un infarto.
Caperna era il responsabile del pool dei reati contro la pubblica amministrazione ed in questa veste coordinava le indagini relative a fatti su corruzione, peculato ed altri. Tra l'altro era titolare dei casi Fiorito e Maruccio e in precedenza di era occupato anche del tesoriere della Margherita, Lusi.
In passato Caperna, grande tifoso della Lazio, aveva svolto importanti inchieste giudiziarie tra le quali il crollo del palazzo di via Vigna Iacobini, avvenuto alla fine degli anni novanta nel quartiere Portuense, a Roma.
Nominato procuratore aggiunto, a Caperna era stata affidata la delega dei reati contro la pubblica amministrazione. Al suo vaglio sono finite numerose e delicate inchieste giudiziarie come quelle relative al caso Lusi ed altre analoghe.
Grande sbigottimento e dolore tra i suoi colleghi. Una tragedia che ricorda l'improvvisa scomparsa di Pietro Saviotti, capo del pool anti-terrorismo di Roma, stroncato da un infarto a 56 anni lo scorso gennaio, poco dopo aver lasciato una riunione negli uffici giudiziari di Roma

QUANDO L'UOMO TACE. LA NATURA DANZA

FOTO DI ANTONELLA BRUNETTI
scattate ieri sulla spiaggia di Torre Lapillo Puglia.....


CONTRORDINE COMPAGNI: FIDEL E' VIVO E STA BENE

MA PER UN BLOGGER VENEZUELANO IL GOVERNO DI CUBA ENTRO 72 ORE NE ANNUNCERA' LA MORTE


Roma, 12 ott. (TMNews) - Il blogger filogovernativo cubano Yohandry Fontana ha pubblicato un messaggio sul suo blog la scorsa notte in cui citava il figlio di Fidel Castro che smentiva la morte dell'anziano leader cubano. Lo riporta El Nuevo Herald, quotidiano di Miami in lingua spagnola.

Durante tutta la giornata di ieri si sono rincorse le voci sul web della presunta morte di Castro, smentita invece da Fontana sul suo blog con le parole di Alex Castro: "Il Comandante sta bene, fa le sue attività quotidiane, legge, fa i suoi esercizi", ha detto il figlio del Lider Maximo. Alex Castro stava inaugurando una mostra di fotografia a Guantanamo, quando ha rilasciato la dichiarazione sulla condizione del padre.

Ieri pomeriggio la blogger dissidente cubana Yoani Sanchez, riconosciuta recentemente come una delle 50 persone più influenti dell'America Latina, aveva pubblicato un messaggio sul suo account Twitter in cui affermava di non avere informazioni riguardo alle voci sulla morte di Castro. "Il mio telefono non smette di suonare. Tutti chiedono della salute di #Fidel Castro ma non so nulla di certo, girano solo voci".

sabato 13 ottobre 2012

CHI SONO I DRUIDI???

da wikipedia

La parola druido denota l'appartenente alla classe dei sacerdoti della religione dei Celti, attraverso buona parte dell'Europa centrale e nelle isole britanniche. I druidi costituivano l'elemento unificante e i depositari della cultura del popolo celtico, peraltro così disgregato e discorde sul piano politico.

Le pratiche druidiche erano parte della cultura di tutte quelle popolazioni chiamate Keltoi e Galatai dai greci e Celtae e Galli dai romani.
Fonti storiche [modifica]

Del sistema di credenze amministrato dai druidi in epoca pre-cristiana, e del loro percorso di formazione, si hanno pochissime notizie[1]. Non è tramandato infatti alcun resoconto diretto ed è anzi probabile che fonti simili non siano mai esistite, visto, a dire di Giulio Cesare, il particolare atteggiamento negativo dei druidi nei confronti della tradizione religiosa, una materia sottratta alla scrittura e affidata a un complesso sistema mnemonico in versi[1]. Le uniche fonti scritte da un'epoca in cui il sistema religioso druidico era ancora vivo provengono dal mondo della storiografia greco-romana[1]. Inutilizzabili sono invece le antiche fonti letterarie irlandesi e gallesi, in cui la figura dei druidi riveste un ruolo marginale e dalla consistenza largamente fittizia[1].

Da quel poco che conosciamo delle pratiche druidiche, esse appaiono profondamente legate alla tradizione e conservative, nel senso che i druidi custodivano gelosamente i loro segreti.

Ora è impossibile giudicare se questa riservatezza abbia avuto profonde radici storiche e sia stata generata nelle trasformazioni sociali di quel periodo, o se ci sia stata discontinuità con una innovazione importante nella religione druidica.
Origine del nome [modifica]

Le possibili origini etimologiche della parola druido sono molte e si dubita abbastanza che la parola possa essere antecedente alle Lingue Indo-Europee. L'opinione più comune è che la parola derivi dall'unione di due parole celtiche: "duir", che vuol dire quercia, e "vir", una parola che significa "saggezza". Plinio ci dà una prima etimologia della parola collegandola alla radice greca della parola quercia, nel libro che porta il titolo Storia Naturale (Naturalis Historia XVI, 249-251). "Orbene, quercia in gallico si dice dervo, daur in gaelico, derw in gallese..." "la parola non può che risalire ad un antico celtico druwides che si può scomporre in dru, prefisso accrescitivo di valore superlativo (che si trova anche nel francese dru "folto", "fitto", "forte"). Cosa non del tutto arbitraria, considerato che i celti dell'odierna Francia avevano intensi rapporti culturali e commerciali con i greci della vicina città greca di Massalia (l'odierna Marsiglia), e usavano l'alfabeto greco per scrivere; aspetto testimoniato da Cesare nel capitolo 14 del VI libro del De bello Gallico. Ciò ha portato a supporre che druid- derivasse senz'altro dal greco drus, quercia, e dal suffisso indoeuropoeo (e greco) -wid "sapere", "scienza", per cui il senso complessivo sarebbe "coloro che sanno per mezzo della quercia", "gli studiosi della quercia", (dal punto di vista religioso-simboloico). È questa l'opinione tuttora più diffusa ed accettata. "I druidi sono i molto veggenti o i molti sapienti, ciò che sembra conforme alle diverse funzioni loro attribuite" (J. Markale, il druidismo, Milano 1997).
I druidi nella società [modifica]


La loro influenza era sia sociale sia religiosa. I druidi non erano solo l'equivalente dei nostri sacerdoti; spesso erano anche filosofi, scienziati, maestri, giudici e consiglieri del re. I druidi collegavano i celti con i loro numerosi dei, erano responsabili del calendario lunare e guardiani del "sacro ordine naturale". Con l'arrivo del Cristianesimo in ogni regione, questi compiti furono assunti dal vescovo e/o dall'abate.
Gerarchie sociali nei druidi [modifica]

I druidi non erano tutti uguali. Oltre al capo supremo, cui accenna anche Cesare (6,13) l'intero collegio sacerdotale era diviso in tre diversi gradi: il livello superiore era formato dai druidi propriamente detti, ministri addetti al culto ed ai sacrifici, giudici e consiglieri dei nobili più potenti, definiti solitamente dai greci "filosofi"; quello intermedio da poeti cantori (o bardi), narratori di miti e tradizioni, che accompagnavano i soldati in guerra e celebravano le gesta di eroi; il livello inferiore era formato da semplici indovini, detti anche maghi, che si occupavano della parte materiale del culto e dei sacrifici, oltre che alla divinazione, e avevano cognizione di medicina ed astronomia. Si ha infine notizia di sacerdotesse druide.
Storia dei druidi [modifica]

Due druidi in un'illustrazione ottocentesca

Le nostre conoscenze storiche sui druidi sono molto limitate, quel poco è stato offuscato da mistero e mistificazione. Le informazioni di cui disponiamo sono in parte di origine letteraria e la documentazione di Cesare è sicuramente la più ampia e la più organica che si conosca tra quelle pervenute. Inoltre essa è anche attendibile perché Cesare ha soggiornato anni in Gallia ed ha verificato personalmente ciò che poi si trova nelle sue opere. Altre notizie, spesso sotto forma di riferimenti occasionali, sono presenti comunque in diversi autori greci e latini: si tratta di opere pervenuteci frammentariamente (come le Storie di Posidonio) o di testi storici o di geografi vissuti alcuni secoli dopo, quando ormai il processo di romanizzazione aveva fagocitato le tracce originali del passato. Da quel poco che sappiamo delle pratiche dei druidi, queste appaiono profondamente legate alla tradizione e sono inoltre conservative, nel senso che i druidi custodivano gelosamente i loro segreti, infatti le tradizioni druidiche erano costituite da un gran numero di versi imparati a memoria, e risulta che lo studio del corpus di tale tradizione potesse richiedere decine d'anni.

Cesare descrive questo aspetto molto importante della cultura druidica nel capitolo 14 del VI libro del De bello Gallico. Fa capire che probabilmente la cultura druidica celtica sia stata una cultura misterica. Può darsi che sia esistita una "scuola di druidi" ad Anglesey (Ynys Môn) vicino ai laghi magici; ma cosa vi si insegnasse (poesia, astronomia, o persino la lingua greca) è oggetto di vere congetture.
Pratiche religiose dei druidi [modifica]

Della letteratura orale druidica di canzoni sacre, formule per preghiere e incantesimi, regole per la divinazione e per la magia, non è sopravvissuto nulla, neppure in forma tradotta; non esiste neppure una leggenda che sia stata tramandata in una forma che potremmo chiamare druidica pura, ovvero senza modifiche e reinterpretazioni cristiane. A volte, i druidi effettuavano sacrifici umani per propiziare le divinità prima di una battaglia, o per leggere la volontà degli dei nel sangue che gocciolava. Parte della pratica religiosa tradizionale rurale può tuttavia ancora essere riconosciuta sotto la superficie della successiva interpretazione cristiana, e sopravvive in feste come Halloween, le bambole di granoturco e altri rituali legati al raccolto; nei miti di Puck o del woodwose (una sorta di Sasquatch), nelle credenze circa le piante gli animali "fortunati" e "sfortunati", e così via. Tuttavia, è sempre difficile identificare esattamente l'epoca e il contesto culturale a cui si devono far risalire tradizioni come queste, trasmesse oralmente.


Notizie storiche dai romani [modifica]

Nel De bello Gallico di Giulio Cesare si trova il più antico e completo resoconto circa i druidi. Cesare dedica ai druidi ben due capitoli del VI libro del De bello Gallico, il 13 e 14, per poi ritornare sull'argomento nei capitoli 16-18, a testimonianza dell'importanza e del ruolo sociale che questo collegio sacerdotale ricopriva nel mondo celtico. Cesare nota che gli uomini di rango in Gallia appartenevano alla classe dei druidi o a quella dei nobili, e che queste due categorie erano separate. I druidi costituivano una classe sacerdotale istruita, ed erano i guardani delle antiche leggi non scritte; avevano il potere di giudicare, di scomunicare dalla società ed erano responsabili dell'educazione dei giovani. Non si trattava di una casta ereditaria; erano invece esonerati dal lavoro nei campi e dal pagamento delle tasse. Il corso di studio per un novizio era molto lungo. Tutto veniva insegnato oralmente, sebbene, a quanto riporta Cesare, i Galli avessero una lingua scritta (basata sui caratteri greci) usata per le questioni quotidiane. In effetti non esiste traccia di scritti druidici e per questo, secondo alcune fonti storiche questo tipo di cultura viene definita misterica. "Il punto essenziale della loro dottrina", scrive Cesare, "è che l'anima non muore, e che dopo la morte passa da un corpo all'altro" (vedi metempsicosi). Questo portò molti scrittori antichi a trarre la conclusione che i druidi siano stati influenzati dagli insegnamenti del filosofo greco Pitagora. Questa annotazione, per quanto possa apparire improbabile, non viene accantonata dalla letteratura storica moderna, che la inserisce nel contesto dei profondi scambi culturali avuti dai Celti con le comunità italiote della Magna Grecia: « È molto probabile che l'interesse manifestato dai Celti, a partire dal secondo quarto del IV secolo a.C., per le immagini di forme transitorie che vengono chiamate "metamorfosi plastiche", [...], sia stato influenzato dalle dottrine orfiche e pitagoriche che alcuni autori antichi hanno associato al pensiero dei Druidi» »
(Venceslas Kruta, Mondo greco e mondo celtico: incontro di due culture[2] )


Cesare (De bello Gallico, VI.18) nota anche che i Galli, seguendo l'insegnamento druidico[3], credevano in uno spirito guardiano della tribù, da cui tutti i Galli discendevano, che era anche dio dei morti: Cesare stesso lo assimila a Dis Pater[4]. È probabile che un altro suo nome fosse Teutates[4]. Dis Pater, divinità dell'abbondanza e dell'oltretomba, era a sua volta identificato al greco Ade[5].
I druidi e Cesare [modifica]

Egli infatti non fa menzione di rapporti avuti con i druidi o di loro interferenze nei suoi piani di conquista e di organizzazione della Gallia. E tuttavia sembra che le relazioni tra Cesare e i druidi, in un primo tempo neutrali, si siano guastate intorno al 54 a.C. e che essi siano divenuti gli animatori della rivolta antiromana del 52 a.C. La storiografia moderna è perlopiù concorde, sia pure con sfumature diverse e diverse motivazioni, nell'attribuire ai druidi sia l'ispirazione sia l'organizzazione della lotta di resistenza a Roma, lotta animata da un ideale di indipendenza politica, ma anche sentita come difesa della tradizione religiosa celtica.

Sul velo di silenzio steso da Cesare circa il ruolo dei druidi nelle vicende politiche-militari di quegli anni sono state invece prospettate varie e spesso contrastanti interpretazioni. Qualcuno ritiene che la digressione etnografica del VI libro, evidenziando l'importanza dei druidi nell'organizzazione sociale dei Celti, si configurasse come un vero e proprio pamphlet antidruidico; al contrario altri, giudicando i druidi estranei alla rivolta antiromana, pensano che Cesare, parlando di loro nel VI libro, volesse quasi ricompensarli della loro neutralità. Altri ancora suppongono che Cesare intendesse attenuare le basi per una futura politica di concordia, quale sarebbe stata perseguita poi da Augusto.

Quest'ultima ipotesi suscita qualche perplessità, se si pensa che nel 51 Cesare stava ancora «tirando le somme della sua grande impresa e si apprestava alla guerra civile con Pompeo» e che dunque difficilmente poteva prefigurare le linee della futura politica romana in Gallia. La sua trattazione sui druidi nel VI libro e, soprattutto, il suo silenzio su di essi nel resto dei Commentarii si possono forse spiegare con una ragione interna, cioè con l'intento di togliere ai suoi avversari politici in Roma il pretesto di presentarlo come empio violatore di ogni norma e credenza religiosa. Molte voci, infatti, correvano sulla mancanza di pietas e di fides dell'epicureo Cesare e su sue presunte violazioni sacrileghe: ed egli, passando sotto silenzio il ruolo dei druidi nell'opposizione gallica alla sua impresa, mirava, sicuramente a cautelarsi contro gli attacchi dei suoi nemici interni ed a neutralizzare la loro propaganda militare.
L'opinione di alcuni storici [modifica]

Scrittori come Diodoro Siculo e Strabone, che conoscevano i druidi in modo più indiretto rispetto a Cesare, pensavano che la classe sacerdotale celtica includesse i druidi, i bardi e i vati (indovini).

Pomponio Mela è il primo autore a informarci che l'educazione dei druidi era segreta e si teneva in grotte e foreste. Sappiamo che alcune zone delle foreste erano sacre e che i romani e i cristiani, per combattere la religione druidica, usavano tagliarne gli alberi e bruciarli. Ai druidi si attribuiscono a volte anche pratiche legate ai sacrifici umani, sebbene questa informazione possa ricondursi alla propaganda romana. È invece accertato che i Galli facevano sacrifici umani, di solito a spese dei criminali.

La Bretagna era un quartier generale del druidismo, ma una volta all'anno un'assemblea generale dell'ordine si teneva nei territori dei Carnutes in Gallia.

Cicerone parla di indovini fra i Galli, noti come druidi; egli aveva personalmente conosciuto un certo Divitiacus del popolo degli Edui. Diodoro ci informa che affinché un sacrificio fosse efficace si richiedeva la presenza di un druido come intermediario fra uomini e dei. Prima di una battaglia, i druidi spesso si interponevano fra i due eserciti e cercavano di convincere i contendenti a rinunciare allo scontro.
Un editto sui druidi [modifica]

I druidi erano considerati essenzialmente non-romani: un editto di Augusto vietò ai cittadini romani di praticare riti druidici. In Strabone troviamo che sotto la dominazione romana i druidi erano ancora arbitri su questioni pubbliche e private, ma che non erano più autorizzati a giudicare casi di omicidio. Sotto il regno di Tiberio, i druidi furono soppressi con un decreto del Senato, ma questo editto dovette essere in seguito rinnovato da Claudio. Nei resoconti di Plinio, l'attività dei druidi è limitata alla pratica della medicina e della magia. Si dice anche che i druidi veneravano il vischio, e che boschetti di querce erano il loro rifugio preferito. Quando trovavano il vischio, un sacerdote vestito di bianco lo tagliava con un coltello dorato, e due tori bianchi venivano sacrificati nel luogo del ritrovamento.

Descrivendo l'attacco dei romani di Svetonio Paolino all'isola di Mona (Anglesey or Ynys Mon in gaelico), Tacito dice che i legionari furono terrorizzati dall'apparizione di una banda di druidi che, sollevando le mani al cielo, tuonarono terribili maledizioni sulla testa degli invasori. Il coraggio dei romani, tuttavia, ebbe la meglio sulla paura; i britanni furono messi in fuga; e i sacri boschi di Mona furono abbattuti.

Dopo il I secolo, i druidi sparirono dal continente, e i testi dell'epoca fanno riferimenti a questa casta solo in rare occasioni. Ausonio, per esempio, apostrofa il retorico Attius Patera dichiarandolo con disprezzo "discendente di druidi".
La fine dei druidi [modifica]

Se all'epoca di Cesare i druidi erano ancora nel pieno possesso della loro autorità e dignità, è anche vero che l'intero processo di romanizzazione della Gallia, dopo la sua conquista, portò ben presto alla scomparsa dell'antica religione celtica, con il conseguente indebolimento del prestigio dei druidi. Ritiratisi nelle loro scuole, furono poi perseguitati e soppressi dall'imperatore Claudio, che li considerava dei nazionalisti fanatici: sopravviveranno solo indovini, maghi, e ciarlatani, ma loro arte verrà combattuta dal cristianesimo, in particolare in seguito all'affermazione di San Patrizio.
I druidi in Gran Bretagna e Irlanda [modifica]

La storia di Vortigern, riportata da Nennio, contiene uno dei pochissimi riferimenti ai druidi in Bretagna dopo la conquista romana: dopo essere stato scomunicato da Germano, il sovrano britannico chiede l'aiuto dei druidi. Nella letteratura irlandese, tuttavia, i druidi sono menzionati di frequente, e il loro ruolo sembra corrispondere a quello che avevano in Gallia (la parola irlandese moderna per "magia", draíocht, deriva dall'irlandese antico druídecht). In Irlanda c'erano anche altre figure in parte assimilabili ai druidi, i bardi e i poeti; fin all'antichità infatti i poeti avevano usurpato molti dei compiti dei druidi e alla fine li soppiantarono con l'avvento del Cristianesimo.

I più importanti documenti irlandesi sono manoscritti del XII secolo, ma alcuni dei testi riportati risalgono all'VIII secolo. In queste storie i druidi sono spesso consiglieri dei re e predicono il futuro (Bec mac Dé, per esempio, predisse la morte di Diarmaid mac Cearbhaill con maggiore precisione di tre santi cristiani), mentre non sembrano avere particolari funzioni religiose. Non sembrano neppure appartenere ad alcuna forma di corporazione o associazione, né essere esonerati dal servizio militare.
Storie epiche sui druidi [modifica]

Nel Ciclo dell'Ulster, Cathbad, capo dei druido alla corte di Conchobar mac Nessa, re dell'Ulster, era accompagnato da moltissimi giovani discepoli (100 secondo le versioni più antiche). Cathbad è presente alla nascita della famosa eroina Deirdre, e profetizza la sorte della donna, ma viene ignorato da Conchobar. In questa storia epica, intitolata Táin bó Cuailnge, segue questa descrizione della banda dei druidi di Cathbad: l'incaricato solleva gli occhi al cielo e osserva le nuvole e risponde al gruppo attorno a lui. Tutti alzano gli occhi al cielo, osservano le nuvole, e gettano incantesimi contro gli elementi, facendoli combattere fra di loro; e nuvole di fuoco vengono portate verso l'accampamento degli uomini d'Irlanda. Nella stessa storia si dice anche che nessuno alla corte di Conchobar aveva il diritto di parlare prima dei druidi.

Prima di partire per la grande spedizione contro l'Ulster, in Táin Bó Cuailnge, Medb, regina di Connacht, consulta i propri druidi sull'esito della guerra. Rimandano la marcia di due settimane, attendendo buoni auspici. I druidi hanno anche poteri magici: quando l'eroe Cúchulainn torna dalla terra delle fate dopo aver a lungo errato dietro la fata Fand (che egli non riesce a dimenticare), finalmente riceve una pozione dai druidi, che cancella ogni ricordo delle sue avventure recenti e cancella anche la gelosia dal cuore di sua moglie Emer.

Ancora più notevole è la storia di Étain. Questa signora, moglie di Eochaid Airem, High King of Ireland ("alto re d'Irlanda"), in una vita precedente è stata l'amata del dio Midir, che la brama ancora e la rapisce. Il re si rivolge al suo druido Dalgn, che impiega un anno per ritrovare il dio e la donna, usando quattro rami di tasso con un'iscrizione di caratteri dell'alfabeto ogham.

In altri testi i druidi si dimostrano capaci di portare gli uomini alla pazzia. Mug Ruith, leggendario druido di Munster, indossava una pelle di toro e un complesso copricapo di piume di uccello, e aveva la capacità di volare e scatenare tempeste.
I druidi nella letteratura cristiana [modifica]

Nelle vite dei santi, dei martiri e dei missionari, i druidi sono talvolta rappresentati come maghi e divinatori che si oppongono ai missionari cristiani, sebbene due di loro siano rappresentati come insegnanti delle figlie di Lóegaire mac Néill, Alto Re d'Irlanda, all'arrivo di San Patrizio. Per rallentare San Patrizio, sollevano nuvole e nebbia. Prima della battaglia di Culdremne (561) un druido creò un airbe drtiad (recinto?) attorno a uno degli eserciti, sebbene il significato esatto di questa frase sia oscuro. Sembra che i druidi irlandesi avessero il capo rasato come i monaci cristiani; la parola druí viene usata come traduzione del latino magus, a differenza di quanto enunciato da Giordano Bruno nel "De Magia" che trova che tale parola significhi sapiente e quindi rapporta ad essa i druidi in quanto sapienti[6], in un passaggio si parla di Cristo come druido.

Questo resoconto è in parte basato su informazioni tratte dalla Encyclopaedia Britannica, del (1911) e dalla Catholic Encyclopedia, 1908.'
Gli eredi dei druidi nelle Fiandre [modifica]

Le popolazioni delle Fiandre e dei Paesi Bassi rimasero pagane fino a tutto il VII secolo, quando Sant'Eligio giunse in Frisia e li convertì al Cristianesimo. La Vita di Eligio, scritta dal suo contemporaneo e compagno Ouen, fornisce alcune immagini molto suggestive delle pratiche druidiche in quelle regioni. Ouen riporta infatti le ammonizioni che Eligio era solito rivolgere ai pagani delle Fiandre, denunciandone i costumi sacrileghi. Queste ammonizioni possono essere lette fra le righe per ricavarne, in positivo, quali potevano essere le pratiche a cui Ouen e Eligio assistettero: « A causa di nessuna malattia dovete consultare maghi, divinatori, stregoni o incantatori, o pensare di chiedere il loro aiuto.
Non prestate attenzione agli auguri, o agli starnuti violenti, o al canto degli uccelli. Se venite distratti mentre siete in cammino o al lavoro, fate il segno della croce e dite con fede e devozione le preghiere della domenica, e niente potrà farvi del male
Nessun cristiano si preoccupi di quale giorno partire da casa o quale giorno tornare, perché Dio ha creato tutti i giorni. Non vi è alcuna influenza nel primo lavoro del giorno o fase della Luna; non vi è nulla di minaccioso o di ridicolo nelle Calende di gennaio.[7]
Non costruite vetulas,[8] piccoli cervi o iotticos; non apparecchiate la notte [per l'elfo della casa (confronta Puck)], non scambiate doni dell'anno nuovo, non offrite bevande superflue.
Nessun cristiano deve credere all'impurità o sedere nell'incantamento, perché è opera del diavolo. Nessun cristiano, nella festa di San Giovanni o di alcun altro santo dovrà eseguire solestitia [riti del solstizio d'estate] o danzare o saltare o cantare canti diabolici.
Nessun cristiano deve invocare il nome di demoni, di Nettuno o Orco[9] o Diana o Minerva o Geniscus o credere in alcun modo in cui questi esseri inetti. Nessuno dovrebbe passare nell'ozio il giorno di Giove se non coincide con feste sante, né in maggio né in alcun altro tempo, né i giorni delle larvae[10] o dei topi o qualsiasi altro giorno che la domenica. Nessun cristiano dovrebbe mostrarsi devoto agli dei del trivio, dove tre strade si uniscono, né partecipare alle fanes feste delle rocce, delle sorgenti, dei boschi o degli angoli.
Nessuno dovrebbe permettersi di appendere filatteri (talismani)[11] al collo di uomini o animali, anche se vengono fatti da preti e anche se viene detto che contengono reliquie o sacre scritture, perché non c'è alcuna cura di Cristo in queste cose ma solo il veleno del diavolo.
Nessuno dovrebbe permettersi di fare lustrazioni ("purificazioni") o incantesimi usando erbe, o far passare il bestiame attraverso un albero cavo o un fosso perché così lo si consacra al diavolo. Nessuna donna dovrebbe permettersi di appendere al collo l'ambra o invocare Minerva o altri esseri maledetti mentre tessono o colorano i loro tessuti ma in tutte le opere rendete grazie solo a Cristo e confidate nel potere del suo nome con tutto il vostro cuore. Nessun si azzardi a gridare quando la luna è eclissata, perché è per ordine di Dio che ogni tanto avvengon le eclissi. Né si tema la luna nuova o si abbandoni per questo il lavoro. Perché Dio fece la luna per questo, per segnare il tempo e attenuare l'oscurità della notte, non per ostacolare il lavoro né per rendere pazzi gli uomini come credono gli sciocchi, i quali ritengono che i lunatici siano posseduti da demoni provenienti dalla luna. Nessuno deve chiamare signore il sole o la luna o giurare in loro nome perché essi sono creature di Dio e servono i bisogni dell'uomo per ordine di Dio.
Nessuno predica il destino o la fortuna o l'oroscopo da coloro che credono che l'uomo debba essere ciò per cui è nato.
Soprattutto, qualsiasi malattia accada, non cercate incantatori o divinatori o stregoni o maghi, non usate diabolici filatteri attraverso sorgenti e boschi o incroci. Ma lasciate che il malato confidi unicamente nella misericordia divina e prenda il corpo e il sangue di Cristo con fede e devozione e chieda devotamente alla chiesa la benedizione e l'unzione, con la quale il suo corpo sarà unto nel nome di Cristo e, secondo l'apostolo, "la professione di fede salverà l'infermo e il Signore lo illuminerà.
I giochi diabolici e i balli o i canti dei gentili siano proibiti. Nessun cristiano dovrà farli perché ciò lo renderà un pagano. Né è giusto che un salmo diabolico esca dalla bocca di un cristiano dove è stato posto il sacramento di Cristo, che è adatta soltanto a lodare Dio. Perciò, fratelli, rifiutate tutte le invenzioni del nemico con tutto il vostro cuore e fuggite questi sacrilegi con orrore. Non venerate altre creature oltre a Dio e ai suoi santi. Evitate le sorgenti e gli alberi che chiamano sacri. Vi è proibito fare il lituo che essi piazzano ai crocicchi e ovunque ne troviate uno voi dovete bruciarlo con il fuoco. Perché voi dovete credere di poter essere salvati con nessun'altra arte che l'invocazione e la croce di Cristo. Come sarebbe possibile altrimenti che i boschi dove questi uomini miserevoli fanno i loro riti sono stati abbattuti e la legna proveniente da lì è stata data alla fornace? Vedete come è sciocco l'uomo, che onora degli alberi morti, insensibili e disprezza i precetti di Dio onnipotente. Non credere che il cielo o le stelle o la terra o qualsiasi altra creatura debba essere adorata oltre a Dio, perché egli creò e dispose di tutti loro. »

Revival [modifica]

Nel XVIII secolo, in Inghilterra e in Galles si è assistito a un revival druidico ispirato, fra gli altri, da John Aubrey, John Toland e William Stukely. Non ci sono invece prove sicure che William Blake fosse in qualche modo coinvolto in questa ondata di revival e potesse addirittura essere stato un Arcidruido. Aubrey è stato il primo scrittore moderno a legare Stonehenge ed altri monumenti megalitici con il druidismo, una imprecisione che ha influenzato l'idea comune del druidismo per la maggior parte del XX secolo. Modern Druidic groups have their roots in this revival, e some claim that Aubrey was an archdruid in possession of an uninterrupted tradition of Druidic knowledge, though Aubrey, an uninhibited collector of lore e gossip, never entered a corroborating word in his voluminous surviving notebooks. Toland was fascinated by Aubrey's Stonehenge theories, e wrote his own book, without crediting Aubrey. He has also been claimed as an Archdruid. The Ancient Druid Order claim that Toland held a gathering of Druids from all over Britain e Ireland in a London tavern, the Appletree, nel 1717. L'Antico Ordine dei Druidi fu fondato nel 1781, guidato da Henry Hurle e apparentemente incorporato nelle idee massoniche. Una figura centrale di quel periodo è stata Edward Williams, più noto come Iolo Morganwg: i suoi scritti, pubblicati postumi come I Manoscritti di Iolo (1848), e Barddas (1862), continuano ad influenzare il druidismo contemporaneo. Williams sosteneva di aver ottenuto il suo sapere ancestrale durante un "Gorsedd dei Bardi delle Isole Britanniche" che aveva ritrovato, ma negli anni settanta ma gli scritti preparatori di quel testo furono trovati fra le sue carte, dimostrando come anche quel testo fosse stato inventato di suo pugno.
I druidi oggi [modifica]

Il Druidismo Moderno (Modern Druidism, Modern Druidry) è una continuazione del revival del XVIII secolo e si pensa dunque che abbia alcune connessioni con l'antica religione (se non molte). Il Druidismo Moderno comprende due branche: culturale e religiosa. I druidi orientati alla cultura tengono una competizione di poesia, letteratura e musica, nota come Eisteddfod tra le popolazioni di origine celtica (Gallesi, Irlandesi, della Cornovaglia, Bretoni, ecc). Il Druidismo religioso moderno è una forma di neopaganesimo costruita ampiamente intorno a testi prodotti nel XVIII secolo o successivamente, insieme alle rare fonti romane e alto-medievali.

Non è sempre facile distinguere tra le due branche, poiché gli ordini di Druidi orientati alla religione possono accettare membri di qualunque religione o non credenti, mentre gli ordini orientati alla cultura possono non indagare sulle credenze religiose dei loro membri. Entrambi i tipi di ordini druidici possono perciò contenere membri orientati alla religione e membri non orientati alla religione. Molti personaggi famosi in Gran Bretagna sono stati iniziati in ordini druidici, compreso Winston Churchill. Il caso di Churchill illustra la difficoltà di distinguere tra le due branche, dato che gli storici non sono nemmeno certi a quale ordine si sia unito, l'Antico Ordine dei Druidi o l'Antico e Archaeological Ordine dei Druidi, e a maggior ragione per quale motivi vi si sia affiliato.

Frammenti di un calendario lunare druidico incisi su una sfoglia di bronzo sono stati scoperti a Coligny in Francia nel 1897. Il "calendario di Coligny" ha generato interesse da allora (vedi link in calce).